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Il futuro nasce da incontri con i popoli del mondo

 

Viaggiare senza confini…Vivere senza confini

Chi viaggia ha molto da raccontare**(detto popolare)
Chi non viaggia non conosce il valore degli uomini** (anonimo)

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. (M.Proust)

Quanti colpi dovrà sparare un cannone prima di tacere per sempre?
Quanti anni potrà resistere un popolo prima di essere un popolo libero?
Quante volte un uomo dovrà voltare la testa per far finta di non vedere?
La risposta, amico mio, è sospesa nel vento
(Bob Dylan)

*** Messaggio della fratellanza fra i popoli***

La terra è un solo Paese

Siamo onde dello stesso Mare

Foglie dello stesso Albero

Fiori dello stesso Giardino

(anonimo-Lapide di Villa Sigurtà)

 

Quando si viaggia ciò che conta è il piacere di andare,non la meta finale.

Quando si arriva diventa piacevole il ricordo  del luogo lasciato alle spalle.

Quando si torna diventa piacevole interrogarsi su quale sia il luogo migliore in cui vivere, senza potersi mai dare una risposta.( F.Morace)

 

“Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare. Darsi tempo, stare seduti in una casa da tè a osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l’amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro d’umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare.” TIZIANO TERZANI da
“Un indovino mi disse”

Allora ……Vagabondiamo insieme!

Una marcia di mille miglia inizia con un singolo passo.

Con affetto

Carla e Ben

** Se vi piace il mio sito o blog, linkatemi nei vostri siti o blog! Grazie.**

** Il mio sito può ospitare i diari e foto dei vostri viaggi**

* Scrivimi a: b.roveran@gmail.com

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E’ un breve pellegrinaggio nella piccola VERONA MINOR HIERUSALEM  all’esterno dell’ansa dell’Adige dalla Chiesa di San Giorgio a Santa Maria in Organo incontrando Santo Stefano , Santi Siro e Libera, San Giovanni in Valle e poi salire sulle torricelle per visitare santa Maria di Nazaret, Santa Maria in Betlemme.Presso ogni Chiesa troverai dei volontari che faranno da guide.Inoltre ti daranno degli opuscoli illustrativi per scoprire questo tesoro di Chiese un po’ dimenticate negli itinerari turistici .

Il progetto è chiamato :“”” RINASCERE DALL’ACQUA VERONA ALDILA’ DEL FIUME””” ti rilasciano un opuscolo dove sono indicate le sette Chiese ed a ogni visita ti mettono il timbro, è una specie di PASSAPORTO.

Ho iniziato il mio itinerario dal gioiello della piccola Chiesa dei Santi Siro e Libera, che fa da sfondo al Teatro Romano.La chiesa fu fondata  nel IX secolo e poi nei secoli ha cambiato la sua struttura sia interna ,sia esterna con cappelle laterali e il coro ligneo.La facciata è a capanna e sotto il portale è raffigurata la Madonna con il Bambino

e si intravede una scritta “” La prima messa celebrata in Verona fu in questa chiesa di St.Libera e S. Siro nel 50 d.c.e San Siro è rappresentato in cattedra con vesti liturgiche con Santa Libera e il Cristo.La Chiesa era stata affidata ai frati dell’Ordine degli Olivetani.                                                                                                                                                                         Qui venne fondata la Confraternita del SS.Sacramento la quale negli anni ha abbellito la chiesa di opere d’arte ed interventi strutturali.Hanno fatto a questa confraternita pittori, quali Cignaroli,Morone,Creara e religiosi Daniele Comboni , Papa Clemente  XIII, S.Gaetano,ecc. Il Cignaroli ha avuto il privilegio di essere sepolto al centro della navata.

 

L’nterno a forma trapezoidale emerge l’altare maggiore in stile barocco con intarsi  di marmo e madreperla.

Al centro due angeli marmorei sostengono una nuvola  dove veniva esposto l’ostensorio per l’adorazione eucaristica.  Al centro è posta la Madonna Addolorata in marmo di Carrara ed opera di Domenico Aglio.Sul lato sinistro fu eretta una cappella dedicata a San Gaetano da Thiene ed il Cignaroli dipinse una tela raffigurante San Gaetano e la Madonna.

La cappella difronte a destra è dedicata a Santa Libera e vi si trova una tela di Andrea Voltolini che raffigura Santa Libera con la Vergine.

Dietro l’altare maggiore si trova  il coro opera in legno di noce e formato di quattro file di panche intagliate che scendono gradatamente.Il coro è stato commissionato all’intagliatore tedesco Andreas Kraft nel 1717.L’imponenteopera in legno di noce, è formata da quattro file di panche intagliate che discendono gradatamente. Al centro una tela dell’Annunciazione di Maria di Bartolomeo Signorini e il soffitto del coro è un affresco  di Romualdo Cossali che rappresenta l’ostensorio del SS.Corpo di Gesù attorniato dagli angeli.

All’interno della chiesa si trovano altre tele :

  • San Siro celebra la prima messa, opera di G.Bettino Cignaroli.
  • San Siro e Santa Libera di Falcieri Biagio
  • San Siro risuscita il figlio di una vedova,la tela è di Cignaroli, che ottenne il privilegio di essere sepolto al centro della navata centrale, dove riposa dal 1770.

Con la soppressione napoleonica del 1806 ha inizio il declino della chiesa , viene confiscata e messa all’asta , ma per fortuna viene riacquistata dai confratelli e riaperta al culto nel 1814. A metà dell’800 fu risparmiata dall’abbattimento per la ristrutturazione del Teatro Romano, in seguito fu abbandonata e inutilizzata. Grazie a Verona Minor Hierusalem oggi è visitabile e speriamo di possa utilizzare anche per i servizi religiosi.

Bibliografia:Verona Minor Hierusalem

** VEDI FOTO: CLICCA QUI SOTTO E POI SUBITO SOTTO.

https://www.flickr.com/photos/vagabondiamo/albums/72157682248309186

 

 

 

 

 

 

Il simbolo che è posto al centro della bandiera è “” Il Sole di Maggio”” legato al 25  Giugno 1910 , giorno in cui scoppiò la Rivoluzione di Maggio contro il Vicere.imagesMarcel Proust scriveva: “” Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi””       argentina-map                                                                                                                                                                                    Il 15  novembre 2013 siamo partiti dall’Italia per un viaggio in Argentina,dove sono vissuta per quasi 15 anni,  ma ora  ci ritornavo da turista dopo ben 51 anni (51  e’ 15 al rovescio)!! E sinceramente non sapevo cosa aspettarmi, io ero cambiata e sicuramente anche Buenos Aires era cambiata, avevo dei ricordi bellissimi della mia vita, della mia adolescenza, degli amici carissimi, forse dopo tanto tempo questo viaggio mi avrebbe fatto perdere tutto. Chissa!IMG_3043 Con mio marito Dec e gli amici di una vita Carla e Ben abbiamo pianificato questo viaggio in ogni particolare dal gennaio 2013, ci siamo  costruiti un viaggio su misura non solo per le nostre tasche ma anche per la nostra eta’, in media  sopra i 70. In questo siamo stati aiutati da un tour operator argentino:” Say Hueque”, che per mesi e mesi, con pazienza  – rispondendo a giro di fuso orario ai nostri mail ci ha organizzato il viaggio, cosi’ come lo volevamo. Voli internazionali e nazionali, hotel, trasporti locali ed a lungo raggio, escursioni e visite guidate, praticamente tutto. A noi solo la scelta dei ristoranti. Il 15 novembre  Baires  (dove e’ gia’ primavera inoltrata) ci da il benvenuto con una mattinata soleggiata e tiepida con i suoi jacaranda coperti di quei magici fiori lilla, IMG_3073le sue avenidas eleganti e pulite, i suoi magnifici edifici. Dopo 51 anni di assenza vedo che niente e’ cambiato. Baires è ancora più bella di prima. Anche gli amici che incontriamo il pomeriggio sono ancora  gli stessi, affettuosi come sempre, che piacere.IMG_2974 Nella capitale siamo rimasti 5 giorni, abbiamo visitato i punti turistici principali, ognuno con il proprio incanto: Plaza de Mayo, San Telmo, La Boca, Recoleta, Palermo, Puerto Madero, ecc.  ecc. Abbiamo girato a piedi, in autobus, in metropolitana, in taxi. A volte abbiamo fatto i turisti, altre volte eravamo dei veri porteños. A me sembrava di non essere mai andata via,  mi sono  trovata benissimo come se non fossi mai partita!!!  Ho ritrovato in breve tempo tutto quello che avevo lasciato. Anche i miei compagni di viaggio sono stati sorpresi da Buenos Aires , non si aspettavano una capitale cosi’ bella.( Angela Villa )                                                                                                                                                                   I viaggi non dovrebbero essere qualcosa di personale, ma devono essere un bagaglio di cultura e di conoscenze umane.  La storia di questo viaggio è da condividere con gli amici attraverso  la documentazione fotografica e le sensazioni che cercheremo di trasmettere.                                                                                                                                                                                                                Nello zaino porterò la macchina fotografica per rubare le meraviglie di questa terra, una penna e un blocco notes per descrivere le  impressioni di Buenos Aires, della Patagonia, della Terra del Fuoco, delle Catarate di Iguazu’.                                                                                                                   A Buenos Ayres alloggiamo al NH LANCASTER (zona Florida).  buenos-map1                                                                                                        Già in mattinata, con la guida Natalia ,   iniziamo a visitare la città che ci appare da subito come una bella donna. Viene paragonata a Parigi, forse è vero. E’ abitata da circa 12 milioni di abitanti dei quali la metà sono italiani detti “Tanos.”  E’ una città con un grande fiume che si fa mare e un grande mare che si fa fiume”.

 Visitiamo il centro storico: Barrio San Telmo è uno dei quartieri più antichi e animati per i suoi negozi di antiquariato, per il mercato domenicale, qualche orchestrina suona  il tango con una copia di ballerini, per i palazzi in stile coloniale e vi si trovano prodotti artigianali di tutti i tipi. Non mancano scene caratteristiche quali:                            * le carcerate

