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Archive for the ‘Myanmar’ Category

Aung San Suu Kyi aveva suggerito al mondo di boicottare a visitare il suo Paese per non portare valuta straniera al governo militare.

Aung San Suu Kyi, 1996.Certamente il principio può essere giusto, ma è anche importante visitare questo popolo affinchè non si senta isolato dal mondo e portare a loro la nostra solidarietà ed era anche questo il nostro scopo, pur nella nostra pochezza, e per questo non intendiamo approvare questo governo e le sue leggi anti umanitarie ,mentre i birmani vogliono i turisti perchè portano un senso di libertà ed acquistano i loro prodotti artigianali e quindi poter avere un piccolo reddito.* EVVIVA ORA HA VINTO LA SUA BATTAGLIA E’ RIUSCITA A PORTARE IN PARLAMENTO 40 DEPUTATI*

Gli Stati devono prendersi la responsabilità, affinchè in Birmania ritorni la democrazia e che Aung San Suu Kyi possa essere libera di esprimere le sue idee democratiche e noi speriamo che questo avvenga.Personalmente non sono d’accordo per l’embargo, ma gli stati devono, invece, non vendere le armi a questo governo,purtroppo, anche l’Italia le vende con il sistema della triangolazione .L’embargo impoverisce il paese e che cosa mangeranno per sfamarsi e la libertà verrà ripristinata? No.

Abbiamo quindi deciso di partire il 18 Febbraio 2002 con Nadia e Marco per Yangon dove conosciamo altre due coppie:dsc00196.jpg Rosy-Sandro-Paolo e Mariella e che effettueranno il tour con noi.

I LUOGHI DELLA FEDE

La maggioranza della popolazione è di religione buddhista ( buddhismo birmano ), ogni birmano dovrebbe trascorrere un periodo nel monastero chiamato noviziato ,si calcola che ci siano circa 400.000 che vivono nei monasteri. Vestono una tonaca rossa e il capo è completamente rasato e in dote si portano lo stretto necessario: la ciotola per l’elemosina e un cambio della tonaca.

I monaci vivono di elemosina e la gente contribuisce al loro sostentamento.Pure le donne possono diventare monache,ma sono molto meno , sono vestite in rosa e la testa rasata. Le comunità monastiche vivono in monasteri attrezzati di dormitori,celle,refettorio e sale per la preghiera.

Per prima cosa è importante fare conoscenza con la gente,partecipare alle loro cerimonie per potersi immedesimare nel loro stile di vita. Trasmettono serenità, se pur privati della libertà.

In qualsiasi momento della giornata visitando i loro luoghi sacri ,i mercati o lungo le strade rimani un po’ sconcertato della loro semplicità di vita, del sorriso, della disponibilità,della saggezza interiore.

Il buddhismo è religione e filosofia: purezza del rapporto uomo-mondo e seguire le Quattro Verità:

  1. esistenza è dolore causato dalla nascita,dalla malattia e dalla morte
  2. origine del dolore è la brama di esistere
  3. sopprimendo la bramma cessa il dolore
  4. il Dharma è la via che conduce alla soppressione del dolore.

Per raggiunge la felicità è necessario controllare la mente con la meditazione e rispettare cinque precetti morali e fondamentali quali:

  • non commettere omicidio
  • non rubare
  • non essere bugiardo
  • non assumere sostanze inebrianti
  • non essere adulteri e non avere una vita sessuale disordinata

I birmani generalmente per migliorare il proprio Karma cercano di fare in modo che la prossima vita(reincarnazione) sia migliore della presente e per ottenere questo contribuiscono al sostentamento quotidiano dei monaci e recarsi a pregare al tempio e semplicemente raggiungere il Nirvana.

L’ ARCHITETTURA RELIGIOSA

L’architettura della Birmania è quasi esclusivamente imperniata sulla religione ,cioè la costruzione di templi,pagode,stupa,monasteri: si pensa che siano più di 3000 e sono dispersi nelle città,paesi,pianure.dsc00046_edited.jpgE’ un modello architettonico quasi perfetto, mi è difficile descriverlo, ma è molto armonioso nelle strutture, è quasi una preghiera verso il cielo.

