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Archive for the ‘Gazzo Veronese’ Category

ETIOPIA

L’Etiopia era un ricordo della Scuola Elementare ! Era in un angolo della mia memoria. Il padre di Carla, ci ha raccontato i luoghi dove lui è stato durante l’occupazione italiana in Abissinia. Ci raccontava della vita militare, ma che non ha mai sparato un colpo di fucile. Si ricordava delle belle donne,dei meravigliosi bambini. Quando siamo ritornati gli abbiamo raccontato e fatto vedere le foto, si è commosso ed qualche lacrima si è vista sulle guance. Non eravamo mai stati nella vera Africa. Siamo partiti il 27 Febbraio 2005, Carla e gli amici Nadia,Marco. A Roma ci incontriamo con altri viaggiatori.Siamo in dodici,un discreto gruppo, l’importante è essere solidali e poi tutto andrà bene. Per tutti è la prima volta che si visita l’Etiopia del Nord.La rotta storica! Il programma ci riserva 2 settimane di tour per un totale di circa 1500 km. Si viaggia con dei fuori strada attrezzati. Si arriva ad Addis Abeba e ci accoglie Feleke, la guida, ma già iniziano le prime disavventure le valige di Flora e Virginia probabilmente sono state spedite per un’altra destinazione. Riavranno le valige a Gondar, ma per il momento si dovranno arrangiare. Il fascino dell’Etiopia del nord è dovuto al gran numero di siti storici,le chiese ,i monasteri e chiese monolitiche. L’Etiopia ha una identità culturale e storica molto forte dovuta ad una lunga indipendenza. Come dice la storia ,Menelik,il primo re,era figlio del re Salomone e della regina di Saba.Storicamente l’Impero etiope ha avuto origine nel regno precristiano di Axum, che durò fino al X° secolo. Ad Axum, nel IV° d.c.fu fondata la Chiesa Ortodossa Etiope,che è la più antica chiesa africana. La religione cristiana era diventata un tutt’uno con l’Impero e non ha avuto influenze esterne dei vari concili ecumenici, infatti è definita:chiesa” copta “,termine che deriva dall’arabo qubt E’ una dottrina monofisica,cioè nega la doppia natura umana e divina di Gesù.E’ molto interessante conoscere tutta la storia religiosa dell’Etiopia, è bene sapere che l’islam è molto diffuso, ma comunque la convivenza è normale. Il nostro itinerario” la rotta storica” comprenderà la visita dei monumenti storici : monasteri,chiese,cappelle, moschee,castelli,sculture rupestri e le bellezze naturali:montagne,parchi,fiume,cascate,laghi; faranno da cornice: il popolo in cammino,i sacerdoti, gli eremiti. Sarà un viaggio abbastanza impegnativo, su strade sterrate e alloggiando in alberghetti senza l’acqua corrente ,ma è questo il nostro modo di scoprire i luoghi e di conoscere la gente. Visitiamo Addis Abeba:il Municipio, la Piazza (eredità italiana), il Museo Nazionale dove viene conservata LUCY il piùdsc01304.jpg antico ominide di circa 3,5 milioni di anni e scoperta il 30 novembre 1974 ad Hadar, è una storia vera e meravigliosa e sarebbe troppo lungo descriverla. Questa scoperta ed altre ha fatto si che all’Etiopia valse il prestigioso titolo “Culla dell’Umanità”La Cattedrale di S.Giorgio, la Chiesa della Trinità,il grande merkato,il più grande dell’Africa orientale ,una babele di bancherelle,persone e merci,qui puoi acquistare dal kalashnikov al cammello oltre alle spezie ai gioielli in oro,pezzi di antiquariato,oggetti in legno lavorato. Saliamo ai Monti Entoto, da queste alture si vede Addis Abeba con il suo smog ,img_0375.jpgla strada è contornata da piante di eucalipto, e si vedono “le portatrici di legna” img_0342.jpg ,molte di queste donne portano fascine de legna che pesano 30 kh. e percorrono 20/ 30 km.al giorno e sono piegate sotto il carico pesante per prendere qualche birr. Addis Abeba *nuovo fiore*sorge al centro del vasto altopiano detto Acrocoro etiopico, circa 2400 metri. E’ una città con le sue contraddizioni: la ricchezza convive con la povertà,l’antico con il moderno,il benessere con la miseria.Vi convivono lebbrosi,ciechi che avanzano lentamente verso il vuoto, gente che vive nelle immondizie,img311.jpg mi chiedo perchè deve succedere questo in una capitale come ad Addis Abeba,perchè gli organismi internazionali non intervengono: ho constatato personalmente che tutti gli aiuti che noi inviamo a queste associazioni umanitarie governative su 100 euro forse 20 euro vengono spese per queste emergenze,il resto 80% sono per le spese generali:fuori strada sempre nuove,stipendi molto sostanziosi dei funzionari,soggiorni in Hotel da ***** stelle. Ho avuto una forte diatriba con un funzionario addetto alla sanità e quandogli ho espresso la mia tesi, si è molto *incazzato*.E pensare quanto sono belli i bambini e le loro mamme e ti cercano perchè tu possa fare una foto img312.jpgper qualche birr ,cercano qualche parola buona forse un po’ di pietà e amore che le *associazioni governative * non danno.Mentre molte altre laiche e religiose sono molto attive. La mia vuole essere una denuncia. Partiamo verso il Nord: direzione Debre Marcos.La strada è asfaltata quindi il primo impatto sembra ottimale.Ci fermiamo a Debre Libanos per visitare il monastero uno dei luoghi più religiosi dell’Etiopia e fondato da un prete che si chiamava Tekla Haimanot nel XIII secolo.La chiesa a croce latina è stata distrutta e rifatta parecchie volte.All’interno del Monastero c’è il seminario ed è frequentato da molti seminaristi tutti vestiti dal gabi bianco . Molti fedeli frequentano la chiesa per procurasi l’acqua