In una giornata autunnale,piena di sole,13 novenbre 2010, abbiamo visitato con Italiavicina e Manageritalia di Verona il Villaggio Crespi e il Castello di Malpaga.
Una piacevole gita culturale e culinaria che è stata molto apprezzata, in quanto si cerca di scoprire luoghi vicini, ma molto interessanti.
*Villaggio Crespi*
Crespi è il nome della famiglia di industriali cotonieri lombardi che a fine Ottocento realizzò un moderno “Villaggio ideale del lavoro” accanto al proprio opificio tessile, lungo la riva bergamasca del fiume Adda.
Il Villaggio Crespi d’Adda è una vera e propria cittadina completa costruita dal nulla dal padrone della fabbrica per i suoi dipendenti e le loro famiglie. Ai lavoratori venivano messi a disposizione una casa con orto e giardino e tutti i servizi necessari.
In questo piccolo mondo perfetto il padrone “regnava” dal suo castello e provvedeva come un padre a tutti i bisogni dei dipendenti: dentro e fuori la fabbrica e “dalla culla alla tomba”, anticipando le tutele dello Stato stesso. Nel Villaggio potevano abitare solo coloro che lavoravano nell’opificio, e la vita di tutti i singoli e della comunità intera “ruotava attorno alla fabbrica stessa”, ai suoi ritmi e alle sue esigenze.

L’Unesco ha accolto Crespi d’Adda nella Lista del Patrimonio Mondiale Protetto in quanto “Esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa”.
Criteri soddisfatti:
- Crespi d’Adda offre esempio eminente di un complesso architettonico che illustra un periodo significativo della storia umana.
- Crespi d’Adda costituisce esempio eminente di insediamento umano rappresentativo di una cultura.
*Castello di Malpaga*
Poco lontano dalle rive del Serio si trova il castello di Malpaga, nel territorio di Cavernago, piccolo comune alle porte di Bergamo. Non si trova su un’altura o su una collina, per questo con l’introduzione della polvere da sparo, si vennero a creare non pochi problemi difensivi che derminarono la necessità di rinforzarne il sitema di protezione.
Il castello, la cui fama è legata alla gloriosa storia del condottiero Bartoloneo Colleoni, nella sua struttura complessiva è di forma quadrata, circondato da due cinte murarie e da due fossati. Entro il primo che non esiste più, c’erano le scuderie e gli alloggiamenti dei soldati mentre il secondo è ancora visibile dall’esterno del castello. I materiali da costruzione sono rappresentati da ciottoli alternati con masselli in cotto. Rimangono esternamente le tracce della merlatura di origine rinascimentale.
Esso esibisce sulle mura esterne, oltre la soglia d’ingresso grandi dipinti relizzati dal Romanino risalenti al periodo tra il 1520 e il 1530 in cui il castello si trovava nelle mani dei nipoti del Colleoni, fin dall’entrata si può percepire ancora tutta l’atmosfera eroica e il prestigio del periodo rinascimentale.
Internamente al primo piano, accediamo al Salone D’Onore, che celebra la visita di Re Cristiano I di Danimarcarisalente al 1474. Al piano superiore, si trova la sala ricca di affreschi settecenteschi: Grazie ai dipinti di cui è ricchissimo il castello, è stata celebrata la grandezza del casato e le glorie militari del Colleoni: sono abbondantemente rappresentate scene della vita del castello con il corteo regale, i banchetti, i tornei, le scene di caccia e il mecenatismo della famiglia Colleoni. In fondo al Salone degli Affreschi attraversando una porticina, si entra nella Stanza del Capitano Colleoni, dove egli morì e dove si conserva un prezioso quadro della Madonna con il Bambino.
Lo stile architettonico e decorativo del castello vede affiancarsi stili appartenenti ad epoche diverse soprattutto riguardanti il ’300, il ’400, il ’500, prevalgono però gli affreschi in stile francese, proprio perchè il Colleoni amava attorniarsi di pittori provenienti dalla Borbogna ed ha una vasta influenza il gotico interazionale.
Bibliografia: da Castelli d’Italia-Guida Villaggio Crespi
*Associazione Italiavicina*
*Associazione Manageritalia*
Foto di Benito Roveran
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