IMG_3032   * la donna vestita ricoperta con  carte di caramelleIMG_3028 Visitiamo la Chiesa di Nuestra Segnora de Belen o San Telmo che da il nome al quartiere e costruita intorno al 1735 dai gesuiti.IMG_3023.                                                                                                                                                                                                                                       Con il nostro pulmino privato raggiungiamo il Barrio La Boca.                                                                                                                                                Un quartiere vivace, accogliente anche se affollato,ma riesce a mantenere un’atmosfera gioviale e familiare. Deve il suo nome al fatto che sorge all’imboccatura ( boca ) della confluenza del Rio Riachuelo nel Rio de la Plata.  E’ il settore cittadino più visitato dai turisti.  “” Il Caminito “” è parte integrante della Boca ed è tradizionalmente  il quartiere di immigrati genovesi e che    vi  hanno lasciato la loro cultura, la cucina , il calore italiano, abitando le colorate case di lamiera che venivano dipinte con colori vivi , IMG_3043rimanenze di vernici usate per le chiatte di trasporto sul rio Riachuelo.IMG_3040 Un mix di odori, di luci, di rumori, di tango, di murales.IMG_3062La zona era attraversata dalla ferrovia smessa nel 1954, ma sono ancora visibili i binari. Sulle strade si mangia, si balla.  IMG_3057                                                                                                                                                                                                                                              E’ un carnevale, un festival, un’atmosfera di altri tempi. Si scattano foto , si acquistano souvenir per ricordo, si ascolta la musica.                                                                                                                                                                                                                       La Boca è la sede della Società calcistica della Boca Junior, la Bombonera dai colori giallo-blu ,come il Chievo, è lo stadio dove ha giocatoIMG_3036Diego Armando Maradona, presente in piazza da un sosia che si fa fotografare per racimolare qualche  pesetas.                                                                                                            Nel 1876 fu fondato dai genovesi un movimento separatista per ottenere l’autonomia amministrativa per la gestione locale del quartiere e nel 1882 gli abitanti della Boca si autoproclamarono ” Republica de la Boca”,IMG_3058issando la bandiera della città di  Genova.                                                                                                                                                                       Con il pulmino arriviamo al  Barrio Puerto Madero, un quartiere lungo il Rio de la Plata, molto elegante, opulento, architett0nicamente interessante ed avvieneristico, in particolare il Puente de le Mujers ( ponte delle donne) a forma di arpa dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava.imagesUn tempo era l’antico porto(cartolina da Wikipedia)220px-Puerto_Madero_(ed._fumagalli_431) dove sbarcarono milioni di immigrati italiani. Lungo le rive del fiume, un mix di ristoranti, bar, discoteche. La vita notturna è molto vissuta in tutti i sensi.  A pochi isolati da Puerto Madero c’è Plaza de Mayo, centro della vita politica e delle contestazioni del popolo, in particolare il ritrovo ogni giovedì delle Madres  de Mayo con i panuelos  (foulards bianchi) IMG_2997e  dei reduci della guerra delle Malvines.IMG_2996 Al centro della Piazza la Piramide de Mayo, in fondo ,la Casa Rosada, IMG_3011residenza della Presidente della Repubblica , il nome gli deriva dal caratteristico colore rosato e viene considerato  uno dei monumenti più importanti della città. Ricorda inoltre il periodo della dittatura militare.                                        La Cattedrale Metropolitana, all’interno assistiamo al cambio della guardia al Mausoleo del Generale  Jose’  de San Martin,vegliato da un picchetto d’onore di due granatieri,IMG_3003 patrono di Buenos Aires.IMG_2999dove era Vescovo l’attuale Papa Bergoglio. Intorno alla Piazza de Mayo vi si trovano parecchi palazzi importanti di fine ‘800 inizio ‘900.                                                                                                                                                                                                                                                                     La giornata non è ancora finita, c’è molto da visitare. Riprendiamo il pulmino per visitare il Barrio de la Recoleta, oggi un quartiere residenziale elegante per i ceti più ricchi. Il nome Recoleta viene dalla fondazione del Convento dei Padri Recoletos che andavano per elemosina ” recoleta”e facevano parte di un ordine francescano , costruirono  la Iglesia Nuestra Senora del Pilar IMG_3095in stile barocco ed è uno degli edifici di epoca coloniale e vicino il Cementerio de La Recoleta,si accede attraverso un grande portale in marmo decorato da quattro colonne in stile dorico.260px-La_Recoleta_Cemetery_entrance Un vero gioiello come di opera d’arte, ricco di cappelle, statue, sarcofagi decorati dai  migliori artisti che hanno profuso la loro fantasia.E’ visitato da molte persone, incuriosite di trovare le spoglie di personaggi famosi, pittori, poeti, scrittori, artisti della storia argentina. Mi sono attrezzato della macchina fotografica per potervi far vedere  questi scorci architettonici e la tomba di Evita Peron e suo marito Juan Peron.IMG_3080All’interno vi trovano dimora 4800 tombe della più svariata borghesia e non. IMG_3074Circondano il cimitero vari giardini con alberi immensi chiamati ” gomero”IMG_3092 e jacaranda IMG_3073e costituiscono un’area di relax per la gente.  Il tour della City con la guida Natalia è terminato, stanchi ma felici. In serata siamo ospiti a cena di Maria Rosa e Carlos,IMG_2971 amici di Angela, che ci hanno accolto con un calore tutto argentino.                                                                                               Oggi è il 17 Novembre.                                                                                                                                                                                    Facciamo una escursione all’Isla del Tigre. Prendiamo il treno dalla stazione di Retiro IMG_3196per Tigre che dista 25 km. da Buenos Ayres. L’isola divenne luogo di svago  e soggiorno estivo  dell’alta società della Capitale e vi furono costruite lussuose ville. Prendiamo una motonave di linea che fa servizio al Delta del Tigre inserito nel Rio della Plata nella confluenza con il Rio Paranà. La navigazione è stata molto suggestiva ammirando le belle costruzioni inserite nella lussureggiante vegetazione IMG_3200 e captando varie  specie faunistiche tipiche della riserva naturale.IMG_1563Una sosta lungo un canale per un pranzetto presso la posada ” El Hornero”.                                                                    Ritorniamo a Bayres con il treno ed essendoci ancora chiaro girovaghiamo qua e la’ lungo la grande Avenida 9 de Julio,larga 140 metri, forse la strada più ampia del mondo  con l’Obelisco simbolo della città,alto 67 metri in cemento armato e realizzato nel 1936IMG_3117 e il Teatro Colon: IMG_3116è uno dei teatri più grandi del mondo costruito ai primi del ‘900 sotto l guida degli architetti italiani Francesco Tamburini e Vittorio Meano. Merita una visita. Molto sfarzo di arredi, di luci e stucchi. Vi cantarono: Maria Callas,Caruso, Luciano Pavarotti,Andrea Bocelli. Noi abbiamo potuto visitare la parte esterna e l’ingresso. A sera siamo invitati da amici di Angela: Heriberto e Alicya in un noto ristorante a Puerto Madero, ottima cena e una visione notturna del porto molto suggestiva.images                                                                                                                                                                                                                                      Oggi è il 18 Novembre                                                                                                                                          Giriamo a piedi per i viali , visitiamo: Palazzo del Congresso.IMG_3221Questo maestoso edificio  si nota dalla bellissima piazza. Sede del Senato e della Camera dei Deputati è stato disegnato dall’architetto italiano Vittorio Meano lo stesso del Teatro Colon. Inaugurato nel 1906 ma terminato nel 1946 per problemi finanziari.In stile greco-romano è ispirato al Campidoglio di Washington.La cupola alta 80 metri  è di colore verde-rame. All’estremità della piazza che guarda il Congresso si ammira il Monumento a los dos Congresos IMG_3227 “” i due Congressi della Costituente :Assemblea del 1913 e la dichiarazione di indipendenza  del 1816″” Questo sito è la meta delle manifestazioni politiche.IMG_3225Le fontane di sera si trasformano in un gioco d’acqua e luci.                                                                                                               Non lontano visitiamo il Palacio de Aguas Currientes. 14Caminando lungo Avenida Cordoba,vedendo questo edificio  ci si accorge che appartiene ad un’altra epoca.All’esterno sembra un castello, ma è stato costruito come parte di un piano sanitario della città.IMG_3258E’ stato inaugurato nel 1984. Stile eclettico, un po’ stravagante, coperto da 300.000 pezzi di terracotta dai vari colori:rossi,gialli, terra di Siena. Al centro ci sono 180 colonne in ferro per sostenere dodici serbatoi di acqua potabile. IMG_3246Oggi il palazzo funziona come sede dei servizi idrici della città con uffici funzionali. All’interno si trova il Museo dell’Agua: valvole,rubinetterie,vaschette, water,vecchi uffici.Ci ha accompagnato nella nostra visita con squisita cortesia il Signor Jorge Tartarini, responsabile del Museo. Il pomeriggio visitiamo la Galerias Pacifico IMG_1583un centro commerciale molto elegante,fotografo la cupolaIMG_1592 e alcuni quadri .                                                                                                                                                                                                   Lungo la strada troviamo il Teatro Cervantes,IMG_1611inaugurato nel 1921 , monumento nazionale e sede della Comedia Nacional Argentina.                                                          Oggi è il 19 novembre.                                                                                                                                                                                    Visitiamo il CabildoIMG_1596 che si trova in Plaza de Mayo simbolo della sovranità della città, eretto nel 1606 e più  volte ristrutturato, ha avuto una storia molto rivoluzionaria.Nel 1810 si riuni la Corte di Governo e nel 1827 si insediò la Corte di Giustizia.                                                                                                                                                                                          Attualmente è sede del museo  del Cabildo che espone testimonianze della storia coloniale cittadina.                              Nel cortile vediamo un certo movimento di gente che si era radunata per un concerto di musica argentina,IMG_3293 abbiamo preso posto anche noi , era un incontro culturale con canti popolari e la partecipazione di alcuni personaggi quali Tano Piero cantauore italo-argentino e Taty AlmeidalaIMG_3296 presidente delle Madres de Plaza de Mayo in occasione della “” Giornata della Sovranità”” Taty  Almeida ha raccontato la storia delle Madres de Mayo.IMG_3323Un racconto sulla dittatura militare nella quale le madres  persero i familiari , i desaparecido. Oggi non c’è più la dittatura , ma non vogliono che il popolo e i politici dimentichino il passato.Non è mancato un piccolo segnale, Taty ha accettato una foto con noiIMG_3325 per ricordare questo incontro. Ritorniamo verso l’Hotel per prepararci ad un’altra cena con gli amici ” tanos ” a casa di Carlos e Maria Rosa. A completare la compagnia c’era Carlitos ( fratello di Maria Rosa ) e sua moglie Gladys.IMG_1625Un’ottima cena. Anche questi incontri fanno parte del nostro viaggio,incontrare gli amici di Angela e che poi sono diventati anche nostri, questo è il bello dell’amicizia.Buona notte!                                                                                                  Oggi è il 20 Novembre .     Ci alziamo abbastanza tardi, dopo colazione giriamo per lo shopping.In serata siamo al Teatro Gardel per lo  Show de Tango con cena e vino Malbec.                                                                                                                Il tango argentino ha una sua storia, una musica nata da confluenze di melodie del flamenco spagnolo, afrocubane, italiane e compare nel 1880  nei sobborghi della città, tra i vari immigrati.Tristezza pervasa da sensualità, danza appassionata e virile, desiderio tra corpi che si stringono. E’ il tango,miscuglio di ritmi, di sentimenti, forti e puri come lo sono i partenos e i tanos.images E’ stata una serata molto divertente e interessante durata 4 ore. Il concerto lo potrete ascoltare durante lo slideshow delle foto alla fine del nostro racconto.                                                                                                                                                         Oggi è il 21 Novembre.                                                                                                                                                                                    Partiamo per  la Patagonia, dal comodo Aeroparque  – praticamente in citta’-  con un volo di tre ore  per El Calafate, images cittadina relativamente recente, fondata nel 1927 , era solo un piccolo villaggio di pionieri in mezzo alla pianura e prende il nome da un arbustoIMG_3505 con fiori gialli e bacche blu come il ginepro e serve per fare una buonissima marmellata e birra. Una storia dice : “” chi  mangia il calafate ritornerà “”                                                                                                                                                                              Si è sviluppata con il solo scopo di accogliere, albergare e sfamare i turisti che arrivano  per visitare il Parque Nacional Los Glaciares sul Lago Argentino e le vette del Cerro Torre e Fitz Roy.                                                                                                                                                                                E’ squadrata , con edifici bassi,solitamente fatti di tronchi.  images   Noi alberghiamo al Patagonia Rebelde, IMG_3518un vecchia dimora/museo molto accogliente.  Per tre volte di seguito ceniamo al “”Campo Grande””un ristorante ottimo, gestito da Mirko ,IMG_1751un calabrese.Se passate da El Calafate fermatevi. (reservas@campogrnderestobar.co                                   Oggi è il 22 novembre.                                                                                                                                               Visitiamo Il Parque Nacional Los Glaciares in cui si trovano i ghiacciai ed  è stato inserito nel 1981 nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità ( UNESCO ). Ha un fronte lungo 440 km. e largo 50 km.abbracciando  2 laghi : a nord il Lago Viedma e a sud il Lago Argentino, il cui colore è impressionante, di un azzurro IMG_3611 turchese.”” Dulce de glaciar”” affermano gli argentini. Raggiungiamo con il pulmino il ghiacciaio Perito Moreno che dista 78 km.da El Calafate e prende il nome da Francisco Moreno un esploratore che si interessò della zona. Il ghiacciaioè l’unico al mondo in movimento,pensate che ogni giorno avanza di due metri perchè viene alimentato da altri piccoli ghiacciai satelliti  e arretra in quanto perde pezzi. E’ nervoso e brontolone perchè quando si stacca un pezzo fa un “” boom “”, si chiama  “rottura dei ghiacci”. Ha una profondità di 5 km.e si staglia per oltre 60 m. sul Lago Argentino._MG_3418 imagesIl primo giorno lo abbiamo visto dalle “pasarelas”, sul versante alberato ,seguendo i  punti di osservazione a diverse altezze  e distanze per ammirare una delle pareti di questo gigantesco ghiacciaio dalla terraferma.Tutto il percorso è segnalato, portatevi la macchina fotografica, si ha l’impressione di toccarlo con le mani. IMG_3434Le asperità , i crepacci  e i colori sono affascinanti.                                                                                                                                                                                              Con una barca che navigando sul lago ti porta vicino alla parete alta circa 60 metri del ghiacciaio. Waw! E’ difficile non rimanere insensibili quando la barca ti porta faccia a faccia_MG_3439 con la  parete del ghiacciaio, senti lo scricchiolio del ghiacciaio che vive è straordinario.  _MG_3484Per oggi, per quanto abbiamo visto, è stato un momento tutto affascinante.  IMG_1699                                                                                                                                                                                                                                         Oggi è il 23 novembre.                                                                                                                                                                                                Ci alziamo presto, alle 8.00 passa  il  pullman collettivo  per andare a Puerto Bandera per imbarcarci su un  catamarano ed abbiamo fatto l’escursione chiamata “todos glaciares” cioe’ navigare sul Lago Argentino verso il Ghiacciaio di  Upsala, 60 metri di altezza. Upsala era il battello su cui viaggiarono gli esploratori dell’Universita svedese di Upsala.  _MG_3826Si naviga in mezzo  agli iceberg blu che si staccano dal ghiacciaio stesso e navigano spinti dal vento lungo il Braccio Nord e quindi nel Lago Argentino , dove vento, sole e piogge finiscono per fonderle._MG_3537 Il catamarano danzava fra questi iceberg cercando di evitarli (la parte visibile sul filo del lago e’ solo il 10% della sua mole), che spettacolo!                IMG_3613                                                                                                               Ben ha scattato molte  foto, poi e’ stata la volta del Ghiacciaio Spegazzini,dal nome di Carlo Luigi Spegazzini, botanico e micologo italo/argentino. Ai lati si vede materiale terroso/morene_MG_3669 e poi, dulcis in fundo il Perito Moreno, fronte nord.Per raggiungere il ghiacciaio il catamarano ritorna verso Punta Bandera  e nelle vicinanze vira a destra e naviga  lungo un altro ramo del lago, Los Tempanos.Il tempo è bellissimo, ma il vento spirava forte.Ci troviamo di fronte il ghiacciaio e ammiriamo le tonalità dei colori: azzurro-bianco-blu a seconda dei raggi del sole.IMG_0832I vari catamarani si posizionano a circa 200/300 metri dal ghiacciaio e li ingaggiano una specie di minuetto con il ghiacciaio accelerando i motori da fermi e poi avvicinandosi e allontanandosi per far sì che il ghiacciaio ci ricompensi con una “” ruptura””:IMG_1831 e infatti c’è stata una caduta miracolosa di un lastrone di ghiaccio con boato e tsumani al seguito!!IMG_1833 Che meraviglia! Alle spalle la Penisola di Magellano. Tra il ghiacciaio e la penisola c’è una specie di avvicinamento, tanto che qualche volta  si sono abbracciati. In linea d’aria da noi ,circa 30 km. oltre il ghiacciaio di Upsala si potevano ammirare  il Cerro Torre e  il Fitz Roy,( foto da Valcopedia.net)20TorreAndFitzRoy-GeoffLivi due famosissime vette , meta di alpinisti tra i quali gli italiani Cesare Maestri, Walter Bonatti, Carlo Mauri, Cesarino Fava e l’austriaco Toni Egger.                                                                                                                                                                   L’escursione è terminata, si ritorna a Punta Bandera per prendere il Pullman per El Calafate. Molto soddisfatti. A cena andiamo da Mirko e gustare un ottimo piatto di carne