La Birmania ha una storia molto remota,circa 1000 anni A.C., leggendarie dinastie quali: gli Shan, uomini liberi- gli Akha,uomini festosi- gli Kachin, popolo della montagna, – i Mon , gli antichi signori delle pianure,-i Karem i ribelli del Nord-i Chin,valorosi guerrieri, i Rakhine ,gli orgogliosi.

Il nostro itinerario inizia da Yangon e durerà 10 giorni.

La capitale Yangon sorge sul delta del fiume Yangoo con 4 milioni di abitanti e un miscuglio di etnie e culture ma anche caotica. Al mattino migliaia di pendolari vanno a lavorare e a scuola. E’ una città con molti giardini e palazzi del periodo coloniale inglese, ma nel medesimo tempo anche moderna anche se la gente va ancora in giro con gli infradito e la gonna(per i maschi). Qui nessuno ha fretta . E’ una città affascinante per i suoi viali con alberi di teak ,piante di fiori , per le pagode dorate e i mercati affollati di gente. Aldo,la nostra amabile guida, inappuntabile nel suo abito tradizionale ci porta a visitare la img232.jpgShwedagon Paya. E’ l’emblema della città,la pagoda dalla quale si domina Yangon,è una meraviglia, è tutta dorata e risplendente alla luce del sole nel momento del tramonto.Lo stupa è alto 100 metri ed una circonferenza di 300 ed è attorniata da centinaia di tempietti e fontanine dove i fedeli vanno a pregare ed accendere le candele e qui si respira una spiritualità sconvolgente.Ogni birmano spera di poterla visitare e pregare almeno una volta nella vita:è paragonabile alla Mecca per i mussulmani o Roma per i cristiani.

Non lontano si può vedere il Buddha Dormiente di 72 metri di lunghezza.

Ripartiamo per Bagan in aereo e quindi l’intera giornata è dedicata alla visita di Bagan, la località più affascinante della Birmania con la distesa delle pagode. Riusciamo a vedere una decina di pagode su 3000. Oggi non tutte sono visibili in quanto l’incuria,i terremoti, gli escrementi dei pipistrelli ,la foresta hanno provocato una certa decadenza, ma non per questo sono ancora molte e sarebbero necessari parecchi giorni per visitarne solo una parte.

Vi assicuro che si rimane meravigliati,qui il buddhismo ti penetra nelle viscere, tutto è imperniato su questa religione.

Tra le tante visitate ritengo che la più imponente sia la pagoda di Shwezigon Paya del 1100 d.c., dove arriviamo verso il pomeriggio in modo da vedere il tramonto dall’alto della cupola.dsc00047.jpgSi aspetta il calar del sole per vedere lo splendore dei templi che si tingono di arancio,viola e tra la ruggine e il ramato.Tutta la distesa si illumina di una luce evanescente.La giornata è stata molto pesante,alla fine siamo riusciti a visitare circa 15 pagode.

I nostri trasferimenti avvengono con piccoli aerei ATR e dopo aver riposato la notte ripartiamo per Mandalay.Ci fermiamo due giorni.Visitiamo Amarapura, l’antica capitale della Birmania, della vecchia città rimane poco.

Visitiamo il Monastero Maha Ganayon Kyaung è un centro di studi monastici e vi risiedono qualche migliaio di giovani monaci e verso le ore 11 tutti questi giovani ,in processione e con la ciotola in mano e abiti color zafferano vanno a consumare il pasto nel più assoluto silenzio.

Visitiamo il ponte pedonale U-Bein in tek che attraversa il Lago Taungthaman e è lungo1,2 km , sostenuto da 1060 pali resiste da 200 anni all’acqua e ai venti e centinaia di abitanti lo attraversano durante il giorno.img217.jpg

Il pomeriggio visitiamo Sagaing ,una cittadella con centinaia di stupa,monasteri e circa 5000 religiosi e religiose, si respira una atmosfera di meditazione e di molta pace. Ogni angolo ti richiama alla religiosità, è tutto un colore zafferano dato dal saio dei monaci e un tappeto di teste rasate. Qui non esiste l’affanno della vita quotidiana. Avendo tempo a disposizione sarebbe l’occasione per fare un ritiro spirituale di yoga.

