*MAREMMA TOSCANA: Territorio ricco di storia e tradizioni, dalla natura selvaggia.*

Dolce paese, onde portai conforme
l’abito fiero e lo sdegnoso canto
e il petto ov’odio e amor mai non s’addorme.
pur ti riveggo, e il cuor mi balza in tanto.
Spero vada bene!!
Ben riconosco in te le usate forme
con gli occhi incerti tra ‘l sorriso e il pianto.
e in quelle seguo de’ miei sogni l’orme
erranti dietro il giovanile incanto.
Oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano:
e sempre corsi, e mai non giunsi il fine:
e dimani cadrò. Ma di lontano
pace dicono al cuor le tue collina
con le nebbie sfumanti e il verde piano
ridente ne le piogge mattutine.
PARAFRASI:
Oh mia dolce maremma, terra da cui presi molto del mio carattere fiero e della mia poesia libera e forte, e della mia anima dove amore e odio non si placano mai, finalmente ti rivedo e il mio cuore sobbalza nel petto. In te riconosco bene le forme del tuo paesaggio a me note, mentre i miei occhi sono incerti e non sanno se sorridere o piangere, e mi ritornano in mente tutti i miei bei sogni giovanili.
Oh, quello che amai, quello che sognai fu inutile; ed io feci di tutto per realizzare le mie aspettative ma non ci riuscii, e presto morirò. Ma il mio cuore è in pace, ora che vedo le tue colline, con le loro nebbie leggere, e il verde dell’erba luminosa per la pioggia mattutina.(da Traversando la Maremma Toscana di G.Carducci)
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Il 2008 è stato l’anno di una pausa sabatica per i nostri viaggi fuori dall’Italia.Abbiamo preferito conoscere la nostra bella Italia. La Maremma,questa terra splendita ,ci ha invogliato di andarla a visitare e cosi a fine Maggio 2008 siamo partiti per Magliano in Toscana per una settimana in un Residence e da lì abbiamo girovagato per tutta la Maremma.
MAGLIANO IN TOSCANA è un paese di aspetto medioevale, nato su un colle che viene coltivato ad olivi e vigneti.Nel paese sono stati effettuati alcuni scavi dove sono stati riportati alla luce varie necropoli che testimoniano la presenza estrusca. Il paese è circondato da una cinta muraria che racchiude al suo interno il magnifico Centro Storico. 
Ci troviamo nella valle dell’Albegna, che scorre qui vicino,giungendo al mare nei pressi della laguna di Orbetello. Fuori Magliano spiccano i ruderi del Monastero di San Bruzio. 
Visitiamo la città di GROSSETO che nasce in un territorio pianeggiante,tra le valli del fiume Ombrone e a pochi kilometri dal Mar Tirreno; città particolarmente interessante per avere una cinta muraria realizzata durante la dominazione dei Medici e che segue un andamento esagonale e pressochè intatta.
Tra i monumenti interessanti:
-
Il Duomo di San Lorenzo, realizzato nei primi anni del 1300 e successivamente ristrutturato nel corso del 1800, al suo interno sono custodite alcune importanti opere : un Crocifisso in legno e una acquasantiera.

- La Chiesa di San francesco , anticamente dedicata a San Fortunato

- Il Cassero del Sale,
costruito per la raccolta e la distribuzione del Sale - Il Palazzo degli Aldobrandeschi

Alla Chiesa dei Bigi visitiamo la mostra personale di Luisa Calabrese ” Della pietra e del fiore”
Cogliamo l’occasione per assistere alla partita di calcio :Grosseto-Chievo (1-1).Il Chievo con il pareggio è ritornato in serie A. Allo stadio abbiamo incontrato, tra i molti tifosi, Nadia e Marco, nostri compagni di viaggio e quindi alla sera siamo andati alla Vineria da Romolo per gustare le specialità della Maremma:zuppa della Maremma- carne alla brace, formaggi e salami e delle ottime bottiglie di Morellino di Scansan0 e offrendoci per l’occasione un Morellino con l’etichetta della partita.