santa,curativa ed efficace per allontanare gli spiriti.La sorgente è raggiungibile lungo un sentiero molto ripido Si arriva alla grotta di Tekla Haimanot dove sgorga l’acqua santa ed il sacerdote ti ver sa una ciotola di acqua sulla testa per la purificazione,cerimonia suggestiva che ho fatto. Proseguendo per il sentiero si arriva ad un punto dove si può ammirare il complesso del monastero. “” Morte a Debre Libanos”” Vicino alla chiesa si trova il monumento che ricorda la fucilazione di 267 monaci e 129 giovani diaconi.Era il 20 maggio 1937 e il vicerè Graziani ne fu soddisfatto.Ho voluto ricordare uno dei tanti misfatti dell’occupazione italiana in Etiopia, non certo da addebitarsi ai soldati , ma bensì ai loro comandanti. E’ stata una pagina nera! Riprendiamo la strada per Fiche, una comoda strada asfaltata costruita, a suo tempo,dagli italiani, per raggiungere l’impressionante canyon del Nilo Azzurro, profondo 1000 metri circa. Si scende e si attraversa il ponte costruito intorno al 1938 dagli itdsc01342.jpgaliani, è uno scenario meraviglioso, nel cielo volano i gipeti che sfruttano l’aria calda. Raggiungiamo Debre Marcos a quota 2515.Come città non è interessante, ci si ferma per dormire.L’Hotel Ghion,ben gestito e piacevole , una buona cucina ,si può mangiare una buona pasta asciutta all’italiana. Si riparte per Bahar Dar ,chiamata “porta del lago”. I viali sono fiancheggiati da palme e da alberi dai fiori rossi. E’ una città rilassante e una tra le più attraenti dell’Etiopia. E’ un centro commerciale molto importante,il simbolo è una canoa di papiro chiamata “tankwa” e la puoi ancora trovare sul Lago Tana ed utilizzata per il trasporto di merci,questa barca viene prodotta al villaggio weyto Baharv.La zona è un centro turistico:il Lago Tana,i monasteri ,le cascate del Nilo Azzurro. Ci fermiamo due giorni più che sufficienti per visitare chiese,il Lago Tana,la sorgente del Nili Azzurro,i mercati cittadini. Il Lago Tana e i suoi monasteri. Il Lago Tana è il più grande lago etiope :Il lago è famoso per i suoi monasteri che sorgono su una ventina di isole su 37.dsc01359.jpg Noleggiamo una barca e navighiamo verso le isole di Debre Maryam e Gabriel, quindi approdiamo a Zeghie un luogo dalla vegetazione esuberante. dsc01364.jpg Prendiamo un sentiero in salita che ci porta al più noto monastero : Ura Kidane Merhat e vanta un meraviglioso maqdas dipinto, un compendio della iconografia etiope, il monastero è fornito di un piccolo museo dove si può vedere antiche croci,corone e testi antichi. Una schiera di ragazzi ci accompagna,ci offrono imitazioni di libri antichi e vecchie croci. La chiesa è circolare con tetto in lamiera ma le pareti sono coperte da meravigliose tele dai colori più esaltanti. Facciamo amicizia con alcuni studenti: Abie,Tegerme,Asrat con i quali siamo ancora in contatto,ed ogni tanto spediamo loro materiale scolastico e vestiario.I ragazzi hanno allestito un piccolo mercatino con croci,libri,santi e lavori in legno:per Carla è una gioia poter comperare qualcosa . dsc01370.jpgdsc01369.jpg Visitiamo, immersa ad una rigogliosa vegetazione la Chiesa Beta Maryam, anche questa circolare e dalla pareti coperte da tele dipinte. Per poter visitare tutte le chiese circa 15 ci vorrebbero tre giorni,ci accontentiamo nel ritorno di approdare all’isola di Kebran Gabriel per visitare la omonima chiesa. E’ stata eretta verso il 1687. Ha un porticato con 12 colonne.Il maqdas custodisce tele interessanti e se inondate dalla luce del sole che penetra tra le fessure dei pilastri fanno risaltare i veri colori. I monaci vivono una vita semplice e lontani dal mondo frenetico,la loro giornata è scandita dalla preghiera e dal lavoro manuale.Visito il piccolo museo,molto interessante e si possono ammirare dipinti,croci lavorate,libri sacri. Ritorniamo a Bahar Dar e durante la navigazione incontriamo le tipiche imbarcazioni di papiro cariche di legname e viaggiano a pelo d’acqua, è veramente un mezzo di trasporto. VILLAGGIO DI TISISAT*CASCATE DEL NILO AZZURRO* Si parte al mattino presto e dopo una trentina km. attraverso la savana si arriva al villaggio di Tisisat*acqua fumante* e scendendo un sentiero di pietre, si entra in una gola attraverso il ponte portoghese. dsc01382.jpg Si risale passando da un piccolo villaggio, accompagnati da ragazzi della zona che fanno da guida per pochi birr, ti seguono per tutto il tragitto. dsc01384.jpg Ci aspetta ,da quadsc01394.jpgnto descritto sulle guide, uno spettacolo eccezionale,siamo eccitati, ma purtroppo, quando ci affacciano alla prima terrazza la delusione è grande: delle nove cascate una sola sgorga acqua, le altre sono sterili,e la causa e la causa sono le dighe e la siccità. dsc01389.jpg Bruce James ,esploratore inglese,nel 1770 così descrive le cascate: “” il fiume… cadeva in un unico getto d’acqua largo circa mezzo miglio….con una forza e un rumore che erano davvero terribili…. un vapore intenso,quasi una nebbia,avvolgeva la cascata tutto intorno…. Era uno spettacolo magnifico….”” io aggiungo: gli spruzzi con la luce del sole, formano suggestivi arcobaleni. A causa del microclima si è sviluppata una foresta pluviale ed abitata da pappagalli,gruccioni e turachi. Come sempre,oltre alle bellezze naturali è interessante essere avvicinati dalla popolazione che ti saluta, ti tocca,ti parla e ti vuole dare quel poco che ha per pochi birr. Questo contatto umano così pressante, a