Sulla via del ritorno per Mandalay visitiamo la Pagoda KYAUKTAWGYI dove si trova la statua del grande Buddha: dsc00030.jpgun unico blocco di marmo ed è ricoperta quotidianamente da foglie dorate votive posate dai fedeli. Il Buddha è alto 3,8 mt. ed è in posizione seduta. Sono migliaia di fedeli che ogni giorno vengono a pregare, in particolare per assistere alla abluzione del volto del Buddha.dsc00026.jpg

Non solo pagode e stupa, anche i mercati, dove hai il contatto con la gente:dsc00069.jpgi bambini,le donne e gli uomini.dsc00065.jpgCon grazia e gentilezza ti vendono i loro prodotti e Carla è ben felice di acquistare di tutto e di più consapevole che pochi dollari permettono a questa gente di soppravivere. Le donne e i bambini si pitturano la faccia con colori a base di terra ed erbe per proteggersi dal sole.dsc00099.jpg

Per visitare Mingun prendiamo la barca sul fiume Ayeryawaddy,una piacevole escursione lungo il fiume e si arriva ai piedi della Mingun Paya ,doveva essere la più grande pagoda del mondo, ma con la morte del re Bodawpaya l’opera è rimasta incompiuta.Oggi rimane una grande pila di mattoni rossi.Per raggiungere il luogo bisogna salire a piedi nudi,non male,comunque da su si può ammirare il fiume che scorre con le sue barche che trasportano tronchi di legname e moltidsc00138.jpg stupa bianchi.

All’entrata ci si trova davanti una immensa campana di bronzo di 90 tonnellate ed è la più grande del mondo.dsc00135.jpg

Con una specie di mazza di legno le si da un buon colpo e la campana emana un suono forte.La vita lungo il fiume è molto animata,molta gente vive sulle barche.

Al ritorno a Mandalay andiamo a visitare il Monastero di Atumashi (l’incomparabile) e Shwenandaw situato su un’altura ed è uno splendido stupa e si dice che custodisca quattro capelli di Buddha.

Il viaggio continua per Hebo ,nello stato Shan conosciuto come la *Svizzera Birmana* per i meravigliosi paesaggi montani. Ci trasferiamo con gli ATR piccoli aerei di fabbricazione italiana.

Siamo nella zona del Lago Inle.La peculiarità di questo lago è la sua incomparabile bellezza e si trova a 870 metri sul livello del mare e dove l’uomo ha creato in mezzo al lago giardini e orti pensili. Su palafitte hanno costruito le loro case, i monasteri e gli stupa.dsc00152.jpg

La popolazione è quella degli Intha che abitano 17 villaggi e gli Intha sono famosi per il modo di spingere le imbarcazioni,in piedi a poppa con una gamba e l’altra, con il remo con un movimento roteante,spinge la barca.img241.jpgSono molte le barche condotte da ragazzi,donne e bambini. Viene praticata la pesca e la coltivazione del riso,mentre fiorente è anche la tessitura della pregiata seta di loto e borse con telai di legno. Coinvolgiamo alcune ragazze di una tessitura a cantare le loro canzoni.
L’incontro con la gente avviene al mattino al mercato fluviale galleggiante dove un centinaio di barche img249.jpguna appiccicata all’altra vendono dalla verdura ,agli oggetti del loro artigianato, ognuno cerca di venderti qualcosa e ,purtroppo, non possiamo accontentare tutti. Ho acquistato una serie di pipe vecchie in maiolica ,molto belle, ed altri oggetti.Con la barca si naviga tra stretti canali a contatto con la gente che abita sulle palafitte pure qui i bambini fanno da cornice.

Tra settembre e ottobre ci celebra la festa di Thadingyut una specie di quaresima buddhita e il Festival Phaung Daw Oo dove portano in processione su una chiatta le quattro statue di Buddha che si trovano nel medesimo sito di Phaung.Lungo il tragitto fluviale ci fermiamo al Monastero del Gatto, costruito in legno su palafitte e dove i monaci nel periodo dell’ozio addestrano i gatti a saltare piccoli cerchi.Vi si trova,inoltre una collezione di piccole statue di Buddha in legno e terracotta.Al lago rimaniamo due giorni per poterlo visitare, ma ne valeva la pena.dsc00165.jpgI tramonti sul lago sono veramente smaglianti.img251.jpg

Si riparte in pulmino per Pindaya passando per Aungban, famosa per i numerosi bordelli in quanto è un crocevia di strade e quindi passa molta gente,il tragitto è molto interessante ,molto verde con campi coltivati da ortaggi e risaie.