In Maremma è quanto mai d’obbligo visitare il
La maggior parte del Parco è rappresentata dai Monti dell’Uccellina, una catena di colline parallele alla costa e rivestite di fitta macchia, che culmina nel Poggio Lecci e che scendono verso il mare , spiagge sabbiose e alte scogliere ,circondata da paludi, pinete, campi coltivati. Un paesaggio dolce e ameno, per godere il clima particolarmente mite, l’aria tersa e il cibo genuino.Le colline dell’Uccellina presentano il paesaggio tipico della Maremma, costituite da piante sempre verdi di tipo mediterraneo e da foreste decidue. 
La vegetazione che si è sviluppata nella Piana dell’Ombrone è stata condizionata dalle variazioni della linea di costa, dalle inondazioni fluviali, dall’azione dei venti, dal pascolo e dall’agricoltura. Ogni specie ha i suoi ambienti elettivi: nelle vaste pianure pascolano i bovini maremmani, mantenuti allo stato brado durante tutto l’anno, le acque interne ospitano durante l’inverno un gran numero di uccelli acquatici migratori, mentre la macchia rappresenta per molti mammiferi un luogo di rifugio e di pascolo e un riparo dal vento e dai rigori del clima. Nelle zone più folte si trovano durante il giorno il cinghiale e la volpe.
Nel bosco misto di leccio, cerro e roverella vive il capriolo, mentre il daino, per l’ampiezza delle corna, preferisce la pineta. Le zone rocciose sono frequentate da numerosi predatori che si trovano distribuiti anche in altre zone del Parco, come la martora, la faina, la donnola e la volpe.Nelle zone umide si trova la tartaruga 
Il Parco, pur essendo un territorio caratterizzato da una folta vegetazione, pullula di testimonianze storiche e artistiche di rilievo, molto eterogenee fra loro, risalenti a varie epoche e conseguenze di dinamiche ed esigenze diverse.
Il Parco è aperto tutto l’anno. Gli itinerari possono essere percorsi sia singolarmente che in gruppo, accompagnati o meno da guide del Parco.Con un bus-navetta da Alberese si arriva a Pratini da dove si prosegue a piedi per i vari sentieri. Segliamo l’itinerario delle Torri : percorso di 6 km.circa – durata 4 ore circa- difficolta media.
Attraverso una fitta boscaglia si raggiunge la Torre di Castelmarino (XII sec.)
.Da qui si ammira la speldida spiaggia e la pineta rigogliosa.Lungo la discesa si ascoltano il cinguettino degli uccelli , si assapora il profumo del bosco ,il soffiare del vento e il fruscio degli alberi. Un contrasto di elementi che risveglia e libera il piacere di sentirsi in un paradiso ritrovato.Un semplice pic-nic vicino ad un rigagnolo dove pesci e tartarughe ti fanno compagnia.
Raggiungiamo la spiaggia, il mare è mosso, un gruppo di scolari giocano e senti il suono del mare che si unisce al vociare dei bambini. Mentre salgo il promontorio di Collelungo per vedere l’omonima Torre del XVI sec.
Carla riprende la via del ritorno ,con appuntamento ai piedi del promontorio dalla parte opposta, ma purtroppo ha sbagliato sentiero e dopo varie peripezie si è aggregata ai bambini della scuola per raggiungere Alberese. Una bella avventura. Non c’era la possibilità di comunicare in quanto il telefonino non aveva campo. Ho ripreso la via del ritorno a piedi fino a Pratini e con il bus sono arrivato ad Albarese dove ho incontrato Carla. La giornata è finita, ritorniamo a Magliano e programmiamo l’itinerario per domani.
Partiamo a metà mattina e prendiamo la strada per visitare: Scansano-Montemerano-Pittigliano.