IMG_1740 e vini Malbec.Buona notte!                                                                                                                                                                                      Oggi è il 24 Novembre.                                                                                                                                          Si parte al mattino presto con il solito pullman collettivo per Torres del Paine e Puerto Natales. Attraversiamo il confine argentino/cileno a Cancha Carrera,7928317-bandiera-del-cile-isolato acquistiamo pesos cileni e saliamo su un pulmino per raggiungere attraverso una steppa verde ,images il massiccio del Torres del PaineIMG_3909Torres Azules in lingua Tehuelche. Viene organizzato un trekking di avvicinamento alle Torre attraverso prati colorati di rosso e circondati dai laghi Amarga, IMG_3938Pehoe,Grey, Sarmiento. Il panorama è splendido, sembrano le Tre cime di Lavaredo.L’aria è frizzante , pulita  e ci siamo sentiti rinvigoriti .Le tre torri formano il gruppo:la  Torre Central-la Torre Norte scalata per la prima volta da Guido Monzino e la Torre Sur da Armando Aste.Il primo alpinista scalatore è stato Padre Alberto de Agostini . Il parco fu creato nel 1959 e l’UNESCO nel 1978 lo dichiarò riserva della biosfera internazionale. IMG_3972Le torri sono dei monoliti di granito. Durante il trekking osserviamo le lingue dei ghiacciai che si insinuano nel parco per terminare in profondi laghi formati dalle acque del disgelo in particolare nel lago Grey dal colore turchese.Il salto Chico è un’altra attrattiva da non perdereIMG_3961 in quanto l’acqua del lago si infila in un imbuto per scendere in un altro lago, con un gioco di scrosci con impeto e fragore. Lasciamo il parco e le Torres del Paine tra le nuvole IMG_3967per riprendere il pulmino, lungo la strada incontriamo un branco di guanacos,IMG_3982 camelide affine ai lama, molto diffusi in Sud America, hanno un manto molto pregiato, di colore marrone, il muso affusolato con piccole orecchie lunghe ed occhi molto grandi, avvertono il pericolo istintivamente. imagesE’ una specie molto ricercata sia per la carne, sia per la lana.Verso l’imbrunire arriviamo a Puerto Natales ( Chile ), alloggiamo presso Weskar Lodge,IMG_4066 struttura alpina, molto accogliente, con una veduta incantevole sulla laguna del fiordo azzurro con colori pastello che rinfrancano lo spirito dalla fatica del viaggio.IMG_4069Una bella cittadina pulita e ordinata. E’ la porta al Parque del Paine e la capitale della Regione di Ultima Esperanza nella Regione delle Magellane e Antartide con 15.000 abitanti.                                                                                                          Oggi è il 25 Novembre.                                                                                                                                                                                   Alle 8,00 ci troviamo all’imbarcadero di Puerto Natales  per la navigazione al Ghiacciaio Balmaceda y Serrano, il tempo è bello. Si inizia la navigazione lungo la laguna Esperancia. IMG_4010Tira vento e la barca fa fatica a navigare, purtroppo il capitano ,dopo un’ora di navigazione,decide di ritornare a riva, è un vero peccato ed e la prima volta che dobbiamo rinunciare ad una escursione.Come sarà stato il panorama del ghiacciaio? Non lo sappiamo.Comunque sono riuscito a captare qualche foto da amici (tripline -rutachile)76363137040410068756C605D8EBBCB3fe saranno contentiimages se pubblico alcune loro foto.Grazie! La mancata escursione ci verrà rimborsata, speriamo. Non ci rimane che visitare questa cittadina,iniziamo dal piccolo, ma interessante Museo Etnologico inerente alle antiche etnie della Patagonia cilena:                                                                                                                                                                                                                      *Pueblo KawesqarIMG_4018*Pueblo Tehuelches. IMG_4022                                                                                                                                                                                                                                                        *Le quevas, antiche pitture rupestri   IMG_4015                                                                                                                                                                                                                                               *La Chiesa S.Maria Ausiliatrice dei Salesiani IMG_4042*  Vecchio molo in legno IMG_4059 * Murales IMG_4047 *Monumento a Milodon,IMG_4062 bradipo animale preistorico. Il giro turistico è terminato.                                                                                                                    Oggi è il 26 Novembre.                                                                                                                               Partenza alle 8 di mattina per Punta Arenas ( 248 km.) con un pulmino accompagnati da due guide. Il tragitto è interessante e vario,images pascoli di pecore,struzzi, buoi, cavalli e poche case, gli uccelli IMG_4170Banduria  .E’ chiamato il deserto del frio .Alzando gli occhi si scorgono i condor.IMG_4091 Lungo la Ruta  n.9 della fin del Mundo  si scorge il monumento ai venti. Ci fermiamo a Villa Theulches ,posto di ristoro in mezzo al nulla,  la piccola Fernanda con  mamma accolgono i turisti che si fermano per un te’.IMG_4119Proseguiamo lungo la Ruta 9 fino alla congiunzione con la Ruta 237 e giriamo  a destra per la Pinguinera Seno Otway, Isla Magdalena,IMG_4176 che aspetta ogni anno i pinguini di Magellano IMG_4181che arrivano a settembre provenienti dalle coste del Paraguay per nidificare, si incontrano,fanno l’amore, covano,nasce il pargolo,lo nutrono finchè ha raggiunto il piumaggio per poter entrare in acqua, gli insegnano a nuotare e a procurarsi il cibo, questo dura sei mesi, è fantastico !!3522m Alla fine di Novembre, quando siamo arrivati , era il periodo della cova , a metà Dicembre le uova si schiudono e nascono i pinguini. Ritorneranno in Paraguay verso Aprile per poi tornare nella stessa spiaggia  a ottobre, il padre arriva prima per preparare il nido, ma come riusciranno a riconoscersi? Semplicemente dal canto. Il giorno 26 Novembre la colonia IMG_4180non era numerosa in quanto i pinguini erano in acqua in cerca di cibo.IMG_4189Che spettacolo vedere i pinguini camminare in coppia, bacciarsi ,tuffarsi in acqua ,cantare!des_19112008110637 Anche da loro c’è da imparare da come si vogliono bene e nel preparare il nido per i piccoli. Riprendiamo la ruta n.9  per Punta Arenas  dove arriviamo nel primo pomeriggio, alloggiamo nello splendido storico Hotel Jose Nogueira, in centro.IMG_4251 La città conta 130.000 abitanti, è la capitale della Regione delle Magellane e Antartide. Fu fondata nel 1848, la maggioranza degli abitanti è di origine croata, giunti nel XIX secolo in cerca dell’oro della Terra del Fuoco, è la città più a Sud del Cile in concorrenza con l’argentina Ushuaia.Visitiamo la città lungo il corso Carlos Bories, con palazzi novecenteschi,IMG_4257 la Cattedrale Cattolica,IMG_4256la Chiesa di Maria Ausiliatrice,IMG_4265Visitiamo l’interessante  Museo Salesiano di Padre Alberto de Agostini e poi incontriamo due belle donne soldato IMG_4272 con tacco 15 cm.IMG_4253 Ceniamo in Hotel e poi a riposo, domani sarà dura, vedremo! Oggi è il 27 Novembre. Partiamo in bus da Punta Arenas per Ushuaia- 13 h.-550km ushuaia-mapSi parte in orario 9,00, si prende la statale n.237 ma dopo 1,30 il bus si ferma su una breve salita, sbuffa,il bus si muove  avanti e indietro, il motore è finito.Sostiamo per circa due ore finche’ arriva un’altro bus, trasbordiamo e via verso Punta Delgada dove si trova lo Stretto di Magellano, IMG_4293attendiamo la nostra corsa e in 20 minuti mettiamo i piedi  sulla “” Terra del Fuoco “”.                                                 Siamo a cavallo tra l’800 e il ‘900 , la Terra del Fuoco era allora popolata da diversi gruppi aborigeni e veniva considerata un punto strategico  per la navigazione, dato che lo Stretto di MagellanoIMG_4297 era un transito tra i due oceani , Atlantico e Pacifico molto importante  in quell’epoca, infatti le potenze straniere cominciavano a interessarsi di questo territorio. Sia il Chile e l’Argentina sono la parte integrante di questo territorio, fra loro non c’è mai stato buon sangue a causa dei confini. Sono le 15,30. Dobbiamo trasbordare su un’altro bus, non era previsto. Si riparte. Siamo sulla Ruta n.3, ma non è asfaltata. Raggiungiamo San Sebastian ,IMG_4305 confine cileno/argentino , ore 17,30, per controllo passaporti, si passa dall’ufficio, ore 17,45, “colpo di fortuna” , inizia lo sciopero dei doganieri cileni fino alle 23,00.Meno male si parte verso Rio Grande, Ruta n.3 Argentina,IMG_4319finalmente strada asfaltata fino a Ushuaia. Continuiamo fra’  lande  con ciuffi di erba che le pecore mangiano , rare le case lungo la Ruta .Arriviamo a Rio Grande alle 19,30,IMG_4314trasbordiamo su un’ altro pulmino e via verso Ushuaia.Il paesaggio cambia proseguendo verso Sud, si vedono laghetti, prati verdi, le Ande si intravedono a Ovest con un bellissimo tramonto, IMG_4329tutto sembra andare bene, ma al Passo Garibaldi inizia una tormenta di vento e neve , si intravede appena il Lago FagnanoIMG_4331 e poi giù a Ushuaia.IMG_4485 La fine del Mondo, la città più a Sud. Ci accoglie una tormenta di vento e neve, bella sorpresa, fa freddo. Abbiamo viaggiato per 14 ore, sono le 23 ore locali, il pulmino che ci deve portare all’Hotel Alto Andino, buono, arriverà dopo venti minuti , immaginate , sotto la neve e freddo. Oggi è il 28 Novembre. Sta ancora nevicando ed abbiamo appuntamento con la guida alle 9,00 per la visita al Parque Nacional Tierra del Fuego a 11 km.da Ushuaia. Il pulmino ci porta alla stazione del Tren del Fin del Mundo,IMG_4416 che attraversa  la Valle del Rio Pipo,oggi innevata,IMG_4384il Parco fino alla stazione finale . Un po’ di storia del Tren del Fin del Mundo: Nel 1883 il Congresso Argentino crea una colonia penale a Ushuaia. All’inizio arrivano prigionieri civili  scelti sulla base della loro buona condizione fisica e destrezza nel fare lavori manuali, in quanto dovevano dedicarsi a diverse opere di costruzione , case, ponti , strade, generare elettricità.Viene costruito l’impianto ferroviario per trasporto di legname per le costruzioni e per riscaldamento del carcere e delle case dei pochi abitanti. Oggi è diventato un mezzo di trasporto per attraversare il parco ed una attrazione turistica. IMG_4376Il tracciato originale era di 25 km.; quello attuale è di solo 7 km. Lungo il tragitto si può osservare ciò che rimane degli alberi tagliati dai prigionieri all’inizio del secolo e viene chiamato “Cimitero di alberi”. Attualmente il treno è composto di carrozze turistiche IMG_4383di colore verde con sedili in legno, le locomotive di colore rosso vanno a diesel . La Ferrovia Australe Fuegina funziona dall’11 Ottobre 1994, ma ricorda  quegli uomini tristi che arrivarono alla Fin del Mundo per espiare le loro colpe , un percorso colmo di nostalgia. La visita continua sempre sotto la neve alla Baia di Lapataia che confina con il Chile, doveva essere una vista meravigliosa, ma la neve e le nuvole ce l’hanno impedito. IMG_4431 Il lago RocaIMG_4450A  Bahia Lapataia si trova il cartello che indica la fine della Ruta Nacional N. 3 ,IMG_4457dall’Alaska a Ushuaia lunga 17.848 km. Ci permettiamo un pranzetto presso l’ Hostaria Ramos Generales,difronte al porto e consigliataci dalla nostra guida,IMG_4469ci siamo trovati molto bene, finalmente una buona bistecca di carne e una bottiglia di Malbec. Ristorante ottimo. Nel  pomeriggio il tempo si mette al bello e visitiamo il carcere e prigione militare, oggi Museo Marittimo e Presidio. Costruito nel 1902  a forma semicircolare con un padiglione centrale da cui sorvegliare i cinque raggi . IMG_1791La prigione ere adibita a prigionieri politici e delinquenti pericolosi. Uno dei più famosi fu l’anarchico Radowitzky e che vari scrittori raccontano la storia di quest’uomo: Bruce Chatwin in ” Patagonia ” e Raul Argemi in ” Patagonia ciuf ciuf “. Il carcere venne chiuso nel 1947 divenendo poi una importante base militare. Oggi il complesso è stato restaurato. Una parte è dedicata alla vita dei prigionieri in particolare le celle,IMG_1792 una parte delle celle non è stata restaurata per far vedere ai visitatori le condizioni disumane dei prigionieri. Un’altra parte è dedicata al Museo marittimo con modelli di navi, IMG_1789altre stanze ospitano fotografie e plastici  che evocano la fauna antartica. Passeggiamo per la via principale San Martin dove si trovano i migliori negozi di souvenir, di abbigliamento,IMG_4770 di ristoranti.                                                                                                                                                                                                           Durante il nostro soggiorno la Via San Martin era occupata dai dipendentiIMG_4747 dell’azienda di trasporti urbani in sciopero.                                                                                                                                                Oggi è il 29 Novembre.