Pindaya è interessante per le grotte a ridosso di un crinale di fronte al lago, per raggiungere le grotte si deve percorrere un tragitto in salita con ai lati piccoli stupa bianchi.

Più di 7000 statue di Buddha di tutte le fogge e dimensioni ti accolgono in un ambiente di stalagmiti .E’ un luogo da meditazione e infatti incontri fedeli in preghiera. Pindaya è famosa pure per la lavorazione della carta e dei parasole.E’ un artigianato locale e molto raffinato.

Arriviamo a Kalaw,famosa località di villeggiatura durante il periodo coloniale inglese a 1300 metri di altitudine e ricca di pinete.

Il viaggio sta per terminare e ritorniamo a Yangon per le ultime visite dei viali vittoriani costeggiati da ville coloniali, la Pagoda Botataung Paya, con reliquiario dei capelli di Buddha, all’interno si trova il labirinto degli specchi e di teche contenenti reliquie,immagini,scritti e foglie d’oro.

Qui tutto è religione,misticismo,meditazione,semplicità,armonia,pace. Il buddhismo è l’essenza della vita e tutto è imperniato su di esso.

Nel mio zaino metto:

  • I bambini dsc00105.jpg
  • Le monachedsc00093.jpg
  • I fioridsc00001.jpg
  • Gli stupadsc00057.jpg
  • I tramontidsc00166.jpg
  • I mercatidsc00180.jpg

Grazie popolo mite che soffrite per la vostra libertà e vi ricorderò sempre quando rivedrò le immagini dei bambini,delle donne,dei monaci, delle monache e delle vostre meravigliose pagode dorate.

Nessun problema per il mangiare : la cucina locale è buona, ma poi si può gustare varie cucine asiatiche.

Ringrazio Marco Vannetti per avermi fornito le sue foto per poterle pubblicare su questo blog , in quanto le mie sono andate parzialmente perdute.
Alcuni consigli:

  • evitate gli alberghi statali
  • non compromettere gli abitanti con discussioni sul governo
  • il periodo migliore:tra novembre e febbraio
  • passaporto valido e visto di entrata
  • portare materiale scolastico per i ragazzi
  • libri e guide consigliate:
  1. Lonely Planet
  2. Myanmar di C.Bussolino e S.Stura Ed.Polaria
  3. Strade di Bambu di .Del Corona – EDT,Torino 1999-collana Orme

Bibliografia: vedi sopra.

* Le foto sono state scattate da Marco Vannetti e da Benito Roveran *

* VEDI TUTTE LE FOTO:CLICCA QUI E LA PRIMA FOTO POI I TRE PUNTINI IN BASSO A DX:VISUALIZZA SLIDESHOW*

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Il futuro nasce da incontri con i popoli del mondo

 

Viaggiare senza confini…Vivere senza confini

Chi viaggia ha molto da raccontare**(detto popolare)
Chi non viaggia non conosce il valore degli uomini** (anonimo)

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. (M.Proust)

Quanti colpi dovrà sparare un cannone prima di tacere per sempre?
Quanti anni potrà resistere un popolo prima di essere un popolo libero?
Quante volte un uomo dovrà voltare la testa per far finta di non vedere?
La risposta, amico mio, è sospesa nel vento
(Bob Dylan)

*** Messaggio della fratellanza fra i popoli***

La terra è un solo Paese

Siamo onde dello stesso Mare

Foglie dello stesso Albero

Fiori dello stesso Giardino

(anonimo-Lapide di Villa Sigurtà)

 

Quando si viaggia ciò che conta è il piacere di andare,non la meta finale.

Quando si arriva diventa piacevole il ricordo  del luogo lasciato alle spalle.

Quando si torna diventa piacevole interrogarsi su quale sia il luogo migliore in cui vivere, senza potersi mai dare una risposta.( F.Morace)

 

“Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare. Darsi tempo, stare seduti in una casa da tè a osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l’amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro d’umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare.” TIZIANO TERZANI da
“Un indovino mi disse”

Allora ……Vagabondiamo insieme!

Una marcia di mille miglia inizia con un singolo passo.

Con affetto

Carla e Ben

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