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Archive for the ‘MESSICO’ Category

Noi i soliti quattro ( Nadia-Carla-Marco-Benito ) abbiamo scelto per il nostro

viaggio itinerante di visitare il Messico degli Aztechi e dei Maya.

Il viaggio è stato studiato ed organizzato da Marco ,con l’assistenza di Fabio della Privilege Travel.
Partiamo per Mexico City via Francoforte con la Lufthansa, un volo ottimo, non un minuto di ritardo, ma abbiamo perso molto tempo per le formalità di entrata. Ci aspettava Noè, la nostra guida.

Una ottima doccia all’Hotel Casa Blanca per poi affrontare la caotica Ciudad de Mèxico-Città del Messico– con i suoi 23 milioni di abitanti a 2400 mt di altitudine e costruita su una palude , circondata da vulcani, ed è coperta da una cappa di smog e gli edifici tendono a sprofondare a causa della terra imbevuta d’acqua. Tuttavia è vivace,frenetica,avvincente,fantastica e coinvolgente. Per poterla gustare e viverla sono necessari quattro-cinque giorni, ciò che faremo.

In giro per la città visitiamo :

Lo Zòcalo è il cuore spirituale e politico ed il nome ufficiale è Plaza de la Costituciòn e vi si trova:

 la Catedral Metropolitana del 1573 in stile barocco e come molti edifici sta affondando nel morbido letto di fango.

Palacio Nacional – all’interno salendo le scale dell’atrio centrale si ammira il capolavoro di Diego Rivera – il murales intitolato : Il Messico attraverso i secoli.Una panoramica della storia dal periodo preispanico,all’indipendenza,attraverso le guerre , invasioni,oppressioni, lotta di classe, l’invasione spagnola, la rivoluzione messicana. La tecnica di Rivera è l’affresco.

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Non manca la visita al Museo Nacional de Antropologia : è un’opera d’arte solo la costruzione. Ti accoglie una struttura a forma di fungo di cemento e ferro che misura 4000 mq. , sostenuta da una colonna creata dall’architetto Josè Ciavez Morado.

Il museo, con i suoi reperti, racconta la storia millenaria del Messico : dall’antropologia alla preistoria mesoamericana,gli Aztechi, i Maya.

Oltre ai moltissimi reperti interessante è il Calendario Azteco, una pietra circolare di circa 24 tonnellate.

Un po’ fuori città visitiamo il Santuario della Madonna di Guadalupe, patrona del Messico, il più visitato del paese.

Fu qui che la Vergine apparve a Juan Diego ed impresse la sua immagine sul mantello di Diego nel 1531. E’ una enorme struttura di stile barocco. Nel 1976 è stata costruita a fianco una nuova basilica.

TEOTIHUACAN : il sito più interessante del periodo aztecho , ci accoglie una cittadella fortificata e una immensa piazza dominata dal Tempio de Quetzalcoatl. Seguendo la Avenida de los Muertos si arriva alla Piramide del Sole, alta 65 mt. ed i lati sono a terrazze ed enormi scalinate portano alla sommità.

Più a Nord si raggiunge la Piramide della Luna, vale la pena salire sulla cima, quaranta scalini ripidi, ma la vista supenda sul viale della Muertes ne vale la fatica.

Questi siti sono i principali centri di interesse di questa città. Secondo le mitologie antiche:”” Conservare il mondo è una responsabilità costante degli uomini, per questo bisogna alimentare la vita con la sostanza che più la rappresenta: il sangue.

Mantenere la luce e non l’ombra , questo è il senso profondo della concezione del Mondo degli Aztechi. La vita è nelle mani del Sole e la morte si prodiga dell’oscurità.

Sari Bermudez scriveva che il popolo aztecho aveva una missione: mantenere in vita il sole.

Un poeta del XVI secolo dell’amicizia scriveva:

“” SONO VENUTO, MI ERGO PER COMPORRE CANTI E FARO’ IN MODO CHE FLUISCANO PER VOI, AMICI NOSTRI. SONO L’INVIATO DI DIO , SONO IL POSSESSORE DEI FIORI, IO SONO TEMILOTZIN E SONO VENUTO QUI A CERCARE AMICI”””

Il nostro viaggio sarà imperniato a visitare e scoprire questi antichi popoli fino ai giorni nostri.