Come sempre ci alziamo presto, il programma di oggi è la navigazione sul Canale Beagle. Ci si imbarca al Porto e via lungo il Canale.La giornata è buona, non nevica, il cielo è quasi azzurro con qualche nuvola di passaggio. Appena fuori si intravede la coda delle Ande che si tuffano in mare per ricomparire in Antartide IMG_4601e la baia è circondata da montagne. Il Canale di Beagle è uno stretto che separa la grande isola della Terra del Fuoco dalle isole di Nueva, Navarino.  Il Canale, lungo 240 chilometri, nel suo punto più stretto è largo circa 5 chilometri e la sua area più ad ovest  lo collega al Pacifico. Il più grande insediamento sul canale è Ushuaia,IMG_4700la città  più meridionale del mondo. Il canale prende il nome dalla nave HMS Beagle ed  attira ogni anno numerosi turisti per la quantità di attrazioni naturalistiche che offre, a livello paesaggistico, di flora e di fauna. Si naviga tra varie isole: l’isola degli Uccelli (Isla de los Pajaros), ove ammirare i cormorani imperiali e di Magellano,IMG_4621 l’isola dei Leoni Marini (Isla de los Lobos) _MG_4534e l’Isla Les Eclaireurs dove si trova l’omonimo faro e abitata dai cormorani IMG_4612di Magellano. Nella via di ritorno sbarchiamo su un’isola non abitata da animali, ma interessante per la floraIMG_4650 ed il panorama IMG_4679che spazia verso l’Antartide.La navigazione dura cinque ore ,ci vengono offerte delle specialità della Terra del Fuoco.Raccomandiamo di portarvi giacca a vento, durante la navigazione il vento si fa sentire. Il pomeriggio giro per Ushuaia per fare delle fotografie e acquistare cartoline e francobolli per mandare agli amici in Italia. La sera si va a mangiare la pizza e domani si volerà verso Iguazù. Perchè viene chiamata ” Tierra del Fuego ?”. Si racconta che Magellano nel 1520 quando giunse  nell’estremo sud, i marinai videro dei fuochi e fumo provenienti dai campi degli indios Yamana. Il fuoco serviva per riscaldarsi e riscaldare le vivande. Oltre a Magellano vi passarono altri esploratori: James Cook, Charles Darwin. Gli indios furono  sterminati dagli allevatori, dai cercatori d’oro, pescatori di balene, in maggior parte europei. Attualmente si pensa non vi siano superstiti degli indios.                                         Oggi è il 30 Novembre.

Partiamo dall’ aeroporto di Ushuaia per il Parco Nazionale di Iguazù con scalo tecnico a Buonos Ayres di 5 ore. Arriviamo verso sera per l’ora di cena, domani mattina visiteremo il Parco lato Argentino.                                                                     Oggi è il 1° Dicembre.

Partiamo dall’Hotel in pulmino diretti al Parque Nacionale de Iguazù ( acqua grande nella lingua degli indios Guarani).
IMG_4823che è situato all’estremo Nord dell’Argentina , nella Provincia di Misiones al confine con il Brasile e il Paraguay e nel 1984 è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Qui si trovano le imponenti  catarate di IguazùIMG_4873 e la grande foresta subtropicale.                                                                                                                                                                            Il fiume Iguazù  dopo 1300 km. si getta nel fiume Paranà, formando una grande curva a  ” U “, che presenta al suo sbocco un brusco dislivello che da origine alla maestosa caduta d’acqua.Nella sua grande curva si formano dei promontori, isolotti che dividono il fiume in numerosi bracci. Quando raggiunge  la gola sbucando da una folta vegetazione si formano larghe catarate  alte 70 metri  con un grande rumore di scroscio.IMG_4925Il complesso delle cateratte  è formato da circa 275 salti .IMG_0929 La  violenza produce una perenne  nebbia , in cui i raggi del sole formano molti arcobaleni si insuperabile bellezza. Qui fu girato il film Mission con Robert De Miro. Si inizia con un sentiero che ci fa attraversare una foresta, che è possibile incontrare delle bellissime farfalle,condor,IMG_1837 i coaties della famiglia dei mammiferi,IMG_4891fate attenzione a non farvi morsicare e non fatevi rubare un panino, un dolce, a Carla un coaties le ha rubato un buon dolcetto.Dopo un lungo giro tra i vari Circuiti Superior e Inferior,  si arriva alla stazione del Tren de la Selva che saliamo e IMG_5002dopo 3 km. si prende un sentiero che ci porterà su una passerella lunga 2 km. per ammirare il  Garganta do Diablo.IMG_5062Un punto spettacolare e scenografico  e c’è la sensazione di trovarsi dentro la catarata. Il frastuono è assordante. Le acque fanno un salto di 80 metri sollevando nuvole di vapore, tanto da non vedere la riva opposta. Il giro è terminato e riprendiamo il pulmino per ritornare in albergo aspettando la visita delle cascate dal lato brasiliano.

Oggi è il 2 Dicembre.

Dopo colazione lasciamo l’hotel per visitare il lato brasiliano delle cascate, lungo il tragitto attraversiamo il Ponte Tancredo Neves e la frontiera tra Argentina e Brasile dopo aver ottenuto il visto brasiliano arriviamo alla stazione degli autobus.PICT2-viIl Brasile ci da i benvenuto con una bellissima giornata anche se i gradi sono + 40.brazil-flag-brasil-festival-amsterdam Ci organizziamo , verifichiamo il tragitto  sulla carta IMG_5074 e finalmente arriva il momento tanto atteso, saliamo su un autobus a due piani molto colorato per raggiunge un sentiero lungo 3 km. e tra il verde della foresta e il canto degli uccelli si arriva sotto la cascata del Garganta do Diablo ,IMG_0978 una visione grandiosa , una cascata immensa e vertiginosa con una estensione di 600 metri e un’altezza di 90 metri. Una passerella ti porta proprio sotto, ne vale la pena , la vista è superba, una emozione unica, enormi masse d’acqua fuoriescono dalla fitta vegetazione gettandosi dalle decine di cascate che contornano l’arco.IMG_1834 Attenzione bisogna avere un impermeabile che puoi noleggiarlo in loco per ripararti dall’acqua e per proteggere la macchina fotografica.Mentre i miei amici rimanevano sulla balconata, ho voluto portarmi al centro della passerella per  fotografare la cascata difronte, un po’ bagnato, ma soddisfatto.IMG_0976 La visita dura circa tre ore, sufficiente per ammirare l’ambiente.In tempo utile per prendere nel pomeriggio l’aereo per Buenos Aires. La nostra avventura è alla fine. La durata del volo è di tre ore. All’arrivo  ci aspetta un temporale tropicale, alcune valigie volano, il traffico stradale è fermo, siamo riusciti a ripartire per l’Hotel dopo un’ ora.         Fuori dell’aeroporto so poteva ammirare un arcobaleno IMG_1843che avvolgeva la città e un tramonto rosso IMG_1850tra i palazzi.

Oggi è il 3 Dicembre.

Abbiamo una giornata intensa per completare la visita della città e per acquistare i regali per gli amici. A sera abbiamo organizzato una cena con gli amici argentini in un ristorante nel Barrio Palermo. Gli ultimi abbracci e saluti e qualche lacrima.

Oggi è il 4 Dicembre.

Si parte per l’ Italia.                                                                                                                                                                                    Arrivederci Argentina, ciao Buenos Aires, ciao Portenos , ciao Tanos, ciao amici argentini: Mariarosa-Carlos-Carlitos-Gladys, ciao Patagonia, ciao Tierra del Fuego,ciao Iguazù, ciao  pinguini, leoni marini, cormorani, ciao  gente che abbiamo conosciuto e incontrato, nel mio zaino ho riportato la macchina fotografica con 1435 scatti e appunti viaggio.

Oggi è il 5 Dicembre.

Arriviamo a Milano Linate – Fine del Viaggio.

Alcune considerazioni:

E’ stato un  viaggio fantastico sotto ogni punto di vista, per la varietà dei paesaggi e climi, scenari incredibili e mutabili improvvisamente.

Buenos Aires, bella, elegante, metropolitana dai mille volti a seconda dei quartieri, comunque affascinante.

El Calafate,  Patagonia, capitale dei ghiacciai argentini e base di partenza per la visita a Perito Moreno e navigazione sul Lago Argentino.

Puerto Natales è la città punto di partenza per la visita al Parco Nazionale del Paine.

Punta Arenas , capitale della Regione delle Magellane e Antardite, sede vescovile.

Ushuaia – Terra del Fuego – coste frastagliate, boschi, montagne e la grandezza della natura e la Fin del Mundo.

Iguazu’: scenario incantevole delle cascate.

Il sogno di molti di visitare la Patagonia e Terra del Fuoco, noi abbiamo potuto realizzarlo.

Ha lasciato in noi una gran voglia di tornare in Argentina e molto spesso ci sembra di essere ancora la’.

Un poeta persiano O. Khayyam scriveva: ” La vita è un viaggio, viaggiare è vivere due volte.”

* Bibliografia: Trekking Patagonia-Ed:Loley Planet= Il viaggiare -Guida Routard=Argentina Ed.Polaris=Argentina Tourism=Patagonline=Viaggi relax=Earth=Wikipedia=S.Merci

*Foto di : Benito Roveran
*Testi di : Angela Villa – Carla Erbavori – Benito Roveran
Abbiamo alloggiato:
* Buenos Aires   : Hotel NH Lancaster – 405 Av: Cordoba
* El Calafate : Patagonia Rebelde- Av.Jose Haro
*Puerto Natales: Weskar Lodge- Ruta 9
*Ushuaia : Hotel  Alto Andino – 868 Gobernador Av.
*Puerto Iguazu’ :Hotel Saint George- Av.Cordoba
*Abbiamo viaggiato da Milano a Buenos Aires Via London con la British Airways e con la Aerolineas Argentinas per i voli interni.