SCANSANO
Passeggiamo lentamente e gustiamo il fascino di ogni angolo e di ogni pietra di questo incantevole borgo situato sulle colline della Maremma.Camminando si trovano testimonianze della sua storia nei palazzi .Ci sediamo sulle pietre della Fonte di Piazza Garibaldi per
ammirare il Palazzo del Pretorio, struttura che svolse un importante ruolo nei secoli scorsi ed attualmente è sede del Museo Archeologico, il Palazzo del Podestà.
Rilevanti e di particolare bellezza anche le Chiese come la Chiesa della Madonna delle Grazie, la Chiesa di San Giovanni Battita e le strade strette con piccoli negozi di artigianato locale e le donne che confabulano sulle porte di casa.
Entriamo in una enoteca per acquistare il ” Morellino di Scansano ” uno dei vini più rappresentativi della Toscana, il suo colore è un rosso intenso tendente al rubino che con l’invecchiamento vira al granato.
Il suo profumo è fine, gradevole, etereo e il suo sapore è secco, caldo e lievemente tannico.
Il Morellino di Scansano trova il migliore abbinamento con secondi piatti a base di carne dal sapore deciso come spezzatini, carni alla brace, spiedi, cinghiale.
E’ ottimo anche per la degustazione di formaggi a lunga stagionatura e minestre di legumi.
MONTEMERANO. E’ un delizioso borgo e si colloca tra le splendide colline della Maremma centrale,tra paesaggi e panorami capaci di stupire il passante .La sua bellezza è una peculiarità quasi unica tra cultura, tradizione,storia arte,colore. La sua architettura ha origini molto antiche e il massimo splendore del borgo lo si vede nel periodo medioevale.
Passeggiando tra le vie del centro storico di Montemerano si può apprezzare la bellezza,ammirando le sue case più antiche, le sue strade strette, 
i suoi vicoli nascosti, e meritano :
- La Chiesa di San Giorgio
patrono del paese e la sua costruzioneavvenne nei primi decenni del XV secolo e al suo interno si trova il dipinto della ” Madonna della Gattaoiola.
MARCIANO
Il borgo ha l’appellativo di : ” Spia della Maremma “per la sua particolare posizione e dai panorami che spaziano sui territori della Maremma ed è articolato in stretti e pittoreschi vicoli in sali e scendi.Di particolare interesse la Rocca Aldobrandesca,
oggi sede del Municipio.
PITIGLIANO
Arroccato su di una roccia tufacea il paese si mostra con tutto il suo splendore, in particolare di notte, quando le luci sottostanti illuminano le fondamenta, donando a Pitigliano un aspetto magico.
Curva dopo curva, su e giù per colline si arriva al Santuario della Madonna delle Grazie
e davanti ti si presenta questa scena:
La bellezza del borgo è notevolole in particolare nel centro storico, un vero scrigno d’arte,storia e cultura. Testimonianze rinvenute sul territorio ci raccontano come l’area sulla quale sorge il borgo, fu abitata anche dagli etruschi, che qui lasciarono le loro Necropoli e le Vie Cave. Sono chiamate vie cave quelle singolari vie lunghe buie e strette, profondamente incassate nella roccia tufacea che dagli altopiani (nei pressi di Sorano e di Pitigliano) scendono alle sponde dei fiumi.
La visita ci fa scoprire la fortezza Orsini , venne realizzato nel periodo dal 862 al 1312,
sede del Museo Civico ed Archeologico,con antistante la piazza della Fontana.
La Chiesa di San Rocco , la costruzione più antica del
borgo con pregevoli dipinti e a seguire il Duomo dei Santi Pietro e Paolo,
di origine medioevale e completamente restaurato dalla famiglia Orsini. Pitigliano in passato ospitò una numerosa comunità di ebrei con la Sinagoga e fu definita la “”Piccola Gerusalemme”".
Sotto la Sinagoga si sviluppano vari ambienti scavati nel tufo:
il bagno rituale, stanza utilizzata dalle donne per il bagno di purificazione al termine del ciclo mensile,prima del matrimonio e dopo un parto-la macelleria,il forno delle azzime e la cantina del vino kasher, la tintoria.