qualcuno da fastidio, sinceramente a me non dispiace,ancora adesso che sto scrivendo vedo davanti i bambini,le mamme,i papà.dsc01385.jpg Si ritorna a Bahir Dar all’Hotel Ghion per la cena e poi a letto. Partiamo per Gondar e superato il fiume Nilo si raggiunge il paese di Werota costeggiando il Lago Tana. A Werota c’è il bivio per Weldiya che prenderemo fra qualche giorno per arrivare a Lalibela. Lungo la strada si scorge “”un torrione roccioso”” e sembra un vulcano spento. Incontriamo “il popolo in cammino” :famiglie intere che camminano sul ciglio della strada per portare le loro merci al mercato di Gondar. Piccole e gradevoli capanne sono immerse nel verde della pianura, ci fermiamo!dsc01396.jpg I bambini e le mamme vengono incontro per salutarci, sono semplici scene che commuovono. La famiglia è intenta alla battitura del frumento.dsc01383.jpg Le poche cose che doniamo (magliette,materiale scolastico) le accettano con tanta gratitudine. Arriviamo a Gondar nel tardo pomeriggi0.E’ l’antica capitale dell’Etiopia, ed è una delle località più interessanti della rotta storica con i suoi castelli e chiese. Gondar è stata fondata nel 1635 dall’Imperatore Fasilidas e ne fu la capitale dell’Etiopia pe i due secoli successivi. Era a quel tempo una città splendente . Vi si trovano un serie di castelli costruiti da vari imperatori: dsc01412.jpg dsc01408.jpg il palazzo di Fasiladas,il castello di Iyasu, il castello della regina Mentwab,ed altri siti quali:la biblioteca e la cancelleria,la casa della musica,la casa delle nozze. I saloni erano decorati ed arredati da specchi veneziani ,le pareti ornate da lamine d’oro; purtroppo il terremoto,i bombardamenti hanno distrutto l’interno di questi palazzi.Il complesso è costruito con pietre di basalto scuro ed è un miscuglio di influenze portoghesi,indiane,aksumite e moresche. A Gondar si trovano ancora delle costruzioni di architettura italiana per esempio:il cinema, il palazzo della posta, il municipio,le caserme e le scuole. Tra le molte chiese etiopi, la più importante è: la Chiesa di Debre Berhan Selassie (Trinitàal Monte della Luce) è splendsc01408.jpgdida in particolare il soffitto con le 80 teste alate dei cherubini ognuno con un’espressione diversa. Non meno interessanti i dipinti alle pareti,ricchi di umanità e dai colori vivaci. All’esterno della chiesa i fedeli avvolti dallo shamma bianco, sembra di ritornare al primo cristianesimo ed è una atmosfera che non si respira più nella chiesa romana.dsc01419.jpg Fuori Gondar visitiamo il villaggio di Wolleka abitato dai Falasha,popolazione etiope di religione ebraica.E’ una piccola minoranza sia per le persecuzioni sia per la fuga avvenuta , a causa della guerra civile. Nel 1990 Israele organizzò un ponte aereo che trasferì nel suo territorio circa 15.000 falasha. A Gondar alloggiamo all’Hotel Quara,edificio coloniale,prezzi buoni e pulito mentre ceniamo al Habesha Kitfo con menù locale o ferengi (forestieri). Domani ci aspetterà una tappa molto lunga circa 350 km. su strada bianca per arrivare a Lalibella. Il trasferimento per Lalibela è lungo e disagevole . E’ una zona sconosciuta:non passano ne’ auto,ne’ moto,solo qualche fuori strada di turisti. La pista è panoramica e costellata da piccoli villaggi con i loro mercati:si passa per Debre Tabor,oggi non particolarmente importante,ma fu ,in passato,la capitale etiopica nei XVIII e XIX secoli. Lungodsc01450.jpg la strada incontriamo centinaia e centinaia di persone che camminano per andare ai vari mercati,portandosi appresso la mercanzia. E’ IL POPOLO IN CAMMINO. Arrivano dai loro insediamenti fatti di capanne di paglia.Lungo la pista incontriamo un corteo mesto e dignitoso:img313.jpg sulla barella è steso il corpo morto di una giovane donna con il pancione gonfio del bimbo e che non è riuscita a partorire.Purtroppo il dispensario era lontano: lei ed il bambino sono morti. Sono situazioni che devono fare meditare! dsc01466.jpg A sera si raggiunge finalmente in vista di Lalibella ,la si vede e si ha la sensazione di aver fatto un lungo pellegrinaggio per visitare le 11 chiese scavate nel tufo rosa.Queste sono divise in due gruppi secondo la collocazione rispetto al fiume Giordano e collegate da passaggi sotterranei e cunicoli da dove giunge l’eco del salmodiare dei sacerdoti e dei fedeli e tutto è pervaso dal profumo dell’incenso e dall’odore delle candele. Lalibella è stata edificata dal Re Lalibella nel XIII° secolo e fu costruita per diventare “”la nuova Gerusalemme etiope”” infatti è senz’altro uno dei siti più importanti del mondo cristiano .Sembra di essere tornati indietro nel tempo come secoli fa e rimarrà così ancora .La tecnica della costruzione: si delimitava la zona dell’area interessata, venivano scavati dei fossati sui quattro lati e poi scolpita dall’interno,il tufo rosa era malleabile per la lavorazione.Lalibela è un miracolo africano.dsc01495.jpg Mi sarà difficile descrivere il sito di Lalibela in particolare le sue chiese divise in due gruppi dal fiume Giordano,infatti non sono state costruite,ma scolpite nella roccia di tufo color rosa.Le chiese sono dodici e per visitarle sono necessari due giorni. Al centro del paese si trova l’ingresso principale della parte sacra e l’itinerario comprende la visita delle chiese attraverso tunnel, cunicoli e su e giù per scalette scavate nella roccia. Per entrare nelle chiese bisogna togliersi le scarpe.dsc01483.jpg