Cercheremo, se sarà possibile , trovare ancora quella civiltà che gli spagnoli e gli ordini religiosi al loro seguito,hanno cercato di distruggere ed uccidere nel nome della religione cattolica.

PUEBLA

Partiamo per Puebla de los Angeles,fondata nel 1531, città famosa per la sua architettura coloniale e barocca , in particolare per le sue 60 chiese e per le fabbriche di piastrelle e ceramiche di Talavera. Molti complessi sono adornati da piastrelle colorate.

Da visitare la chiesa di Santo Domingo , di san Francisco, stupenda la facciata coperta di piastrelle.

A Puebla venivano fabbricati i Maggiolini della Wolkswagen, infatti tutti i taxi del Messico sono maggiolini di colore verde e bianco.

Dopo Puebla proseguiamo in pulmino per Oaxaca, un piccolo gioiellino. E’ bella ! Non solo per la sua bellezza esteriore, ma per quell’atmosfera che vi regna , per l’aria pura, per la musica, per le montagne che la circondano, per la Chiesa di Santo Domingo, per la sua luce, per gli indios che la abitano: è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’ Unesco.

E’ la città natale di Benito Juarez, patriota e Presidente del Messico.

Spiccano le sue strade strette ,la Cattedrale e la Chiesa di Santo Domingo in stile barocco messicano, il suo interno è tutto dorato.

Alla sera si va allo Zòcalo, il cuore vivo della città, per ascoltare la musica dal vivo, per vedere il Palacio de Gobierno, tutti cantano e ballano ed assistono all’ammaina bandiera con la banda che suona l’inno nazionale.

E’ una città molto vivace , i vari mercati sono molto colorati , pieni di folclore e chiassosi. Ti offrono “”las chapulinas “” sono grilli e cavallette con birra ,si dice sia una delizia, noi non l’abbiamo assaggiata. La giornata è stata piena di emozioni e andiamo a letto all’Hotel Hostal de la Noria. Un ottimo hotel e ti sembra di vivere nella atmosfera conventuale dato anche dal chiostro. Rimaniamo due notti e nel frattempo visiteremo Mitla e Monte Alban.Ci accompagna Edoardo, una guida colta ed affascinante ed appassionata della storia che ti illustra.

MITLA – Sito archeologico che dista 45 km. da Oaxaca ed è certamente uno dei più importanti con influenze zapoteche e mixteche. La zona archeologica comprende 5 complessi architettonici ed un elevato numero di case e tombe intorno a queste strutture.

Famosi gli ornamenti in pietra con motivi a zig-zag, curiosamente simili a quelli della Grecia antica.

Nel villaggio di Mitla si trova un piccolo mercatino ed il Museo Frissel con reperti di arte zapoteca e ceramiche preispaniche.

A pochi km. da Mitla si visita S.Maria el Tule e dove sorge l’Albero di Tule– si presume che abbia 2000 anni- una altezza di 42 metri ed una circonferenza di 58 metri.

MONTE ALBAN – si trova a 10 km. da Oaxaca. E’ l’antica capitale degli Zapotechi, fondata nel 500 a.c. Costruita a 2100 metri di altitudine su uno sperone circondato da montagne.

Il complesso è come una grande imbarcazione di pietra con l’ edificio dei danzatori, la piramide, al centro un osservatorio con la piante a forma di una freccia e una grande campo per il gioco della pelota. I reperti del sito si trovano al Museo di Oaxaca.

Ripartiamo per il nostro tour verso San Cristobal de las Casas, in una valle a 2100 mt. di altitudine.Il trasferimento lo facciamo in aereo fino a Tuxtla Gutierrez, capitale del Chiapas, è moderna e quindi poco interessante, ma è un passaggio per arrivare al

CANYION DI SUMIDERO.

La più grande attrattiva della località è il Canyon des Rio Grjialva che inizia qui e chiamato anche Canyon de Sumidero.

Esplorato con difficoltà, oggi il canyon è possibile visitarlo con barche. Le sue pareti a strapiombo sono alte circa 1000 metri e costituito da piccoli fiordi ed ospita numerose specie di animali : cormorani, aironi, alligatori, tucano e scimmie. Morfologicamente si tratta di una enorme spaccatura della terra. Molto interessante il giro in barca.

Riprendiamo il nostro giro per arrivare alla sera a :

SAN CRISTOBAL DE LA CASAS

Città simbolo delle lotte degli indios oppressi, nel 1994 in piazza esplose la rivolta zapatista capeggiata dal Subcomandante “” Marcos””.