Giriamo lungo i viottoli,ci si ferma per gustare un panino al prosciutto ed assaggiare il “Bianco di Pitigliano” incontri la gente seduta davanti a casa
con la quale scambi quattro chiacchere, ti raccontano la loro vita dura e gli avvenimenti ,le feste del borgo.
Lasciato Pitigliano ci dirigiamo a:
SORANO
E’ un centro incantevole,ricco di storia e arte, famoso borgo che si colloca nel cuore dell’Area del Tufo, assolutamente molto interessante, capace di raccontare un passato antico e ricco di eventi e dominazioni.
Passeggiando tra le vie strette del centro ci si accorge di come il borgo rappresenti, col le sue costruzioni, i suoi edifici e i suoi monumenti, lo spirito Medioevale di Sorano con strette vie e vicoli che si intrecciano,
il paese si erge su di uno sperone di tufo, dal quale si riesce a godere un meraviglioso panorama di campagne. Incontriamo la gente del paese e Angelo ci invita a casa per offrirci un panino con il salame e un bicchiere di vino e raccontarci la sua storia di autista.
Lungo il percorso visitiamo la Collegiata di San Nicolò,
si tratta di un edificio medioevale al cui interno si possono ammirare dipinti del 1600.
L’edificio che si presenta come simbolo di Sorano è naturalmente la Fortezza Orsini,
la sua originaria costruzione avvenne nel corso del Medioevo, per volere della famiglia degli Aldobrandeschi e che solo successivamente divenne la residenza stabile della famiglia Orsini. A simboleggiare la presenza di queste due potenti famiglie sono oggi presenti sulla facciata delle mura i due stemmi delle famiglie: due Leoni per gli Aldobradeschi e l’Orso Araldico per gli Orsini.
Lungo le mura e sulla sommità si accede al Castello,
oggi divenuto Museo del Medioevo e del Rinascimento.
Fuori dell’abitato di Sorano ci fermiamo per fotografare Sorano dal basso
e visitare la Chiesetta di San Rocco di epoca medioevale.
Riprendiamo la strada per visitare SOVANA
Delizioso borgo,un piccolo gioiello della Maremma, se posso dire un piccolo scrigno di arte e di storia ,mescolate in un connubio di architteture e costruzioni di immenso valore culturale, in grado di raccontare il passato etrusco e romano di questo borgo antico.
Passeggiando tra le vie e i vicoli di Sovana ci si può rendere conto di come qui sembra che il tempo si sia fermato, i suoi palazzi antichi sono in ottime condizioni,e narrano avvenimenti del passato molto interessanti.
- Il Palazzo dell’Archivio che oggi ospita il Centro visite dell’area del tufo
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Il Duomo, che è dedicato ai Santi Pietro e Paolo,al suo interno si possono ammirare meravigliosi affreschi.
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La Chiesa di Santa Maria Maggiore, incantevole e ricca di attrazioni ed opere d’arte.
Il borgo è famoso per la produzione del vino rosso Sovana DOC ed il piatto:l’acquacotta e il buglione di agnello.Durante la visita abbiamo incontrato la gente del borgo,molto disponibile a parlare e Suor Emilia che gestiva un piccolo negozietto di articoli artigianali fatti dalle consorelle del Convento di clausura dove abbiamo acquistato alcuni oggetti.
Dopo una giornata piena ritorniamo al residence e programmiamo la giornata per domani: visita di Capalbio e Parco Archeologico di Vulci.
Partiamo per una breve visita a CAPALBIO attraverso una campagna nel pieno della sua bellezza.
E’ l’ultimo paese della Maremma Toscana ai confini con il Lazio, ponendosi come borgo sicuramente incantevole, ricco di motivi di interesse ed attrazioni. Il borgo famoso per la sua enogastronomia, si tratta di un territorio profondamente legato alla sua cucina, con piatti tradizionali a base di selvaggina,accompagnata dal vino Capalbio DOC.