Assistiamo alle funzioni religiose e che hanno un certo fascino,l’incontro con i fedeli e i sacerdoti è sempre genuino; ti lasciano il passo , per darti la possibilità di vedere,di ascoltare le dsc01474.jpgloro preghiere e i loro canti, mi sembra di essere in un altro mondo, mi sento coinvolto tanto che mi accosto al sacerdote per ricevere la benedizione della croce. dsc01512.jpg Alla fine dei due giorni siamo riusciti a visitarle tutte: Bet Medhane Alem ( Salvatore del Mondo) la più grande chiesa rupestre del mondo* Bet Maryam- consacrata alla Vergine Maria*Bet Giyorgis*a forma greca-ecc.dsc01498.jpg
Alloggiamo all’Hotel Roha Lalibela- Una avventura, Carla durante la notte viene punta da uno scorpione al dito, dolori forti, tanto che viene portata in piena notte a una specie di ospedale , dove le viene praticata la profilassi del caso e sopratutto rassicurata che, al di là del dolore terribile, la puntura non è letale.
Riprendiamo il nostro viaggio per Kombolcia :375 km. passando da Dessie in posizione collinare tra immensi eucalipti e incontrando carovane di cammelli ,dei pastori Afar,popolazione nomade che vive in villaggi lungo la strada.dsc01551.jpg
Ci fermiamo a Kombolcha per la notte all’Hotel Tekle,piacevole.
Si riparte il mattino per Addis Abeba e la strada è snodata su un altopiano dove incontriamo le popolazioni degli Oromo,Amhara: una sosta a Sembete per incontrare la gente al mercato.
Ritorniamo ad Addis Abeba per ripartire con l’aere0 per Harar al confine con la Dancalia per incontrare i musulmani,che in questa zona è molto numerosa.
Sbarchiamo a Dire Dawa seconda città etiope fondata nel 1902,città nuova con esempi di architettura in stile italiano,francese e arabo.Interessante è la linea ferroviaria : Addis Abeba – Dire Daua ,unica ferrovia in Etiopia.dsc01577.jpg
Il mercato è frequentato dagli allevatori, da somali e da popolazioni Oromo e Harari.
Per caso passiamo vicino al cimitero degli italiani, siamo rimasti esterrefatti : le tombe distrutte ed ossa umane sparse nell’area.img316.jpg Al ritorno in Italia abbiamo informato il Ministero della Difesa il quale ha segnalato la cosa alla Ambasciata Italiana ad Addis Abeba. La stessa ha riferito che i resti umani erano già stati trasferiti ad Addis Abeba e che , purtroppo, la zona non è stata bonificata per mancanza di fondi.
Si parte per Harar ,la città bianca e santa per i mussulmani. dsc01610.jpg Harar è circondata da mura centenarie alte oltre cinque metri e con sei porte per entrare. La città santa dell’Islam che per secoli fu proibita agli infedeli e dalle 99 moschee .Incontriamo molti ragazzi che vogliono farci da guida e per qualche birr assoldiamo due ragazzini che ci faranno vedere attraverso i vicoli, ben 362 , tutta la città vecchia. Lungo queste strette vie si sente un intenso profumo di caffè :in qualche cortile si svolge la quotidiana cerimonia del caffè, alla quale siamo invitati gustando un ottimo caffè in una tazza.
L’Etiopia è uno dei primi cinque produttori di caffè al mondo.
 