Durante le vacanze in Sardegna e precisamente a Calarossa abbiamo deciso di visitare alcuni gioielli e precisamente: logocomune * CODRONGIANOS per ammirare la Basilica di Saccargia. IMG_4443Si trova a circa 15 km. da Sassari sulla Carlo Felice in direzione di Oristano, è visibile e quindi sarebbe un peccato non fermarsi. Faceva parte di un complesso monastico benedettino molto fiorente. La leggenda racconta che il giudice Costantino di Torres e la moglie durante un pellegrinaggio verso il Santuario dei martiri Gavino Proto e Gianuario per chiedere la grazia di un figlio si sarebbero fermati per passare la notte, l’ Abbazia di Saccargia è nata dalla visione di un Giudice è senza dubbio la più nota fra le chiese medievali della Sardegna. La Chiesa fu edificata verso il 1112, circa 900 anni fa ed è dedicata alla SS. Trinità, le mura sono di calcare e di pietra vulcanica  e la facciata è preceduta da un portico con tre volte a crociera  e a sinistra si addossa il bellissimo campanile. L’opera biscroma proviene dalle maestranze romanico-pisane. L’interno della BasilicaIMG_4448 è decorata con affreschi dell’abside,sant_trinita_di_saccargia_4con scene del Cristo benedicente, della Via Crucis ,l’ultima cena, il bacio di Giuda, la Crocifissione. Da ammirare la Vergine5572-retablo_minore_di_saccargia con gli Apostoli. La visita dura circa due ore e dopo aver assaporato un po’ di spiritualità benedettina riprendiamo la Carlo Felice in direzione di Cabras.80px-Cabras-Stemma Alloggiamo presso il B&B Alessandra per lasciare i bagagli e dirigersi poi alla spiaggia di ARUTASspiaggia-is-arutas-di-cabras-68-1364785649 per fare un sospirato bagno in un’acqua stupenda e sabbia particolare composta da granelli di quarzo con sfumature di colore tra il verde, il rosso e il bianco. Rimaniamo in spiaggia fino a pomeriggio inoltrato. CABRAS  Si trova ai bordi dello stagno omonimo che comunica con il mare attraverso canali. La pesca è stata ed è l’attività principale per  l’economia della popolazione fin dai tempi antichi con le barche “”is fassonis””  dalla forma appuntita  e costruite con pianta palustri essicate al sole. Altra attività importante è la piccola industria della  Bottarga di Muggine che dà lustro al patrimonio gastronomico della Sardegna. La sua storia riporta agli albori della civiltà, ai Fenici che già 3000 anni fa salavano ed essiccavano le uova del muggine. Sempre a questa popolazione risale la ricetta de “” sa merca””, piatti tipico di Cabras. I muggini vengono avvolti in erbe lacustri e lasciati a macerare in acqua salata , che si può assaporare in ricette nei  ristoranti della città.                  Girovagando per Cabras incontriamo il Portale di Donna Annetta IMG_4473viene eretto alla fine del 1600 e fungeva da entrata all’oliveto de Se Marchesu. Il portale è tra i più importanti esempi di architettura rurale. Oggi si trova in stato di abbandono.                                                                                                                           Appena fuori Cabras visitiamo la Chiesa di San Giovanni in Sinis chiesa-san-giovanni-di-sinissituata nei pressi del piccolo villaggio omonimo.                                                                                                                                                     La chiesa sorge su un’area cimiteriale in origine pagana e successivamente cristiana. Costruita  in blocchi di arenaria, presenta un impianto generale modesto: l’aula,IMG_4497 di forma rettangolare, appare divisa in tre navate, coperte da volte a botte e terminate da un transetto parimenti voltato; in corrispondenza della navata centrale e dell’unica abside compare una piccola cupolaIMG_4499 sostenuta da grossi pilastri alveolati.                                                                                                                                                                          Le navate laterali comunicano con quella centrale mediante tre archi poggianti su tozzi e semplici pilastri. A destra entrando si trova un gioiello di acquasantiere IMG_4498in pietra di età proto-romanica.

Visitiamo la  città di Tharros che sorge all’estremità meridionale della Penisola del Sinis, che venne fondata probabilmente alla fine dell’VIII secolo a.C. da genti fenicie in un’area già frequentata in età nuragica.

“”” Della fase fenicia, di cui non si conosce l’abitato, rimangono poche testimonianze relative essenzialmente ad ambito funerario e votivo. Nella seconda metà del VI secolo, momento di grandi cambiamenti non solo in Sardegna per il prevalere della politica espansionistica di Cartagine, Tharros non sfugge alla conquista da parte della città africana. A partire da questo momento si assiste alla monumentalizzazione della città, con la costruzione di numerosi edifici, tra cui il cosiddetto tempio monumentale o “delle semicolonne doriche”Tharros_1012 e dell’imponente cinta fortificata che chiude la città da possibili attacchi da terra; il tophet, che viene ora compreso all’interno dello spazio fortificato, continua la sua attività; IMG_4522nell’area immediatamente ad ovest dello stesso, si impianta alla fine del V sec. a.C. un importante quartiere artigianale specializzato nella lavorazione del ferro.”””

L’ultimo sguardo è per la  Torre di San GiovanniIMG_4517 che sovrasta l’abitato di Tharros e sottostante delle meravigliose spiagge.IMG_4515 fu edificata tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo.

Era una torre“gagliarda”, atta alla difesa. La torre era accessibile , per motivi di sicurezza, soltanto tramite una scala di canapa retraibile, serviva per avvistare eventuali nemici che venivano dal mare.

Nella zona di Cabras visitiamo il piccolo borgo antico  di San Salvatore IMG_4537costruito tra il ‘ 600 e il ‘700 e rappresenta uno dei più importanti villaggi per pellegrini.Le bianche case dei pellegrini, le cumbessias, circondano la Chiesa campestre di San Salvatore.IMG_4551 “””Esse vengono abitate per nove giorni all’anno, a cavallo tra agosto e settembre, in occasione della novena per la festa del santo. La grande piazza centrale è stata utilizzata negli anni Sessanta del Novecento come set dei film western all’italiana. La chiesa è sorta alla fine del XVII secoloIMG_4539 nell’area di un santuario pagano di origine nuragica, incentrato sul culto delle acque e ricostruito nel VI secolo come chiesa sotterranea. Attraverso una scala nella navata sinistra si scende all’ipogeo formato da sei vani:IMG_4548 due rettangolari ai lati di un corridoio che conduce a un atrio circolare con un pozzo intorno al quale sono disposte tre camere. L’ipogeo è parzialmente scavato nella roccia; IMG_4545i soffitti a botte sono in arenaria e mattoni. Sulle pareti si sono conservati diversi graffiti di animali (elefante, pantera e pavone) e di divinità (Ercole che lotta con il leone Nemeo, Marte e Venere con un piccolo Eros alato). Interessanti le scritte arabe che parlano di Allah e Maometto, nonché le numerose raffigurazioni di navi, che gli studiosi ritengono potessero essere dei probabili ex voto.IMG_4547 Le lettere latine RVF intrecciate come in un monogramma e ripetute più volte sembrano derivare dalla lingua fenicia e significare “guarire, salvare, dare salute”. Il primo sabato di settembre si celebra la festa di San Salvatore con la corsa degli Scalziimages in ricordo dell’impresa di alcuni giovani che, dopo avere abbandonato il villaggio per sfuggire ai Saraceni, ritornarono per mettere in salvo la statua del santo.”””

Lasciamo Cabras per Bosa logotoccando S.Caterina di Pittinuri, Cuglieri, Modolo. Si arriva con la strada panoramica e ci fermiamo per fare delle fotografie alla città con le sue case colorate che sembrano un acquarelloimages dipinto da una grande pittore.

“”” Abitata fin dall’epoca fenicia e poi colonizzata dai romani, Bosa sorge nella valle del fiume Temo, IMG_4575il solo navigabile in Sardegna. La città è famosa per la lavorazione e l’esportazione del corallo, così come per la lavorazione dei tessuti, per i ricami di filet e per i cesti intrecciati in asfodelo. Il paese è immerso nelle verdeggianti vallate della Planargia, zona particolarmente rinomata per la tradizione enogastronomica e per la qualità dell’olio e dei vini. ll Castello di MalaspinaIMG_4599 sul colle di Serravalle, contiene al suo interno una chiesa, la Chiesa di Nostra Signora di Regnos Altos, che conserva affreschi della scuola catalana.”””

Le concerie situate sulla sponda sinistra del fiume Temo, IMG_4604 sono uno dei monumenti di architettura industriale ai quali i bosani  sono molto legati, tanto che hanno istituito il Museo Civico dell’attività conciaria. Interessante da ammirare il Ponte VecchioIMG_4600 e le case dipinteIMG_4602 che si rispecchiano sul fiume.

Appena fuori Bosa si può ammirare la Chiesa romanica di San Pietro e Paolo IMG_4593datata circa nel XIII secolo.

A Bosa Marina ci concediamo un pranzo a base di pesce, ottimo. Facciamo un giro in spiaggia per vedere la Torre del Porto di Bosa , detta Torre dell’Isola Rossa del XV secolo.imagesServiva come difesa contro i barbari , fungeva da dogana per la riscossione  delle tasse, da guardia sanitaria  e da capitaneria del porto.

E’ tempo di ritornare a Calarossa i miei compagni di questi due giorni sono: Rina,Salvatore,Carla,Giulia. Da Bosa prendiamo la  litoranea che porta ad Alghero , molto fascinosa anche se con molte curve.

Bibliografia: Spazio libero-Sardegna cultura-Bosa on line-La nuova Sardegna-Sardegna turismo-Monumenti aperti-Comune di Cabras-Area Marinis Sinis

Foto: di B. Roveran

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* ISTANBUL *

IMG_4212 Finalmente !! L’occasione era ghiotta : si effettuava la 34 Maratona di Istanbul IMG_4082Con un gruppo organizzato abbiamo soggiornato a Istanbul dal 9 al 13 Novembre  2012, un tempo meraviglioso. Un viaggio culturale e sportivo per i concorrenti partecipanti alla Maratona. Abbiamo alloggiato presso l’Hotel Royal National.

Istanbul per più di un millennio ha regnato sull’Impero romano d’Oriente, per i cinque secoli successivi è stata la capitale dell’immenso Impero Ottomano. La “” Porta d’ Oriente “” non è più la capitale della Turchia, ma ne rimane comunque la città piu importante e rappresentativa. Nè avrebbe potuto essere altrimenti per questa straordinaria città situata su due continenti: Asia-Europa, a guardia del Bosforo, lo stretto che congiunge il Mar Nero al Mar di Marmara. La riva europea  di Istanbul è a sua volta separata  in due parti dalle acque del Corno d’Oro, braccio del Mar di Marmara da una parte , Eminonu, la Vecchia Istanbul, dove si trovano le celebri moschee, il Palazzo Topkapi, il Gran Bazar; sul lato opposto , Beyoglu: il quartiere moderno. Iniziamo le nostre visite culturali  nel centro storico di Istanbul ed è uno scrigno di tesori:                               * Basilica di  Santa SofiaIMG_4107è il segno che l’Imperatore Giustiniano volle per affermare la grandezza dell’Impero Romano,inaugurata nel 537  con una festa che coinvolse tutta la popolazione. Fu la chiesa più importante della cristianità fino al 1453, quando divenne moschea , poi trasformata in museo nel 1935 da Ataturk.All’interno si può ammirare la bellezza dei mosaici bizantini che rappresentato il Cristo IMG_4139e la Vergine con Gesù.IMG_4140 Il suo meraviglioso interno mostra l’inizio dell’arte bizantinaIMG_4125 che poi si  espanderà in tutto il medio oriente e anche in Italia. Ai lati potete osservare i simboli della religione Islamica. * La Moschea Blu:IMG_4086Il nome di Moschea Blu deriva dal massiccio uso di ceramiche di quel colore usato per rivestire l’interno dell’edificio. Ahmed I insediatosi giovanissimo come sultano (era ancora minorenne) volle un edificio che dimostrasse la potenza e maestria ottomana, nonostante alcune sconfitte militari che avevano segnato il suo ingresso al comando.L’edificio venne costruito con grande sforzo economico, e facendo largo uso di piastrelle di Iznik,le ceramiche più famose dell’impero, e la quantità utilizzata fu talmente elevata che il Sultano fu costretto a ricorrere ad altri produttori, dato che a Iznik la produzione non riusciva a soddisfare l’enorme domanda.IMG_4096 Il Sultano la edificò esattamente dirimpetto a Santa Sofia: una sfida a colpi di minareti, di azzardi architettonici, di decori surreali. * Palazzo di Topkapi IMG_4154.E’ una delle attrazioni più importanti di Istanbul. Questo edificio, ora museo, è stato il centro del potere ottomano, con i vari sultani che hanno abitato qui per oltre 4 secoli, da fine del 15° secolo fino all’inizio del XX secolo. Il palazzo si affaccia all’ingresso del celebre Bosforo, là dove il canale lascia il Mar di Marmara e inizia la sua corsa verso il Mar Nero e dove inizia il magnifico porto naturale del Corno d’Oro. Il Topkapi aveva allora anche una valenza strategica oltre che simbolica, potendo dominare il traffico navale che collegava il Mar Nero al Mediterraneo. La costruzione del palazzo iniziò nel 1466, 13 anni dopo la caduta di Costantinopoli, e fu completata nel 1478, sotto la guida di Mehmet II il Conquistatore. Oggi il Topkapi richiama folle enormi di visitatori, che si accalcano sopratutto per visitare le stanze della tesoreria, ricche di gioielli ed opere d’arte di grande valore.A parte si possono poi visitare gli appartamenti privati del sultano, l’Harem, che consente di poter ammirare un magnifico spaccato della vita dei più grandi condottieri ottomani, che qui hanno vissuto per quasi 450 anni.                                                                                                                                                    * La Cisterna Basilica:IMG_4172risalente all’epoca di Costantino e restaurata da Giustiniano nel 532. Si tratta di un’enorme struttura delle dimensioni di 140×70 metri e le sue ottime condizioni fanno sì che al suo interno ci siano ancora alcuni metri d’acqua. La fornitura d’acqua  proveniva dal Mar Nero attraverso l’acquedotto di Valente. Centinaia di colonne, 336 ,di marmo riciclato dalle rovine elleniche del Bosforo e  sostengono il tetto della cisterna: per questo motivo, acquistò un’immagine di tempio o cattedrale. Risaltano le teste di medusa una rovesciata e l’altra su un fianco IMG_4175portate qui dal Tempio di Apollo a Didyma,che fanno da base alle colonne.IMG_4176 La Cisterna-Basilica si trova vicino alla Basilica di Santa Sofia ed è la più grande delle 60 cisterne che, attraverso un acquedotto portavano acqua alla città di Istanbul. All’interno si può assistere a concerti di musica classica in una atmosfera di luci e suoni. Inoltre, è famosa anche per essere stato lo scenario dove nel 1963 si girò il film di James Bond, Dalla Russia con amore. Oggi è Domenica 11 Novembre si corre la Maratona. Della nostra comitiva molti partecipano, anch’io dovevo fare quella di 11 Km. ma all’ultimo momento ho rinunciato, peccato.IMG_4180Abbiamo comunque presenziato alla corsa da vari punti del tracciato. Oggi Lunedi 12 Novembre giornata dedicata alla visita della Istanbul antica: * Chiesa di San Salvatore  in Choradi massima importanza per i suoi mosaici dorati. IMG_0526Un favoloso ciclo di mosaici e affreschi del XIV sec. decora gli interni della Chiesa di San Salvatore in Chora, cioè “fuori le mura”, cosi chiamata perché edificata nel V secolo all’esterno delle mura erette da Costantino. Dopo la conquista ottomana, nel 1511 la chiesa fu trasformata in moschea. Diventata oggi un museo, la chiesa è considerata uno dei più importanti esempi di architettura bizantina sacra. Conserva i più bei mosaici dell’arte bizantina, tra i pannelli più pregevoli della chiesa, nota anche come Kariye Müzesi (Museo Kariye), spiccano quelli della navata centrale, restaurati tra il 1948 e il 1959 , raffiguranti CristoIMG_0555e l’Assunzione della Vergine.IMG_0581Mentre l’affresco più spettacolare è senz’altro quello del Giudizio Universale IMG_0575che decora il paracclesion, la cappella della chiesa.                                                                                                                                                  * Quartiere Moschea del Sultano Eyup :IMG_4241