Gli edifici che sorgono lungo le antiche viuzze:
*La Pieve di San Nicola, risalente al XII secolo e al suo fianco il campanile. All’interno si trovano alcuni affreschi, risalenti al XV secolo, di devozione votiva e realizzati con probalità dopo una epidemia.
*La cinta muraria che circonda il borgo, ha una struttura a doppio giro e la sua costruzione avvenne sotto il dominio degli Aldobrandeschi.
*foto da Google Earth*zia fedora*
VULCI E LA MAREMMA ETRUSCA
Vulci sorge nel cuore di una vasta pianura della Maremma laziale racchiusa dai Monti della Tolfa,dai Volsini e dal Mar Tirreno.
Il territorio è solcato dal fiume Flora che aprendosi un varco tra le rocce vulcaniche si tuffa nel laghetto di Pellicone in un ambiente di rara suggestione.
Le rive del Flora ospitano :pioppi,salici,aceri,sambuchi e qui vive la fauna in un habitat naturale :volpi,cinghiali,istrici,talpe,mentre il clima temperato del lago da ospitalità a:aironi cinerini,garzette,cicogne,fenicotteri.
Segliendo un itinerario fra i tanti possibili, si entra in un mondo per noi nuovo.La singolarità del parco consiste nel presentare un panorama completo: città etrusca e romana,necropoli.
Iniziamo la visita con una certa curiosità dalla porta Ovest:l’acquedotto, l’area del Foro con il Tempio Grande,l’Edificio Absidato,Casa di Criptoportico e Mitreo,
il Tempio di Ercole,la Tomba Francois,Casaletto Mengarelli e infine
il Castello della Badia che ospita dei reperti di Vulci.
Vulci è stata interessante, era la prima volta che visitavamo un Sito Etrusco e ritorniamo al residence stanchi, ma con una esperienza in più.
Abbiamo rinunciato all’Isola del Giglio, il mare era mosso e abbiamo girato la macchina per visitare
MASSA MARITTIMA
Visitando la città incontriamo monumenti e architetture di estrema particolarità: *il Duomo di San Cerbone che, costruito nel 1200 in stile romanico, oggi custodisce alcune importanti opere d’arte, come una 
vetrata realizzata nel 1300 rappresentante il Redentore in Gloria e le Storie di San Cerbone, un affresco risalente anch’esso al trecento e raffigurante la Madonna 
in Trono Col Bambino,
all’interno della Cattedrale troviamo inoltre una Fonte battesimale, alcune colonne sormontate dalle figure di un Grifone, un uomo con la barba ed un cavallo, un Crocifisso in legno realizzato da Giovanni Pisano.
Sulla Piazza di fronte al Duomo troviamo inoltre il Palazzo del Pretorio
costruito nel XIII secolo, ed il Palazzo Medievale del Comune;
Abbiamo visitato il Museo della Miniera girando nelle gallerie dove estraevano i minerali.
Nei 700 metri di galleria si può avere un’idea della struttura dei metodi di coltivazione e del lavoro minerario.
Le origini della città sono da collocarsi nell’Alto Medioevo, fu costruita nel territorio del Monte Regio ed intorno all’anno Mille assunse una notevole importanza divenendo sede Vescovile; Massa Marittima divenne successivamente Libero Comune, ma fu comunque conquistata e controllata da Pisa, Siena e da Firenze, sotto il dominio della quale entrò a far parte dei possedimenti del Granducato di Toscana.
La nostra escursione in Maremma è terminata,abbiamo conosciuto un territorio nuovo con bellezze naturali,artistiche di straordinario interesse e con persone affabili e ospitali.
Grazie Maremma e arrivederci!
Bibliografia:Guida Touring-bellamaremma.it-vulci.it-lamaremma.it-tuttopittigliano.it-infoscansano-parcodella maremma.it
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*Foto di B.Roveran*
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Scrivetemi a: b.roveran@gmail.com
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