 
 
Con calma visitiamo la Cattedrale di Medhane Alem,dsc01640.jpg la casa di A. Rimbaud,il poeta francese maledetto, irrequieto e sovversivo che ha soggiornato ad Harar,ora Museo; il Gidir Magala il mercato mussulmanodsc01576.jpg dove le donne Adere sono vestite dei loro coloratissimi costumi:il giallo,il nero, il rosso,il viola; la Moschea Jamia,una delle 98.
Lungo il tragitto ci fermiamo a parlare con la gente,alcuni parlano italiano come l’ascaro Abdul che abbiamo incontrato lungo la strada e che ha combattuto contro gli invasori italiani. Era felice di parlare con noi nella nostra lingua.dsc01592.jpg
Era felice di parlare con noi nella nostra lingua. Pernottiamo al Belayneh Hotel,abbastanza gradevole, per gli standard etiopi.
A sera si assiste allo spettacolo del dsc01605.jpgPasto delle Jene ,circa una ventina e che vengono nutrite con un pezzo di carne posizionata in bocca all’uomo. Si dice che sia uno spettacolo che viene da lontano e quindi non a scopo turistico.Incontriamo una missione cattolica tenuta da suore e dove accolgono ragazzi e ragazze di varie religioni perdsc01651.jpg frequentare la scuola.dsc01652.jpg
Il mattino seguente si parte per visitare la Dakhata Valley o Valle delle meraviglie, così ribattezzata dagli italiani per le strane formazioni :massi uno sull’altro,pinnacoli e torrioni dalle forme più strane:figure di uccelli,di uomini ,di animali e mentre il sole passa si formano delle ombre che si stagliano nella valle lunga circa 13 km.dsc01629.jpg
Il mercato del chat:questa pianta è molto diffusa e viene esportata nello Yemen ed in Inghilterra.Contiene ingredienti psicoattivi :il cathinone e le anfetamine.dsc01655.jpg Il chat viene giornalmente masticato dagli uomini,può infondere uno stato di euforia.Sul cielo volano molti uccelli dai vari colori ed in lontananza possiamo ascoltare il loro canto.
  • I sapori d’Etiopia : la Injera – pane lievitato e spugnoso ,immaginate una specie di gomma piuma per imballo,che viene arrotolata ed intinta in piatti di carne molto saporiti e viene mangiato rigorosamente con le mani. Il wot uno stufato piccante con un miscuglio di carne,cipolle ,peperoncino,aglio. Il wot lo si mangia con la injera. Gli ottimi spaghetti con ragù e formaggio grana.
  • Il popolo in cammino
  • le chiese e l’odore delle candele
  • i fedeli che pregano
  • il sorriso dei bambini e delle mamme

L’Etiopia ci ha lasciato molto e speriamo di rivederla ancora perchè c’è ancora molto da scoprire, manca il Sud con le sue etnie. Ciao Feleke, ciao amicidsc01525.jpg di viaggio con voi ci siamo trovati bene!