Gli eredi di Emiliano Zapata, l’eroe che nel 1910 durante la rivoluzione rubava ai ricchi per dare ai poveri, sono sempre in stato di rivolta ed il governo centrale è il loro nemico primo oltre ai latifondisti. Si respira ancora questa atmosfera di rivoluzione, per esempio non è possibile entrare in certe zone del Chiapas – off limits da parte dei zapatisti.

La città è legata al vescovo Bartolomeo de la Casa che difese i suoi abitanti nel 1545 ed è stata fondata verso il 1528. I colonizzatori spagnoli non sono mai stati amati dagli Indios ,perché venivano sfruttati ed erano obbligati a versare pesanti tasse.

Lo Zocalo o Plaza de 31 de Marzo è il centro di questa meravigliosa città ed è un angolo di pace con il Palazzo Municipal e accanto la Catedral de San Cristobal del XVI secolo , dipinta di giallo caldo,marrone e bianco.


Nel XVII secolo vicino alla Catedral viene costruita la Iglesia de San Nicolas de Tolentino, a forma rettangolare e la struttura interna è in legno. Non lontano la Iglesia di S.Domingo con il monastero domenicano ,forse l’edificio più importante della città

con la facciata barocca che incanta chi l’osserva per le sue ricche decorazioni floreali e le figure sacre. Molte sono le chiese a Cristobal ognuna con la propria storia, ma soprattutto interessanti.

L’atmosfera che si vive a Cristobal è effervescente ,è sufficiente girare per le vie oppure andare al mercato municipal per gustare il sapore dei villaggi degli indios, è un vero tripudio di colori, di odori, di profumi e di suoni.

Vicino al Tempio de Caridad ( chiesa della Misericordia ) del 1600 si tiene giornalmente un vivace mercato delle donne chamula che vendono i loro coloratissimi manufatti artigianali.

C’è molto da visitare:

Museo dela culturas populares de ChiapasMuseo de Trajes Regionale: collezioni di costumi regionali

Casa Na Bolom: ospita un piccolo museo sulla vita quotidiana degli Indios e una documentazione fotografica delle origini dei Lacondone nelle foreste del Peten.

Caffè Museo: cooperativa di piccoli coltivatori di caffè

Nei d ’intorni di San Cristobal abbiamo visitato:

Zinacantàn – villaggio indios ed è considerato il più tradizional del Chiapas. E’ severamente proibito fotografare. Gli abitanti sono i Tzotzil e indossano caratteristici abiti tradizionali e ricamati con motivi floreali. Molto interessante la funzione religiosa in chiesa con la spoliazione e la vestizione del Cristo morto ed alla quale abbiamo assistito con religiosità.

San Juan Chamula : una cittadina costruita nel 1528 dagli spagnoli. I chamulani è un popolo molto particolare, un miscuglio religioso tra cristianesimo e politeismo. Cristo è sceso dalla croce per risorgere come il sole.

La loro Chiesa del XVII secolo, un gioiello per la sua vivacità di colori e di rappresentazioni di figure umane, fiori e farfalle, una struttura formata da pareti bianche ed il portone è dipinto con colori vivaci. All’ interno le lunghe file di candele accese che emanano una luce tenue, il profumo dell’incenso che avvolge tutta la chiesa, i fedeli inginocchiati in preghiera davanti alle statue dei santi e non riesci a capire i vari ruoli del Cristo,di San Giovanni Battista, della Vergine Maria,di San Sebastiano,di San Michele, il pavimento ricoperto da aghi di pino, le cantilene dei fedeli creano una atmosfera mistica ed esci molto stravolto e ti chiedi quanto è bello vivere la loro esperienza di fede. Le feste cristiane si mescolano con le divinità maya. Nella piazza antistante la chiesa si svolge il mercato. I costumi sono molto colorati in particolare per le donne ed i bambini che sono bellissimi. E’ proibito fotografare gli edifici ed in particolare la gente, bisogna chiedere un permesso, difficile da ottenerlo.

A San Cristobal abbiamo soggiornato al Ciudad Real Hotel, buono, mentre abbiamo mangiato in localini sfiziosi.