Sulle rive del Corno d’Oro, si trova la Eyup Sultan Camii, complesso della moschea dedicata al Sultano Eyut, compagno del profeta Maometto.Il luogo più segreto e sacro di Istanbul. Ciò che risulta più interessante della stessa moschea è l’atmosfera che si respira nel complesso, caratterizzata da un grande fervore popolare, con numerosi negozi di oggetti religiosi. Sulla cima del minareto, anzichè la consueta mezzaluna islamica, ci sono calamaio e matita. Facendo attenzione a rispettare questo luogo sacro, si potrà dare un’occhiata alla vastissima sala di preghiera di questa gigantesca moschea.
*Moschea di Solimano:IMG_4272Semplicità e rigore sono il segreto della bellezza della moschea. Per realizzarla Solimano I volle un architetto contemporaneo a Michelangelo, Mimar Sinan,paragonabile in quanto a maestria ai grandi del nostro Rinascimento. Fu lui a scegliere gli scalpellini armeni e a progettare questo intricato quartiere in miniatura, con l’immenso salone rettangolare coperto da un doppio strato di tappeti.IMG_4268
Il tour culturale da programma è terminato, ci prendiamo il pomeriggio per fare una escursione via mare con un battello.
Dal  Ponte di Galata al Bosforo . Il ponte è il cuore della Istanbul più caratteristica e popolare ed è stato costruito nel 1922 e lo si può riconoscere  per i numerosi pescatori che con le loro canne occupano tutta la lunghezza del ponte.
Qui si trovano i moli per i traghetti che portano nelle varie direzioni : la stazione, il quartiere di Eminonu, il Boforo, le Isole dei Principi dove si trovano le ville suntuose delle imperatrici bizantine,ottomane e della borghesia turca.IMG_4227
Il tour dura circa un paio d’ore e si può ammirare lungo la costa le ville di cui sopra, i castelli, i nuovi hotels, il lungo ponte sospeso IMG_4215
Nel complesso è stata una buona esperienza, la gente è ospitale, sembra serena, si sente un po’ europea.
Arrivederci Istanbul !!!
* Bibliografia: Opuscoli Ente Turismo Turco – Informa giovani – Turchia -Istanbul planet -Turista info- *
* foto di B.Roveran*
IMG_8771Si parte, anzi partiamo per visitare i Parchi Nazionali negli  U.S.A.  dopo che Dec ha studiato a tavolino  nei minimi particolari il Tour ( aerei- motel- noleggio auto- tempi delle varie tappe).

Siamo Angela, Carla, Paola, Dec, Domenico e Ben. 3 OTTOBRE  2012,  volo British A.  Milano/London/Denver  (Colorado) in aeroporto prendiamo possesso del DODGE prenotato ,che ci accompagnerà per tutto il viaggio. Pernottiamo al ” Baymont Inn” vicino all’aeroporto. Non visitiamo Denver , è il centro economico del Colorado non ha interesse artistico, sorge ad EST  delle Montagne Rocciose ( Rocky Mountains)Prendiamo la way n.6 con direzione MOAB attraversando le Montagne Rocciose e dopo 500 km. arriviamo all’Arches National Park imagesnello stato dello Utah, con un temporale, fortunatamente di breve durata,  che ci da il benvenuto. Ci troviamo nel più grande parco di archi naturali unici al mondo. IMG_0562 Mentre percorriamo un deserto arido di colore ocra, formazioni sabbiose e poi si apre la vista di vette,  guglie, rocce in bilico e infine gli archi. Sono da poco passate le sei del pomeriggio ed il sole sta tramontando dietro le rocce ; è emozionante vedere i raggi del sole attraverso gli archi naturali e le ombre delle torri.IMG_0520 Il tragitto in macchina è interessante :si sfila lungo il Balance Rock, ,il Delicate Arch le Windows,il Landscape Arch Gli  archi, circa 200,  e le rocce sono in pietra arenaria. Pernottiamo a Moab, una piccola cittadina rurale, ma molto chic per i turisti.                       Oggi è il 5 Ottobre è una bellissima giornata, siamo ben temprati e  visitiamo il Dead Horse Point*Il grande salto* IMG_7900 IMG_7893E’ uno dei parchi nazionali  più spettacolari dello UTAH. La vista è una delle vedute panoramiche più fotografate.                                                 Dominando da 800 metri sopra il fiume Colorado,si ammira un panorama mozzafiato lungo la balconata- stratificazioni scolpite durante milioni di anni di attività geologica. Il colore verdastro del Colorado e il marrone rossastro delle rocce compongono un paesaggio magnifico.                                   La leggenda del Dead Horse Point ( punto del cavallo morto) risale alla fine dell’800 e si racconta che i Cow Boy usavano il punto estremo come recinto per i cavalli attorniato da cespugli e rami. IMG_7885 Per una ragione che non conosciamo lasciarono i cavalli senza acqua.Questi morirono di sete con negli occhi la vista del fiume Colorado che scorreva pieno di acqua. La visita al parco dura tutta la mattinata.                                                                                                                                                  IMG_7963 Il  pomeriggio dopo una pausa culinaria visitiamo il Canyolands National Park , IMG_7901è il più grande e selvaggio parco dell’Utah.Quando si visitano i parchi sembra di entrare in una boutique di bellezze naturali, tenuti bene, silenziosi, sempre puliti.                                                                                                                                                                                                                                                                Il Canyon è sormontato da rocce bianche che si gettano nel fiume.C’è da stupirsi a vedere : archi, ponti,guglie , pinnacoli e il fotografo resta senza fiato nel cercare di rubare alla natura delle immagini da portare a casa IMG_7927per farle vedere agli amici. Ricordarsi sempre di avere abbastanza scorta di benzina, cibo e acqua prima di lasciare Moab.                                              Dopo la visita dei due parchi decidiamo di fermarci a Monticello per la cena ed il pernottamento.                                                                                                   Il mattino –6 ottobre – si visita  Mesa Verde National Park800px-Mesa_Verde_National_Park_entranceRitorniamo nello Stato del Colorado. La Mesa Verde ,la  cosiddetta ” isola nel cielo ” , un altipiano ricoperto di lava  a 3300 mt. s/m . Mesa Verde National Park è patrimonio mondiale dell’UNESCO. Il mondo perduto degli Ancestral Puebloans è stato  un popolo  vissuto qui per 700 anni , dal 600 d.c. al 1300 d.c..per poi trasferirsi in Arizona e New Mexico.                                                                                                                              Gli antichi abitanti presero dimora lungo la falesia costruendo il Cliff PalaceIMG_8044 composto da circa 200 vani, molti dei quali collegati fra loro da lunghi corridoi e da scale di legno, un agglomerato composto da sale cerimoniali : Kivas IMG_8025 Visitiamo il Balcony House e il Cliff Palace che sembra una bomboniera. Siamo accompagnati da ranger col cappello a tese larghe.Il sito fu scoperto per caso da due cowboy che stavano cercando il loro bestiame e nel 1906 il Congresso istituì il Mesa Verde National Park. La visita è stata molto interessante .                                                                                                                                   Prendiamo la way 160 fino a Four Corners National Monument,images

qui potrete mettere un piede in Arizona, l’altro in New Mexico, una mano nello Utah e l’altra nel Coloradoimages ed è il solo posto  degli U.S.A. in cui si toccano i confini di quattro stati.Non entriamo nel piccolo recinto ,non ne vale la pena.                              Prendiamo la 191 e lungo il percorso sostiamo a Round Rock