dsc01527.jpgdsc01669.jpgdsc01529.jpgdsc01545.jpgdsc01523.jpg Notizie utili : Passaporto valido – visto di entrata – disposizioni sanitarie: rivolgetevi all’Ufficio Igiene e Sanità del Comune – un abbigliamento a strati o a cipolla-occhiali da sole-creme-torcia elettrica-. Il viaggio è stato organizzato da: MEDIR – TOUR AND TRAVEL-http://www.ethiopiatravelsandtours.com La guida era il sig.Feleke. Potete organizzarvi direttamente il viaggio, parlano italiano. Ultima cosa importante: se andate in Etiopia la franchigia per il bagaglio è di 40 kg.dall’aeroporto di partenza fino ad Addis Abeba, mettete nelle vostre valigie : materiale scolastico,medicinali,camicie e magliette per i ragazzi e poi il tutto lo potete consegnare all’Agenzia.Buon Viaggio. Grazie gente di Etiopia! Arrivederci, speriamo di ritornare quanto prima per visitare la Valle dell’Omo. Elenco di Associazioni non governative che operano in Etiopia:


* Le foto sono state scattate da:Benito Roveran *

**VEDI TUTTE LE FOTO:CLICCA QUI E SU PRIMA FOTO E SUI TRE PUNTINI IN BASSO A DX:VISUALIZZA SLIDESHOW**

* Il mio sito è a disposizione di chi vuole pubblicare i diari e le foto dei Vostri viaggi.

*Scrivetemi a : b.roveran@gmail.com

Bibliografia :Appunti di viaggio-P.Borghetti-M.Bocale * Etiopia- Lonely Planet*A come Avventura di Anna Maspero-FBE Edizioni* ** Se vi piace il mio blog, linkatemi nei vostri siti o blog! Grazie.**

Informazioni per andare in Etiopia:

  • Passaporto in corso di validità
  • Il visto può essere richiesto all’Aeroporto di arrivo
  • Ambasciata Italiana  ad Addis Abeba: Villa Italia -P.O.Box 1105-Tel.002511 553042-Fax 550210-E-Mail : italembadd@telecom.net.et
  • Ambasciata di Etiopia in Italia: 0016 Roma-Via Vesalio 16 -Tel o6 4403652
  • Prefisso telefonico: 00251
  • Moneta: Birr
  • Fuso orario : + 3 ore
  • Lingue parlate: Amharico-Inglese-Italiano
  • Vacinazioni : chiedere all’Ufficio Igiene di competenza
  • Corrente elettrica: 220 V
 
 
 
 
 

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Noi vagabondiamo per il mondo per avere la possibilità di conoscere cose nuove mentre non ci preoccupiamo di curiosare fuori dalla nostra casa. Una sera di nebbia siamo stati a cena a base di risotti in una trattoria vicino a Gazzo. Abbiamo visto solo nebbia,anzi ci siamo anche persi,comunque ci è stato detto sommariamente quanto era interessante la zona.

Poco tempo dopo abbiamo avuto il piacere di conoscere Miro e Mariella in casa di comuni amici e abbiamo iniziato a frequentare la Villa Giusti-Mirandola a Gazzo Veronese.

Abbiamo scoperto quali tesori possieda questo Comune, tra il Tione ed il Tartaro. Tesori naturalistici, chiese architettonicamente interessanti, ville patrizie, reperti dell’età del Bronzo.

Il borgo, situato in un sito di importanti scoperte archeologiche 3500 a.c., si è formato attorno al Monastero Benedettino del VIII° secolo, e ora rimane solo la Chiesa di:gazzo2-013.jpg
S. Maria Maggiore - Risalente all’846 secondo la documentazione , ha avuto vari rimaneggiamenti e ricostruita in forme romaniche e nel XV ° sec. la costruzione del campanile il quale incorpora l’abside antica, con le due laterali. La facciata rispecchia le tre navate interne della chiesa. Al suo interno sono visibili tracce di pitture e fregi del ‘400; nella navata centrale è visibile un mosaico della chiesa primitiva.

Lungo la strada comunale,in frazione Pradelle, si incontra la chiesa di:gazzo2-033.jpg

S.Prosdocimo - Le prime notizie di questa chiesa risalgono all’860, ma l’attuale chiesa è del XV sec. e ha avuto crolli a causa del degrado. Fu in seguito restaurata e per caso venne alla luce un trittico raffigurante la Madonna,S.Rocco e S.Prosdocimo e attribuito a Nicolò Giolfino ( 1476-1555 )

Proseguendo per S.Pietro in Valle e sulla riva sinistra del Tionegazzo2-030.jpg si trova un caratteristico edificio di sommo interesse: è la chiesa di:

S.Pietro in Monastero ,detta il Ceson del sec. XI con pianta a croce latina triabsidale e all’incrocio dei bracci una massiccia torre campanaria, all’internogazzo2-027.jpg tracce di affreschi. All’esterno sono visibili dei marmi dell’età romana con ritratti di defunti e cippi funerari ed epigrafi. A poca distanza dal Ceson il Tartaro che ha origine tra Villafranca e Povegliano riceve il Tione proveniente dalle colline moreniche di Valeggio, lambisce una parte delle Valli Grandi Veronesi segnando il confine tra il Veneto e la Lombardia.La bonifica ha ridisegnato la geometria della campagna coltivata a mais, soia e prodotti orticoli. Una piccola porzione a pioppeto segnala la permanenza di una zona umida:

L’Oasi del Busatello-96 ettari a cavallo del Comune di Gazzo Veronese e Ostiglia, un fazzoletto di terra e acqua lungo il Tartaro e canali regolamentati da una idrovora.Oasi di vita per molti uccelli stanziali e migratori: Airone cenerino-Falco pescatore-Germano reale-Martin pescatore-Gallinella d’acqua-Usignolo-Poiana-Falco cuculo.
Tra i mammiferi : Nutria-Toporagno-Arvicola di Savi.
Tra i rettili: Lucertola vivipera-

Attualmente l’Oasi è gestita dal WWF ed è visitata in particolare dagli alunni delle scuole e da turisti.

Ritornando in paese troviamo la Villa Montanari-Palazzo de’ Merli ora Ristorante. Ricorda le strutture del Castello Medioevale con merlature ghibelline.Risale alla II metà del ‘400,di proprietà della Famiglia Montanari. Vi sono affreschi del 1480 raffiguranti figure mitologiche.La villa è appartenuta negli anni alle Famiglie:Montanari-Giusti-Verità-Maffei,attualmente alla Famiglia Soave Angiolino.

La Piazza Gazzo è attorniata da tre ville:

  • Villa Parolin Poggiani, sede del Museo Archeologico che racchiude reperti dal Neolitico all’Età Romana.Vi si può ammirare un pugnale in selce del Periodo Neolitico.L’età romana è rappresntata da:monete,anfore,lucerne.
  • Villa Guarienti ,della fine del sec.XVII
  • Villa Giusti-Mirandola, solido volume quadrandolare del primo ‘500.Fabbricati per la servitù e quelli abitati dai signori verso il lato Nord della Corte e sovrastati da due torri colombare gemelle.Trattasi di una edilizia rurale-contadina forse unico esempio nella Bassa Veronese e l’ampia aia serviva a battere il grano, il frumento e quant’altro, il tutto veniva poi immagazzinato nei vasti saloni nella parte sinistra della villa.

gazzo2-044.jpg

In villa Giusti-Mirandola nel Mese di Luglio di ogni anno viene organizzato da **Luoghi di Confine**uno spettacolo musicale in villa** e diventa un luogo di cultura, ospitante nella bella aia circa 500 persone. Questi gli spettacoli negli anni passati:

  • Luglio 2001-Zelig-Show Cabaret
  • Agosto 2001-Le voci del Mediterraneo(Terakuza-Ceccarelli-Maras-Nasito)
  • Luglio 2002- Ensemble Akadamos-Concerto d’archi-
  • Luglio 2003 -Tim Buson Quartet-Quartetto di fiati (tromboni)-Musiche del Rinascimento al Jazz.
  • Luglio 2004 – Concerto di Vladimir Denissenkov-Musicista russo-

Agosto 2004- Voci sotto le stelle-P.Cigna Soprano-S.Raganes-Tenore-M.Nicolini-Pianoforte Luglio 2005 – Duo J.Hartig – R.Broek Hans -Violino-Pianoforte.*L.V.Beethoven-Janacek-M.Ravel-L.Auerbach*

  • Luglio 2006: ????
  • Luglio 2007: Franca Masu in concerto. Cantante sarda di Alghero-Città Catalana-Aquamare è la terza produzione ,dopo El meu,Algumia, ed è il canto di una donna che tiene stretto il laccio con le sue radici:sarde e catalane. La Masu canta in sardo e catalano con una vove molto viva ed accompagnata da chitarra,contrabasso e bandoneon.

Dopo i concerti, Miro intrattiene gli ospiti con ricco buffet, danze, allegria fino…….all’alba.
Le foto sono di Benito Roveran

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*Bibliografia:Appunti da depliant Comune di Gazzo-Luoghi di Confine-Guida TCI *

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E’ ritornata la tradizione ** de far su el porco ** e dopo la Befana ci siamo ritrovati fra amici in Villa Giusti-Mirandola a Gazzo Veronese.


gazzo2-009.jpgLa festa è durata due giorni e dopo la macellazione del maiale , gli addetti lo hanno sezionato e iniziato a farei i salami,i cotechini , le morette.dsc01232.jpg

Una volta il maiale era una fonte di guadagno e di soppravivenza e veniva normalmente ucciso una volta l’anno tra Natale e la festa di S.Antonio.