Si riparte in pulmino e attraversando il Chiapas arriviamo alle Cascate turchesi di Agua Azul, siamo nella regione montuosa del Chiapas. Le cascate di Agua Azul sono formate da molti fiumi che scendono dalla Sierra Madre, siamo all’interno di una foresta tropicale e ne abbiamo approfittato per rinfrescarci. Fantastico!

In serata arriviamo a PALENQUE all’Hotel Mission, ai bordi della piscina in compagnia degli Jguana conosciamo un simpatico siciliano che vive a Boston con il quale abbiamo fatto amicizia.

Il sito di Palenque è formato da 500 edifici, ed è il centro Maja più importante e più suggestivo che incanta il turista. L’armonia del sito è data dalla giungla tropicale e da una architettura leggera.

Le rovine rimasero nascoste dalla giungla fino al 1800 ed i lavori continuano ancora oggi, si dice che solo il 10 % è ritornato alla luce. Palenque è datata intorno al 500 d.c. durante il regno di Pakal il Grande.

Visitiamo Palenque di prima mattina, una nebbiolina avvolge le costruzioni ed una leggera pioggia rende il sito più suggestivo, c’è molto da vedere e spero di ricordarmi ; ci addentriamo nella foresta e già si intravedono una serie di templi e altre costruzioni:

Tempio delle Iscrizioni: una piramide a 8 piani e una scalinata centrale con 69 scalini che sale per 25 metri. La cima è coronata da una cresta di stucco e l’esterno è decorato con pitture che raccontano la storia di Palenque. Al suo interno si visita la tomba del re Pakal.

Tempio del Sole: in buono stato di conservazione e un bassorilievo rappresenta la volta celeste per l’adorazione del Sole.

Tempio della Croce: è l’edificio più alto di Palenque e con una vista stupenda. Il tetto a pettine e una decorazione che raffigura Cham Balum, figlio di Pakal, davanti all’albero della vita insieme a pannocchie, simbolo di fertilità.

El Palacio: una grande struttura e probabilmente adibito ad osservatorio astronomico. Il giorno del solstizio di inverno, 21 dicembre, il sole tramonta direttamente sopra la cripta del tempio funerario di Pakal. E’ dotato di una torre a quattro piani e costituito da varie stanze come un labirinto.

Il campo de la pelota : il gioco della palla era molto diffuso tra i Maja. Le regole del gioco non sono molto chiare, si sa solo che i vincitori della squadra vincente venivano sacrificati agli dei. Ci siamo addentrati nella foresta dove si trovano ancora molte costruzioni coperte da terra e piante. La giornata è stata piena di emozioni e di arricchimento spirituale e culturale.

Sulle rive del Rio Usumacinta

Col pulmino al mattino presto partiamo per un sito Maja poco frequentato dagli itinerari turistici.

BONAMPAK

L’area archeologica di Bonampak fu scoperta nel 1946 e si trova sulle rive del Rio Lacanja e qui vivevano i Lacandones.

La fama di Bonampak la si deve agli affreschi splendidamente conservati e dovuto ad un rivestimento di calce che si è depositato sui colori nel corso degli anni formando una pellicola di protezione conservando fino ad oggi la bellezza degli affreschi che sono situati all’interno del Tempio de las pinturas.

Bonampak, appunto , significa “”luogo delle pareti dipinte”” Il tempio è costruito su una piccola altura e lo si può raggiungere salendo un’ampia scalinata e dalla sommità si gode uno splendido panorama di una foresta fluviale.

YAXCHILAN.

Il sito archeologico, posto alle foci dell’Usumacinta, è immerso nella giungla di Lacandona e gode di una splendida posizione su un’ansa del fiume e che funge da confine tra il Messico ed il Guatemala e lo si raggiunge con una barca da Frontera Carozal scendendo il fiume per 40 km. in un percorso di meraviglie naturali nel cuore della foresta.

Il sito è risalente intorno al 312 d.c. e dal punto di vista architettonico è famoso per i 100 edifici dalle facciate colorate e gli architravi di pietra su cui sono incise scene di conquista e di cerimonie e che sono distribuiti lungo le foci del fiume: il labirinto,ecc. Non trascuriamo la salita alla Pequena Acropolis da dove si gode una vista delle montagne gualtemateche. Siamo solo noi quattro e la guida ,con le scimmie urlatrici che si fanno sentire e vedere.

Lungo il tragitto di ritorno facciamo una sosta sulla sponda del Guatemala per bere una birra fresca in una specie di bar.