IMG_8114per scattare delle foto di questo deserto.Raggiungiamo Chinle  un piccolo paese  per pernottamento che  troviamo presso il Best Western  mentre scegliamo il Thunderbird Lodge per una ottima cena e prenotare per l’indomani la visita privata con Jeep al Chenyon de Chelly.IMG_8125Ci troviamo in Arizona.                                                                                                                                                                                                                                        Oggi è il 7 ottobre. Prendiamo la Jeep con guida che ci accompagnerà dentro al Canyon de Chelly, ci troviamo a 1600 mt. s/m in territorio Navajo. I Navajo non era un popolo guerriero ma vivevano principalmente di agricoltura ed allevamento del bestiame.                                                                                                                                                                                                                                          Il Canyon di Chelly è  lungo 45 km. ed è a forma di Y e  si divide in due rami, noi percorreremo quello di sinistra che ci porterà a vedere alcune rovine di villaggi Anazazi del 750 d.c.  e chiamati “Pueblo”.   IMG_8148                                                                                                                                                                         Il tragitto è tutto un susseguirsi di pittogrammi antichi e di abitazioni in muratura  addossate alle pareti di roccia.IMG_8169 Il tour è veramente emozionante quando entri in un vero canyon , caratterizzato da alte rocce a picco e tondeggianti, ottime  da scalare. Il colore intenso di arancione è mitigato dal verde degli alberi , dai prati e dal cielo azzurro.                                                                                                           Incontriamo un piccolo mercatino ed un musicista di flauto ” Travis Terry” . La visita dura circa 5 ore. Riprendiamo il nostro Dodge , da Chinle si prosegue per la 191 a Many Farms volutamente imbocchiamo la 59 per Kayenta quindi la 163 e all’altezza di Mexican Hat ci troviamo difronte allo scenario dei magnifici altipiani e alture della Monument Valleymonument-valley-2_1wz5u.T560che sono stati immortalati da due film western di John Ford : Ombre rosse e La conquista del West.IMG_8279 Ci troviamo in pieno territorio Navajo. La pianura è cosparsa da una serie di guglie dette BUTT (quando sono più alte che larghe) o MESAS ( quando sono più larghe che alte).IMG_8307 Queste strutture naturali sono formate da rocce e sabbia dal colore rossastro con la sommità piatta. Domenico si mette alla guida del nostro Dodge per visitare il Navajo Tribal Park, la strada è sterrata in discesa e molto dissestata e  le nostre compagne non sono molto entusiaste  , ma finalmente la strada diventa piana ma molto  polverosa in quanto il traffico degli autoveicoli scoperti del Visitor Center che portano i turisti sballottati ed impolverati  è molto intenso, uno dietro l’altro.                                                                                                                                                                                                                          Il percorso è molto interessante , ci si addentra tra le varie conformazioni delle rocce che cambiano di colore a seconda delle ore del giorno. Si vedono: l’ Elephant-tre suoreDSC02870.sized-camel-John Ford’s Point-il dito indice dx e sx, è uno scenario meraviglioso e basta!                                                                                                          Ritorniamo sui nostri passi, è già pomeriggio alto e riprendiamo il nostro Dodge in cerca di un Hotel per riposarci dopo una intensa giornata: non siamo poi tanto giovincelli, qualcuno passa la settantina! Ci fermiamo a Bluff. Troviamo un Hotel e per cena un buon filetto di carne di manzo, ottimo con un buon vino californiano.                                                                                                                                                                                                                           Oggi è l’8 Ottobre la tabella di marcia per ora è stata osservata, stiamo tutti bene dopo una bella dormita  possiamo riprendere il nostro viaggio puntando  sulla n.95 che ci porterà al Capitol Reef Park ma lungo il percorso visiteremo i Natural Bridges -Glen Canyon- il Lake Powell-Colorado River questi luoghi non erano in programma. Ci troviamo ancora nello Utah.                                                                                                                                                                                                                                       I Natural Bridges National MonumentIMG_8355 si trovano nello Utah in una regione remota e lontana dagli altri parchi  e le principali attrattive  sono tre magnifici ponti naturali Kachina BridgeIMG_8335 è un massiccio ponte ed è considerato il più giovane dei tre a causa dello spessore del suo arco. La piccola dimensione della sua apertura  e l’orientamento rendono difficile  riuscire a vederlo dal belvedere. Sipapu BridgeNatural bridges National Monumentè il secondo ponte naturale  più grande del mondo .Nella mitologia Hopi , un sipapu è un ingresso dal quale passerebbero le anime per dirigersi verso il mondo dello spirito. Owahcomo Bridge IMG_8349significa  ” cumulo di roccia” lungo 55 mt. e alto quasi 30 ed ha uno spessore di soli 3 metri. La delicata forma del ponte suggerisce che è stato eroso più velocemente degli altri ponti.I ponti naturali sono stati scavati dall’acqua del fiume, createsi circa 240 milioni di anni fa,alla fine dell’era Paleozoica. Proseguiamo sulla 95 e 276 per arrivare al Glen Canyon NationalIMG_8363 IMG_8361in riva alle limpide acque del Lake Povell.Questa massa di acqua, che occupa una regione chiamata Glen Canyon, è meglio conosciuta  col nome di Lake Powelldove il Colorado diventa un grande lago, che è sinonimo di pesca, di svago, di vela, di escursioni a piedi e con le Jeep. IMG_8388Il lago è circondato da catene di montagne di rocce rosse , di territori remoti un tempo abitati da popolazioni indiane. Finalmente arriviamo al Capitol Reef National ParkIMG_8445 le rocce di colore rosso si erigono  da nord a sud per un centinaio di Km.e dorsali sormontate da formazioni biancastre a forma di cupola* Capitol Dome*IMG_8438 nonchè ammirare  iscrizioni rupestri indiane.    IMG_8442                                                                                                                                                                                                                                                                        Verso la fine del 19° secolo  i pionieri mormoni vivevano miseramente nel paese di Fruita così chiamata  perchè il loro mezzo di sostentamento era la coltura della frutta.Ancora oggi i frutteti  producono frutti deliziosi .La vegetazione è molto rigogliosa, il verde è mischiato con le foglie autunnali IMG_8468e da un senso di serenità. La giornata è quasi finita e prevediamo di fermarci a Escalante per la cena ed il pernottamento.Troviamo un buon motel ” Prospector Inn” ed anche un ottimo ristorante con il solito filetto di carne.Escalante è un tranquillo villaggio conta 850 abitanti.                                        E’ il 9 Ottobre, tutto bene! Visitiamo il Bryce Canyon National Park,IMG_8507IMG_8534 non è lontano la 59 e la 12 .La visita di Bryce Canyon è avvincente.A prima vista sembra di averlo già visto, si! Ma  solo nei depliants. Quando ci si trova nella pineta sul vicino altopiano, non si può immaginare il panorama meraviglioso che ci aspetta al di la di quei pini. Infatti, a mano a mano che ci si avvicina al margine del canyon, si vede sorgere dal suolo enormi anfiteatri di guglie intricatamente scolpite nella roccia. In un attimo , i colori vivaci del parco appariranno in tutto il loro splendore.IMG_8555Una serie di strati di roccia che formano una sorta di una  lunga  scalinata di 40 Km.Il parco si trova tra i 2400 e i 2800 metri  e una strada lunga 30 km. percorre la sommità del parco  e  che noi facciamo in macchina con soste nei punti più panoramici. Un meraviglioso insieme di pinnacoli, picchi, guglie,ponti,IMG_8598 rupi e crepe.Il gioco della luce, durante il giorno, non solo ne cambiano il colore, ma ne mutano pure la forma.Il cielo, quando il tempo è bello, è di un blu profondo e fa risaltare i colori dei pinnacoli.Il canyon è in realtà un profondo anfiteatro eroso da fenomeni atmosferici. E’ opportuno non andare senza una scorta di acqua, crema solare e scarpe adatte per camminare.IMG_8602 La visita è terminata , uno spuntino al sacco e via per Zion per la 89 . Dovevamo fare una deviazione per Coral Pink Sand Dunes, ma abbiamo preferito proseguire in quanto era tardi e dovevamo trovare il Motel.Troviamo un buon motel e  come sempre ci interessa un buon ristorante per mangiare bene. Oggi è il 10 Ottobre. Cenato e dormito bene!  In mattinata visitiamo lo Zion National ParkIMG_8638la sua bassa altitudine ( 1000 s/m )e il suolo relativamente pianeggiante, consente l’esplorazione dello Zion Park a piedi. Dal centro di Zion si prende l’autobus che ci porta fino all’entrata del parco. A piedi si entra nel parco creato da milioni di anni di evoluzione geologica ed è caratterizzato da enormi lastre verticali di sabbia rocciosa che si innalza per oltre 350 mt.,IMG_8643 rocce bianche, rosa, rosse,un canyon formato dal fiume Virgin. Lungo il percorso senti il canto degli uccelli, il rumore del fiume,lo scroscio delle cascate,  incontrare gli scoiattoli,IMG_8696il falco pellegrino, una lussureggiante vegetazione di pioppi, sambuchi, salici, il tutto delimitato dalle imponenti pareti di roccia. Il pomeriggio riprendiamo il Dodge per l’ultima tappa dei parchi. Ci immettiamo sulla By Way 89passiamo per Kanabe la cascata della diga del Canyon River,Page e a Cameron si prende la 64 per arrivare  a Tusayan, siamo in Arizona.Pernottiamo e ceniamo al Canyon Plaza Resort per due giorni.         Oggi è l’ 11 Ottobre , visitiamo l’ultimo parco del nostro programma e si tratta del Grand Canyon National Park,IMG_8747 ed è un regalo tramandato dalle passate generazioni e un dono che trascende noi stessi.La sua bellezza ed estensione ci lascia senza parole.La sua eternità è niente in confronto con la nostra breve esistenza.Osserviamoil gioco di luci e ombre  che cambia continuamente anche se oggi il tempo si è arrabbiato, il cielo è un po’ nuvoloso, ma ogni tanto il sole esce dalle nuvole, mentre i corvi si innalzano sopra il bordo del canyon.Noi visitiamo il South Rima che si trova a 2300 mt. al di sopra del livello del mare. Questo filmato vi farà vedere la grandiosità del parco. Il fiume Colorado, dal quale  è stato scolpito il Grand Canyon ,scorre a 1500 metri al di sotto del South Rim. A causa della profondità del Grand Canyon , il Colorado è visibile soltando da pochi punti  di osservazione: IMG_8779Lipan Point,Powell Point,Hopi Point dove assistiamo ad un matrimonio.IMG_8807Il National Park ha messo a disposizione delle navette gratuite che si fermano nei vari punti di osservazione. Gli strati rocciosi  del Grand Canyon possono essere classificati da moderatamente giovani ad antichi.La roccia calcarea di copertura dei bordi dei canyon si è formata 270 milioni di anni fa.Le rocce più antiche risalgono a 1850 di anni fa. Spesso descritto come la maggior vetrina  geologica della Terra, l’insieme delle sue dimensioni, una fusione di profondità , larghezza e lunghezza, che rende il Grand Canyon un luogo assolutamente unico.IMG_8825 La nostra avventura per la visita dei parchi finisce, è stata una bella esperienza.Grazie a Domenico, Dec, Angela che hanno guidato per 3500 km., grazie a Carla e Paola per la cassa comune, grazie a Ben che ha fotografatoqueste meraviglie.Rientriamo a Tusayan dopo una giornata molto intensa. Domani proseguiremo per Las Vegas per lasciare il nostro Dodge, una sosta in questa città, che nel giro di 90 anni , ha trasformato il deserto nella ” fabulous ” Las Vegas.IMG_9013Non siamo venuti per giocare i nostri averi, ma solo per una curiosità e per prendere l’aereo per San Francisco. E’ il fine settimana e famiglie intere arrivano nei vari hotel a buon prezzo per giocare.Noi alloggiamo al LVH-Las Vegas Hotel per 74 € a notte.                                                                                                                                                                        Oggi è il 13 Ottobre, prendiamo il volo per San Francisco .Un tramonto affascinante ci accoglie.IMG_9221 Ci fermiamo quattro giorni. La città di San Francisco è abbastanza piccola  rispetto ad altre mega metroli americane. Le strade sono pependicolari e i punti interessanti della città sono facilmente raggiungibili  a piedi  o con i numerosi mezzi pubblici. Il clima è temperato in quanto il mare che la circonda esercita un fattore moderatore sul clima. Il panorama che ti si presenta in cima alle strade è spettacolare: la baia attraversata da ponti lunghissimi è unica. E’ la città più amata degli Stati Uniti, cosmopolita, vaste zone verdi, caotica in alcune zone, tranquilla in altre. Il mitico CABLE CARIMG_9298 -tram a fune è un monumento nazionale tipico di San Francisco e nato per risolvere le difficoltà delle alte pendenze delle strade della città                         E’ un ingegnoso sistema di trasporto di tram trainati da una fune sotterranea ideato da un ingegnere olandase nel 1873. Un cavo sotterraneo gira in continuazione a 15 km orari e il conducente si aggrappa al cavo tramite un’asta che stacca quando aziona i freni. Il Cable Car è usato dai residenti come mezzo di trasporto pubblico, è anche un mezzo comodo per i turisti per percorrere le ripide strade e godersi delle belle viste della città. Delle numerose linee che esistevano , ne rimangono solo tre: Powell-Hide, Powell-Mason Street e California Street.  San Francisco normalmente si gira a piedi , con il Cable Car o con i tram donati da molte città del mondo dopo il terremoto del 1989, tra i quali il tram giallo della città di Milano. img_1936 e quello di Birminghan img_1812 Il GOLDEN GATE BRIDGE, IMG_9187con il suo colore arancione è il simbolo  di San Francisco.Progettato dall’ingegnere Joseph Strauss è considerato un capolavoro di ingegneria, fu completato nel 1937 dopo quattro anni di duro lavoro. Il ponte collega la città di San Francisco con Sausalito. Quando venne costruito era il ponte sospeso più lungo del mondo ,lungo 2710 mt. alto 225 mt.costruito nel 1937.  L’isola rocciosa che emerge al largo della Baia di San Francisco :  Alcatraz , in spagnolo” pellicano”, fu sviluppata come fortezza militare e dopo l’epoca del proibizionislo, nel 1934, il carcere militare fu trasformato in penitenziario federale. Fra  il 1934 e il 1963, quando venne definitavamente chiuso, vi furono  incarcerati alcuni dei crminali più pericolosi d’America, fra i quali Al Capone. Oggi è accessibile  solamente con i battelli della Alcatraz Cruise e che partono dal Pier 33.

img_1965 A piedi si arriva al SoMa ( South of Market), il quartiere finanziario e un affollato centro turistico. Il Financial District , presenta un interesse puramente archettetonico; il grattacielo della Bank of America alto 228 mt. segnò l’inizio di una nuova era che avrebbe cambiato la fisonomia di San Francisco: Transamerica Pyramid mt.256 è, per il momento , il più alto edificio, la Torre cilindrica. img_1796                                                                                                          MISSION DOLORES  una delle zone più vecchie di San Francisco ,è un quartiere di lingua spagnola, vi si trova la Chiesa di San Francesco IMG_9223con le torri nello stile  del rinascimento spagnolo.Interessanti le centinaia di murales IMG_9286che raccontano la storia dei lavoratorie l’indipendenza dell’America centrale.                                                                                                                                                                                                                 Il quartiere più variopinto ed affollato di San Francisco è certamente il CHINATOWN ,IMG_9182 è la più grande città cinese fuori dai confini asiatici. La strada principale è Grant Avenue e considerata la strada più vecchia della città. Gli edifici, con i loro tetti a pagoda, così come i lampioni e le cabine telefoniche, hanno un aspetto orientale e le strade  e i vicoletti portano le segnalazioni in cinese e inglese. I negozi che si affacciano su Grant Avenue  sfoggiano un vasto assortimento di cianfrusaglie cinesi, preziosi vasi antichi,gioielli di giada. La parallela strada  Sockkton Street ,offre una immagine più autentica della vita cinese.Qui, fra i negozi di pesce,di frutta e verdura e le rosticcerie con le anatre laccate esposte in vetrina, si può vedere un incessante brulichio di donne che fanno la spesa, anziani che leggono giornali cinesi e numerosi sono i ristoranti dove si possono  gustare i piatti regionali della cucina cinese. Situata nel pieno centro , Chinatown offre una piacevole passeggiata senza alcun pericolo sia di giorno che di sera.