Miro ha voluto riscoprire queste tradizioni contadine e ha coinvolto i suoi amici e parenti. Per fortuna in qualche corte si riscopre questa tradizione.Il maiale mangia,dorme e…ingrassa e poi arriva il giorno e deve essere tutto pronto: l’acqua bollente, i coltelli affilati, el mazzin e poi inizia il sezionamento. Ci sono tutti ad assistere. dsc01231.jpgLo stanzone comincia a riempirsi di pezzi di carne: quella per i cotechini, per i salami, per gli stortini, per le morette. La stanza è piena di odori e di allegria.

Non si butta nulla. Una volta la cotenna la si metteva in salamoia, la sugna,i ciccioli in apposi vasi di vetro.

Le setole venivano date al ciabattino, le frattaglie e le costine venivano consumate subito.

La festa sta per finire! Un risotto col pistol preparato da Miro viene servito ai commensali con l’aggiunta di costine e il tutto annaffiato da buon vino.dsc01237.jpg Grazie Miro per averci fatto partecipi di questa festa contadina.

Ho trovato alcuni temi poetici sul maiale:

**TESTAMENTO DEL MAIALE**dsc01224.jpg

Io peccatore e lurido maiale devo morire perchè è Carnevale, ma prima che sia morto e scenda all’orco, sentite che vi dice questo porco! Al sindaco,che conoscete tutti, gli lascio i miei buonissimi prosciutti perchè per tutto l’anno,inverno e estate, si faccia le sue solite pappate.

Poi lascio al segretario comunale il mio grugnante grifo di maiale, perchè lo ficchi sempre dappertutto, e s’ingozzi e non resti a becco asciutto.

Lascio il mio fiele al medico condotto, perchè ci faccia un utile decotto, da dare come cura ai suoi malati, finchè alla fine non li avrà spacciati.

Al parroco gli lascio la ventresca, che gli ricordi la sua bella tresca con la moglie del povero speziale, al quale lascio in dote un bel guanciale, su cui possa dormire sonni tranquilli, senza mettersi in testa certi grilli!

Infine lascio il resto del mio corpo, a chi gradisce e apprezza questo porco, che fra salcicce, sfrizzoli e prosciutto non se ne spreca niente, è buono tutto!

Così io vi farò peccar di gola anche da morto, basta la parola. Fra salcicce,salami e bei prosciutti uno per uno vi accontento tutti!

( Versione moderna del Testamento del maiale – Traduzione di E. Mori da un testo di ignoto autore vissuto circa all’anno 350 d.c.)

* I VERSI DI DINO COLTRO *

Copare el mascio par na fa fameia l’era tutto,

volea dire verghe da magnare, par gnente,

se dise che el mascio l’è la musina,

rivarà el mazin co la pelaora, i cortei, la rassarola,

el cava onge,le done le ga tacà su el parol de l’acua,

i omeni i ga preparà stangoni e stanghete,

a botega se ga comprà buei,sale e pearo grosso,

l’ua passa, con in presto la machina da fare i saladi, la mesa, el bancon,

el mascio el vien messo su la pelaora roersà,

el mazzin con el cortelo longo el lo copa,

la dona con la ramina la ciapa el sangoe,

se indrizzava la pelaora, el mascio drento el se

broa con lacua de boio,con el raspin el vien pelà,

netà, se ghe cava i ongini, se ghe neta le rece,

el se taca ia, el mazin el lo verde in do mezzene,

el ghe cava le interiora, se lassa sugare le carni

pa na giornata e dopo el se fa su.

( Dal lunario di Dino Coltro)

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Il futuro nasce da incontri con i popoli del mondo

 

Viaggiare senza confini…Vivere senza confini

Chi viaggia ha molto da raccontare**(detto popolare)
Chi non viaggia non conosce il valore degli uomini** (anonimo)

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. (M.Proust)

Quanti colpi dovrà sparare un cannone prima di tacere per sempre?
Quanti anni potrà resistere un popolo prima di essere un popolo libero?
Quante volte un uomo dovrà voltare la testa per far finta di non vedere?
La risposta, amico mio, è sospesa nel vento
(Bob Dylan)

*** Messaggio della fratellanza fra i popoli***

La terra è un solo Paese

Siamo onde dello stesso Mare

Foglie dello stesso Albero

Fiori dello stesso Giardino

(anonimo-Lapide di Villa Sigurtà)

 

Quando si viaggia ciò che conta è il piacere di andare,non la meta finale.

Quando si arriva diventa piacevole il ricordo  del luogo lasciato alle spalle.

Quando si torna diventa piacevole interrogarsi su quale sia il luogo migliore in cui vivere, senza potersi mai dare una risposta.( F.Morace)

 

“Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare. Darsi tempo, stare seduti in una casa da tè a osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l’amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro d’umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare.” TIZIANO TERZANI da
“Un indovino mi disse”

Allora ……Vagabondiamo insieme!

Una marcia di mille miglia inizia con un singolo passo.

Con affetto

Carla e Ben

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