Anche oggi abbiamo fatto il nostro impegnativo giro e ritorniamo a Palenche per dormire.

Dopo un meritato riposo riprendiamo la nostra Jeep , sotto un diluvio e ci dirigiamo a fatica verso l’aeroporto di Villahermosa alla volta di MERIDA ,capitale dello Yucatan. E’ una città vivace e caotica ed è la prima colonia della Spagna sulla penisola. La città fu fondata del 1542 da Fernando de Montejo il quale smontò le piramidi di Tiho per costruirne la Cattedrale di San Idelfonso con le due caratteristiche torri, anno 1556 e al suo interno il Cristo ligneo.

Oggi è una fiorente città ed è facile perdersi per la quantità di strade a reticolo che fanno da ruota attorno al grande e ombroso Zocàlo,Plaza de la Indipendencia con il Palazzo del Governo

e gli enormi murales di Fernado Castro.

Molti musei interessanti quali: Antropologia e Historia, Macay e circa altre sette chiese.

Partiamo per UXMAL a circa 70 km. a sud di Merida e assieme a Tulum e Chichen Itza è uno dei luoghi di maggior interesse storico ed è una città Maya che esprime tutta la sua grandezza per la quantità e qualità delle sue strutture molto ben conservate e di color rosa dato dalla pietra calcarea. Da non perdere:

Casa de las Monjas : una struttura di quattro edifici con 74 stanze che ricordano le celle di un convento. Un cornicione sulle strutture a basorilievi che rappresentano serpenti con due facce e Chac dio della pioggia è rappresentato da bellissime maschere.

Casa delle tartarughe, per le testuggini scolpite sul cornicione.

Palacio del Governator: il più interessante e la cui facciata è composta da circa 20.000 pietre, le maschere di Chac coronano l’ingresso centrale e l’imponente trono con le due teste di giaguaro indica che l’edificio era il luogo del comando.

Piramide dell’Indovino: alta 38 metri con scalinate ripide da salire e discendere, per i paurosi o chi soffre di vertigini si può attaccare ad una fune di canapa. Dalla sommità della Piramide si gode un’ampia vista delle rovine per immedesimarsi nel contesto dei Maya. Le porte sono scolpite con zanne di Chac.

Sulla sommità venivano celebrati i rituali sacrificali ed il sacerdote strappava il cuore ancora pulsante e poi faceva rotolare il corpo giù per la scalinata.

Qui si respira un’aria di tranquillità, ogni tanto si incontrano coppie di Iguana che se ne stanno beati al sole. Non c’è la ressa dei turisti e pertanto puoi visitare molto meglio i siti, non sarà così domani a a Chiche Itza. Un breve giudizio: Uxmal sintetizza la purezza e la bellezza dello stile Puuc. In serata ritorniamo a Merida per goderci gli spettacoli nello Zocàlo. Abbiamo soggiornato all’Hotel Casa del Balan. Ottimo!

CHICHEN ITZA

Si parte per l’ultima visita. Dobbiamo arrivare abbastanza presto per poter avere la possibilità di visitare Chichen Itza in giornata. Come previsto, questa città maya , sita tra Merida e Cancun è la meta di turisti che soggiornano nelle località marine. Chichen Itza costituisce una delle più famose testimonianza della cultura precolombiana.

Chichen Itza è stata costruita nel periodo tardo classico, circa 619 d.c., ma ha avuto periodi di fama e periodi di decadenza. I sacerdoti maya erano i signori della città che poi venne sepolta dalla foresta e solo nel 1924 si inizia a scavare per fare sorgere quei magnifici edifici che ora possiamo ammirare, si dice che sia venuta alla luce solo il 20% della città ed è una combinazione tra arte e natura, tra acacie ed orchidee, tra il canto degli uccelli e la vista delle iguane che prendono il sole e si accoppiano.

Da vedere:

Piramide di Kukulkan o El Castello : alta 25 mt. si erge al centro di Chichen Itza, costruita verso l’800 d.c. è una piramide piena di simbologie: quattro rampe di scale, ciascuna di 91 gradini, portano alla piattaforma superiore, per un totale di 365 gradini corrispondenti al numero di giorni contenuti del calendario solare. ( 91 x

 4 + 1).l’equinozio: I 52 pannelli rivestiti ed in rilievo su ogni facciata della piramide simboleggiano il calendario dei Maya. Due teste di serpenti accolgono i visitatori ai piedi della scalinata ed alla sommità della piattaforma superiore si gode un panorama su tutta la città e si può accedere, attraverso uno stretto passaggio, ad una stanza dove si trova il giaguaro dipinto di rosso, con gli occhi di giada e zanne di selce.