San Francisco è una città con quartieri eleganti quali il Russian Hill e Nob Hill . Il punto più famoso è  Lombard Street, IMG_9201chiamata “” la strada più tortuosa del mondo”” Fino al  1922,questo tratto era una delle strade più ripide della città con una pendenza del 27%. Per facilitarne  la percorribilità vennero costruiti gli otto tornanti che, assieme alle aiuole di ortensie, hanno dato alla Lombard Street il suo carattere inconfondibile.
Il Fisherman’s Wharf era il luogo di ritrovo dei pescatori di ritorno dalla pesca, ora diventato un centro commerciale denominato-il Pier 39. Il molo ristruturato ospita ristoranti, negozi di souvenir,una giostra veneziana per i bambini .Un branco di leoni marini inIMG_9157 posa per la rituale fotografia.
Assistiamo ad una funzione religiosa, IMG_9099con musica Gospel presso una comunità cristiana.
Visitiamo Alamo Square è un piccolo parco circondato da bellissime antiche case vittoriane. Le “sette sorelle “IMG_9380 sono sette graziose case vittoriane costruite alla fine del 1800, tipici esempi  delle famose ” painted  ladies “ovvero  ” donne dipinte ” Nelle vicinanze si trova l’elegante e moderna cattedrale cattolica  di St: Mary’sè IMG_9333il progetto di un gruppo di architetti locali e di Pierluigi Nervi. I portali in bronzo sono e le sculture  all’interno e le vetrate sono opere di Enrico Manfrini.
E’ tempo di ritornare. Arrivederci America!
Dec e Angela si fermano a San Francisco a casa di Patrick e Lia con i nipotini .
* Bibliografia: Guida EDT-Travel sulla strada- Depliants locali in inglese-Guida San Francisco Chaperon
* Foto : Benito Roveran
* PER VISUALIZZARE LE FOTO CLICCA QUI -POI SUI TRE … PUNTINI QUINDI  SU ” VISUALIZZA SLIDESHOW “

*CRACOVIA*

Cracovia non la conoscevo ed  avevo il desiderio di visitare questa città, l’occasione è arrivata quando alcuni amici mi invitarono a partecipare alla maratona di primavera tra le strade della città.

Era il 24 Aprile 2010 , ci prepariamo per la maratona con una lunga camminata per recuperare il materiale della corsa. Il mattino del 25 Aprile si parte, per me abbastanza emozionante, è la prima volta per una maratona.

. Marcio non corro , molti mi passano, ma resisto fino ai 15 km, poi mi ritiro è più che sufficiente per la mia età ( 74 anni).

Dopo la mia maratonina con gli amici abbiamo iniziato con la visita di Cracovia.

E’ stata la capitale della Polonia fino al XVI secolo, poi è stata trasferita a Varsavia.

Il centro storico medievale è stato dichiarato dall’UNESCO : Patrimonio dell’Umanità, ed è uscita indenne dalla seconda guerra mondiale, una città effervescente per cultura, per l’architettura gotica , barocca e rinascimentale.

Gli ex quartieri ebraici non dimenticano il passato tormentoso della polizia tedesca, ora le sinagoghe ospitano centri culturali, librerie e sale di incontri culturali.

Nella piazza principale Rynek Glowny sorge la Chiesa della Santa Maria “Kosciol Mariacki “ e la sua costruzione risale  al XIV secolo e incorniciata da due torri e in stile gotico .Dalla torre più alta un trombettista allo scoccare dell’ora suona  una melodia ammagliante :

    l’hejnal , una triste melodia di cinque note vecchia quanto la chiesa .Viene suonata quattro volte da ciascuna delle quattro finestre una per ogni punto cardinale e la melodia si arresta improvvisamente senza arrivare alla fine.La tradizione dice che il   trombettiere sia  stato colpito alla gola da una freccia dei tartari mentre era di guardia per  dare l’allarme.

L’interno è splendido,finemente decorato e  la vera attrazione è l’enorme crocifisso in pietra  e il maestoso altare polittico in legno di tiglio  scolpito da  Weit Stoss i riquadri esterni pieghevoli  riportano scene della Sacra Famiglia. Poco prima di mezzogiorno l’altare viene spalancato e dai pannelli interni si ammirano:l’Annunciazione,la Natività, l’Adorazione dei Magi, la Resurrezione, l’Ascensione e la Pentecoste.

Nella piazza si trovano una piccola chiesa a cupola risalente al X secolo ,San Adalberto e in un angolo della piazza una testa di bronzo  che rappresenta Eros bendato ed è luogo di appuntamento per i giovani e non più giovani ed i bambini amano entrarci dentro per farsi vedere dalle fessure degli occhi.Nel centro della Piazza del Mercato è situato il Palazzo del Tessuto, un edificio eccezionale con portici neo-gotici.Sui muri interni si trovano stemmi dei commercianti , delle corporazioni e delle città polacche.Ora ospita un mercato per turisti un po’ kitsch, mentre al I° piano si trova la Pinacoteca Polacca del XIX secolo. Al centro la Torre del Municipio del XV secolo.

Esplorare Cracovia a piedi è molto suggestivo lungo le strade in pietra scopri bellissimi palazzi , negozi , musei tra i quali il Museo Czartorysky con l’0pera di Leonardo da Vinci : Dama con l’ermellino è il ritratto di Cecilia Galleani, moglie di Ludovico Sforza,Signore di Milano. Il Collegium Maius l’edificio più antico di Cracovia,dove studiò Niccolò Copernico , nel cortile si può ammirare l’orologio e proseguendo si trova la Chiesa di San Francesco per ammirare le vetrate in stile liberty. Proseguendo si arriva ai piedi della Collina di Wawel, su cui sorgono importanti edifici storici ancora intatti.

Qui, per oltre cinque secoli, vissero e governarono i regnanti della Polonia. Si arriva fino in cima per visitare il Palazzo Reale e la Cattedrale e lungo il percorso si guarda il magnifico panorama sul fiume Vistola. Il castello è circondato da mura ed è stata la dimora della casa reale. Fu progettata da due giovani architetti italiani:Bartolomeo Berreci e Francesco Fiorentino. All’interno si trovano :le Sale di Stato con soffitti stuccati, tappezzerie fiamminghe del XVI secolo. All’interno delle mura  del castello,la Cattedrale  è, fra le chiese polacche, la più importante. Sorta nel 1364, qui sono sepolti 45 re polacchi, ma la più suggestiva  è quella di Re Zygmunt in stile rinascimentale, coronata da una cupola dorata, inoltre la cappella della regina Zofia è altrettanto interessante  per le sue vetrate.

Salendo i 70 gradini in legno della stretta e buia Torre di Sigismondo si ammira la grande Campana  del 1520 , due metri di altezza e 11 tonnellate di peso. Uno sguardo a 360 gradi si può ammirare dall’alto la città.

Cracovia è la città dalle 100 chiese, impossibile visitarle tutte.Passeggiando si entra nel ghetto ebraico di Plac  Zgody, da qui cominciò il cammino di migliaia di Ebrei destinati ai campi di sterminio. Oggi ospita un monumento che consiste  in 70 sedie che rappresentano gli oggetti abbandonati dai deportati.

Non lontano da Cracovia  a soli 15 km. si trova la Miniera di sale di Wieliczka , dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Si tratta di un gigantesco complesso di pozzi, camere , saloni e gallerie con sculture  e bassorilievi, il tutto scolpito nel sale. I primi depositi di sale furono scoperti nell’XI secolo.                                                                                                                Si scende con un ascensore fino a 140 metri e si prosegue attraverso una serie di camere scavate nel sale di color grigio-verde e decorate dagli stessi minatori. La visita inizia  nella Sala Nicolò Copernico, la Cappella di S.Antonio in stile barocco è scavata dentro un blocco di sale verde ed è ornata con statuette di Santi.Subito a destra è situata la “Sala Janowice” e la Cappella di Santa Cunegonda.  Da qui si scende nella grande sala, la più stupefacente della miniera.Questo posto, che è una vera Chiesa, è eccezionale non solo per le sue dimensioni, ma anche per le numerose sculture e bassorilievi fatti di sale.L’altare è fatto di sale, scene bibliche sono scolpite nelle pareti tutto intorno.I lampadari, stile Murano, sono di sale .

C’è un lago salato.

Si passa attraverso la Sala Witold Budryk ove è stato ricavato un ristorante:

A livello più basso si trova il museo che illustra la dura vita dei minatori. Da qui  un veloce ascensore  ci porterà a rivedere la luce. La visita guidata dura circa 3 ore e si percorre circa 3 km.E’ stata una incredibile esperienza. La temperatura all’interno della miniera è di 15° gradi, è meglio avere un maglioncino.

L’ultimo giorno lo dedichiamo alla visita dei campi di  Auschwitz e Birchenau che distano da Cracovia 45 km. Nel 1940 i tedeschi, nel piccolo paese di Oswiecim, costruirono due campi di concentramento che in seguito diventarono due campi di sterminio, chiamati in lingua tedesca” Auschwitz-Birchenau” e furono adibiti  alla reclusione degli Ebrei, degli Zingari e dei prigionieri politici polacchi.Secondo le stime qui morirono 1.500.000 persone. I due campi possono essere visitati anche individualmente e c’è la possibilità di avere una guida che parla italiano la quale ti trasmette quei momenti di inferno.Si attraversa il famigerato cancello coronato dalla scritta ” Arbeit Macht Frei “ ( il lavoro rende liberi ).
I due campi di sterminio furono liberati dalle truppe sovietiche il 27 Gennaio 1945.                                                                                                                                                                                                                   Attraverso i video qui di seguito e le foto potrete vedere e constatare quanto l’uomo è malvagio.

http://www.youtube.com/watch?v=AMvd6X-X9rQ

Il nostro viaggio termina con la visita al Monastero di Jasna Gora , meta di pellegrinaggi più rinomata per vedere la icona della Madonna Nera che da sei secoli è oggetto di grande venerazione.

*Bibliografia:Polonia-Ed.Vallarso*Cracovia-Lonely  Planet*

*Foto:Roveran Benito*

* PER VEDERE LE FOTO CLICCA QUI POI SULLA PRIMA FOTO E SUI TRE PUNTINI A DESTRA-QUINDI SU”VISUALIZZA SLIDESHOW*

*Autoritratto di Camille Corot-Louvre-Paris*
*J.Baptiste Camille Corot-Galleria degli Uffizi-Firenze*
*Monaco con violoncello-Kunsthalle-Hamburg
*Il ponte di Mantes-Louvre-Paris*
*Porto di La Rochelle-Yale University*
*Effetto notte-Museo delle Belle Arti-Reims*
*Orfeo e Euridice-Huston-Museum Fine Arts*
*Idilio-Museo delle Belle Arti-Lille*
*La chies di Marissel-Louvre-Paris*
*L’odalisca romana-Petit Palais-Paris*
*L’atelier-Museo Belle Arti-Lyon*
*Macbeth e le streghe-Wallace Collection-London*
*Campagna romana-Kunsthaus-Zurich*
*La Charette-Museo d’Orsay-Paris*
*Bagno di Diana-Museo Belle Arti di Bordeaux*
*Democrito e gli Abderiti-Museo Belle Arti-Nantes
*Omero e i pastori-Museo di Saint-Lo*
*Il Colosseo attraverso gli archi della Basilica di Costantino-Louvre-Paris*
*Narni-Fiume Nera-Ottawa/Canada*
*Narni-Ponte du Auguato-Louvre-Paris*
*Volterra-Louvre-Paris*
*Firenze vista dai giardini di Boboli-Louvre-Paris*
*Colosseo-Louvre-Paris*
*Villa d’Este-Tivoli-Louvre,Paris*
*Ville d’Avray-Contadina sulle rive del lago-National Gallery-Washington*
*San Girolamo-Ville d’Avray*
*Il guado:Paride ed Enone-Louvre-Paris*
*Stagno di Ville d’Agny-Museo di Tessè-Le Mans*
*Rocce a Fontainebleau-Museo  Neuchatel*
*Ville d’Avray-National Gallery-Edimburg*
*Dintorni di Beauvais-Louvre-Paris*
*Ischia-Louvre-Paris*
*Le cascate di Tivoli-Louvre-Paris*
*Castel Sant’Angelo-il Tevere-Roma-Louvre-Paris*
*Cascata delle Marmore-Terni-Collezione BNL-Paribas-Roma*
*Campagna Romana-Louvre-Paris*
*Mantes-La Cattedrale-Ville de Reims*
*Castel Sant’Angelo e San Pietro*San Francisco-California Palace*
*Venezia-La piazzetta*Louvre-Paris*
*Notre Dame dal ponte Saint Michel*Musèe l’Oise -Beauvais*
*Giovane italiano*La Ville de Reims*
*Vasca Accademia di Francia-Villa Medici-Roma-Villee de Reims*
*Trinità dei Monti-Roma-Louvre-Paris*
*La strada di Sin le Noble*Louvre-Paris*
*Colpo di vento*Ville de Reims*
*Maddalena che legge*Louvre-Paris*
*Monaco bianco*Louvre,Paris*
*La musa di Virgilio*Louvre,Paris*
*Giovane donna in costume greco*Louvre-Paris*
*Ricordo di Mortefontaine*Louvre,Paris*
  *Lago, effetto di notte* Musèe de la Ville*
*Parigi incendiata*Paris-Musèe Carnavalet*
*Veduta della città di Saint-Lo*Parigi.Musèe du Louvre*

*** Jean Baptiste Camille Corot nasce a Parigi nel 1976 da una famiglia facoltosa che commercia

in tessuti e dopo gli studi  intraprende il lavoro nell’azienda del padre.

Non era il suo ambiente. Amava la pittura e va a scuola di disegno e pittura . In seguito si trasferisce

a Ville  d’Avray dove il padre gli ha acquistato una casa e ne fa un laboratorio di pittura.

Viaggia molto in Europa e in Italia e con il suo pennello fotografa i vari paesaggi e personaggi.

Le sue opere sono esposte in vari musei sparsi per il mondo e grazie ai miei viaggi ho potuto ammirare

i suoi quadri che potete vedere in questo servizio.***