Gran Juego de pelota: il più grande campo da gioco ed una delle strutture più antiche del sito anno 864 d.c. Per i maya il gioco della palla era di grande importanza rituale e a Chichen Itza la palla veniva lanciata attraverso gli anelli sporgenti dalla mura del campo inoltre il campo ha una acustica eccezionale: una persona che parla di fronte al tempio può essere ascoltata a 150 metri.

 Cenote Sagrato: si tratta di un grande pozzo sacro dedicato al dio della pioggia Chac di formazione calcare con un perimetro di 56 m. ed una profondità di 50 m.. L’acqua è di colore turchese dato da alghe microscopiche.

El Caracol * la lumaca* chiamato così per la scala a chiocciola interna che assomiglia al guscio di una lumaca. L ’osservatorio, un edificio dalla pianta circolare, è stato costruito con pietre disposte accuratamente l’una sopra Vi sono bassorilievi che rappresentano il Chac. Dalla cupola i sacerdoti annunciavano alla gente i periodi della semina e della raccolta del granoturco. Sarebbe troppo lungo descrivere tutti gli edifici del sito, vi consiglio o di leggere delle guide oppure visitare il Messico dei Maya e degli Aztechi, ne vale la pena.

Dal passato verso il ritorno, abbiamo percorso i sentieri da Mexico City allo Yucatan, un magico sentiero lungo il quale convivono misteriose meraviglie archeologiche con foreste quasi inaccessibili e paesaggi incantevoli.

Mai si finisce di conoscere il Messico, è vero! Abbiamo scoperto il Messico degli Aztechi, dei Maya , questo è il passato, ma ci siamo innamorati anche del Messico di oggi:La natura affascinante

Gli abitanti di Mexico City, di Puebla, di Oaxaca ,di San Cristobal de las Casas, di Chamula, di Zinacantan , il Chiapas, di Merida

I bambini del mondo

Le belle donne

Tutto è stato meraviglioso e con nostalgia prendiamo l’aereo per ritornare a casa. Il tour è durato 17 giorni ed è stato effettuato nel Marzo del 2004. * Documenti: Passaporto valido-Assicurazioni di viaggio e sanitarie. Periodo migliore tra Ottobre e Marzo Cosa Portare: Macchina fotografica,Cinepresa,vestiti comodi, maglione,mantella. Moneta:pesos

Buon viaggio!

Bibliografia:* Yucatan e Chiapas-Lonely Placet * Maya Sperit-Viaggiare liberi*-Peace Reporter Mexico*Messico-Dumont*Key Guide-Touring Club Italiano.

Le fotografie sono state scattate da M. Vannetti – B.Roveran

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Il futuro nasce da incontri con i popoli del mondo

 

Viaggiare senza confini…Vivere senza confini

Chi viaggia ha molto da raccontare**(detto popolare)
Chi non viaggia non conosce il valore degli uomini** (anonimo)

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. (M.Proust)

Quanti colpi dovrà sparare un cannone prima di tacere per sempre?
Quanti anni potrà resistere un popolo prima di essere un popolo libero?
Quante volte un uomo dovrà voltare la testa per far finta di non vedere?
La risposta, amico mio, è sospesa nel vento
(Bob Dylan)

*** Messaggio della fratellanza fra i popoli***

La terra è un solo Paese

Siamo onde dello stesso Mare

Foglie dello stesso Albero

Fiori dello stesso Giardino

(anonimo-Lapide di Villa Sigurtà)

 

Quando si viaggia ciò che conta è il piacere di andare,non la meta finale.

Quando si arriva diventa piacevole il ricordo  del luogo lasciato alle spalle.

Quando si torna diventa piacevole interrogarsi su quale sia il luogo migliore in cui vivere, senza potersi mai dare una risposta.( F.Morace)

 

“Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare. Darsi tempo, stare seduti in una casa da tè a osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l’amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro d’umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare.” TIZIANO TERZANI da
“Un indovino mi disse”

Allora ……Vagabondiamo insieme!

Una marcia di mille miglia inizia con un singolo passo.

Con affetto

Carla e Ben

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